Sgomberata all’alba l’ex Penicillina. Dentro l’ex fabbrica un vero e proprio girone dantesco

Sgomberata all’alba l’ex Penicillina. Dentro l’ex fabbrica un vero e proprio girone dantesco

Sgomberata all’alba l’ex fabbrica di penicillina su via Tiburtina a Roma: all’interno sono state trovate circa 40 persone. Immediatamente dopo sono iniziate le operazioni di identificazione delle persone che erano all’interno di questo vero e proprio girone dantesco. L’edificio, abbandonato da anni, era una delle occupazioni storiche della città. All’interno ci vivevano circa 400 persone, principalmente nordafricani, ma anche famiglie di italiani. “Sono andati via tutti nei giorni scorsi – racconta un ragazzo senegalese – anche io ho dormito stanotte in strada”. All’alba su via Tiburtina c’erano diversi migranti che camminavano spingendo dei trolley.

Chiuso il tratto in direzione Grande raccordo anulare davanti all’edificio. Sul posto decine di blindati delle forze dell’ordine e pattuglie della polizia locale per la viabilità. Il traffico in zona è congestionato. Durante le operazioni, senza preavviso, è arrivato anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che è stato duramente contestato da alcune decine di persone e militanti di “Potere al popolo” che, con slogan e proteste e muniti di un megafono, gli hanno gridato contro: “Salvini vattene via. San Basilio non ti vuole. Non servono sgomberi né la tua campagna elettorale permanente, ma soluzioni abitative”. Salvini si è detto “orgoglioso di questo intervento di legalità, pulizia e sicurezza atteso da anni. Era un punto di spaccio e rifornimento per buona parte della città. Aggressioni, rapine, accoltellamenti, furti e violenze erano all’ordine del giorno. Le poche decine di persone regolari e realmente bisognose saranno prese in carico dalle istituzioni”.

“Era orribile vivere in questo posto. Spesso le liti finivano in accoltellamenti”. A raccontarlo è Diop, uno dei migranti sgomberati. “Vivevo qui da 6 mesi – ha aggiunto il ragazzo senegalese – Sono in Italia e ho regolare permesso di soggiorno. Anni fa ho anche salvato un uomo in metro. Nel 2008 a Piramide l’ho visto sui binari e mi sono lanciato per salvarlo. In Italia c’è un clima di razzismo, non siamo cattivi, non possono generalizzare. C’è chi scappa dalla guerra, chiediamo di avere una sistemazione e un’opportunità”, ha aggiunto.

“Qui c’è troppo degrado perciò oggi non verranno né Raggi né Salvini”. A dirlo alcuni abitanti di San Basilio. Applausi ironici e qualche insulto sono stati indirizzati verso le forze dell’ordine da parte di un gruppetto di residenti al momento del loro ingresso nello stabile. “Bravi, un altro show – ha detto una donna – lì dentro ormai non c’è più nessuno”. “Ora sono cani sciolti – ha detto un’altra abitante – Prima almeno stavano lì dentro. Devono trovare un altro posto dove farli andare”. Contestato da un gruppo di migranti e militanti di Potere al Popolo Andrea Casu, il segretario romano del Pd. Casu si è avvicinato agli sgomberati che stavano effettuando un sit-in spontaneo nei pressi dello stabile ed è stato accolto con urla “vergogna”, “avete governato per anni”, “siete responsabili di questa situazione” e “devi andare via”. Ne è nato un parapiglia e Casu è stato fatto allontanare.

Al sit-in spontaneo nei pressi dell’ex fabbrica di penicillina stanno partecipando un gruppetto di migranti sgomberati e militanti di Potere al Popolo. “Conversione ex penicillina. 1000 case popolari”, lo striscione esposto. Accesi anche alcuni fumogeni. Poi l’assistenza del Comune. “Il percorso per garantire l’accoglienza delle persone presenti presso l’immobile dell’ex Penicillina si è sviluppato negli ultimi mesi grazie a un lavoro integrato tra i vari livelli istituzionali e le associazioni che operano sul territorio”. Così il Campidoglio in una nota. “Un lavoro che ha consentito di incrociare i dati e le informazioni, assicurando la mappatura delle persone in condizione di maggiore fragilità e vulnerabilità”.

“Il censimento effettuato dal Municipio IV, con il coinvolgimento del Dipartimento Politiche Sociali, come previsto dal protocollo siglato tra Roma Capitale e Prefettura, ha rilevato 157 persone presso la struttura, spiega l’assessora Laura Baldassarre (Persona, Scuola e Comunità Solidale). “Nei giorni scorsi, in seguito a colloqui individuali, 32 persone hanno accettato la presa in carico presso le strutture di accoglienza di Roma Capitale, grazie al lavoro di sinergia tra Sala Operativa Sociale capitolina, Municipio e associazioni presso l’Ufficio Immigrazione di Roma Capitale. La Sala Operativa Sociale è presente durante le operazioni odierne per effettuare i colloqui e formulare proposte di accoglienza a tutte le persone aventi diritto, con l’obiettivo di costruire percorsi finalizzati al raggiungimento dell’autonomia”.

Share