Manovra. Mattarella insiste: dialogo porta frutti. Governo bocciato dal 61% degli italiani e dalla Commissione Ue. Cgil, Cisl e Uil: mobilitazione

Manovra. Mattarella insiste: dialogo porta frutti. Governo bocciato dal 61% degli italiani e dalla Commissione Ue. Cgil, Cisl e Uil: mobilitazione

L’accordo con Bruxelles è stato raggiunto, seppur “tra evidenti difficoltà”, ora però bisogna lavorare affinché le misure contenute nella Manovra siano durature. Sergio Mattarella benedice l’esito positivo della trattativa tra il governo italiano e l’Ue anche se non può esimersi da lanciare avvertimenti: “Va evitato il rischio di un cortocircuito tra l’urgenza di fornire risposte veloci, sollecitate dal disorientamento e dall’emotività, e la necessità di tempi più lunghi necessari alla definizione di soluzioni, efficaci, durature e sostenibili”. Il plauso di Mattarella va soprattutto alla scelta del governo “di avviare un dialogo costruttivo con la Commissione europea sulla Manovra di bilancio per giungere a soluzioni condivise, raggiunte in questi giorni”. Non a caso Mattarella apre il discorso con le tappe che hanno portato alla formazione dell’esecutivo giallo-verde. “La legislatura ha preso le mosse sulla base di un accordo tra le due forze politiche disponibili a dar vita all’unica maggioranza parlamentare che si era rivelata possibile – dice – dopo un difficile confronto resosi indispensabile per non rendere vano il voto espresso dai cittadini”. Attenzione però è il Parlamento, ribadisce Mattarella, ad essere “espressione e interprete della sovranità popolare” ed è a questa istituzione che “è affidato il ruolo centrale nella democrazia disegnata dalla Costituzione”. Un concetto che il capo dello Stato amplia quando ricorda a chi svolge pubbliche funzioni che l’adempimento dei propri compiti deve essere accompagnato “con il rispetto dei limiti del potere che la nostra Carta indica a chi è chiamato a esercitarlo”.

Il sondaggio: gli italiani abbandonano in massa il governo, 61% di insoddisfatti

Intanto, emerge un primo sondaggio sugli effetti dell’andirivieni del governo in materia di legge di Bilancio. Il 61% degli italiani non è soddisfatto dell’operato di governo, contro il 39% che lo è. Inoltre il 58,3% considera il compromesso con l’Europa su manovra e deficit una sconfitta per l’esecutivo (contro il 41,7% che lo considera una vittoria). Sono i principali risultati emersi dal sondaggio sul gradimento degli italiani per l’attività di governo, realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24 e diffuso oggi dalla testata, all’interno dell’approfondimento “Il Confine”. Il dato cambia sensibilmente se si analizza l’elettorato di riferimento della maggioranza: sono soddisfatti dell’operato dell’esecutivo l’89,9% degli elettori del M5S e l’86,6% degli elettori leghisti, mentre il compromesso con l’Europa è un successo per il 75,1% dei sostenitori del Carroccio e per l’81,6% dei pentastellati.

Cgil, Cisl e Uil: “Pronti alla mobilitazione, il governo non ha un progetto per il Paese”

Da Napoli, intanto, la numero uno della Cgil, Susanna Camusso, rimarca: “Pare che ci sia un’intesa con l’Europa, ma nessuno sa esattamente su quale manovra. Continuiamo ad essere critici rispetto ad una impostazione che non ha un progetto per il Paese, che non affronta il tema degli investimenti e della creazione di lavoro”, avvertendo che “se non ci saranno risposte, cominceremo a domandarci come reagire con la mobilitazione”. Sulla stessa linea la segretaria generale della Cisl: “Il presidente del Consiglio ha garantito che ci sarà un confronto con i sindacati su tutti i temi” che riguardano la manovra e la piattaforma sindacale. “Se non ci sarà, useremo tutti gli strumenti in nostro possesso” a partire dalla mobilitazione. Il tema del lavoro “è centrale – rimarca Furlan – e su questo ci aspettiamo risposte dal governo”. Il leader della Uil traccia anche i tempi: “Se non ci risponderanno entro il mese di gennaio busseremo più forte, ma se non aprono butteremo giù la porta”, dice Barbagallo, pur precisando che “non vogliamo minacciare nessuno. Chiediamo che si aprano i tavoli. Il governo deve rendersi conto che senza il confronto con le parti sociali rischia un boomerang”. Al centro delle rivendicazioni di Cgil, Cisl e Uil il lavoro, ma non solo: rinnovo dei contratti pubblici, investimenti e infrastrutture, Sud e fisco. E pensioni: i sindacati ribadiscono che ‘quota 100’ è una base di partenza, ma non basta per garantire una flessibilità di uscita a tutti, anche a chi ha già 41 anni di contributi e che, secondo loro, dovrebbe poter andare in pensione a prescindere dall’età, ai giovani ai quali va assicurata una pensione di garanzia per il futuro, alle donne a cui va riconosciuto il lavoro di cura ed uno sconto contributivo di 12 mesi per ogni figlio.

Landini, Cgil: “piano straordinario di investimenti”

“Se davvero il governo vuole cambiare le regole europee, è un’altra la strada da percorrere. Noi suggeriamo un piano straordinario di investimenti e suggeriamo di chiedere all’Europa di scomputare gli investimenti dal debito. E’ questo l’unico modo per creare lavoro”, ha sottolineato Maurizio Landini, della segreteria nazionale della Cgil, parlando della Manovra del governo. Landini ne ha parlato nel birrificio Heineken di Massafra all’assemblea unitaria dei lavoratori, richiesta dalle segreterie territoriali di categoria Cgil Flai, Fai Cisl e Uila Uil. Sottolineando che “da questo Def” si capisce “ben poco”, Landini ha detto che “c’è preoccupazione perché non si va oltre ad alcuni provvedimenti che aprirebbero a qualcosa di nuovo, tipo quota cento e il reddito di cittadinanza”.

Bersani, Mdp: “Esce la commissione europea più forte. Togliere 38 miliardi non sono noccioline”

E’ la valutazione di Pier Luigi Bersani a Sky Economia sulla Manovra economica, al termine della trattativa con l’Europa. “E ora – aggiunge – devo sentire Conte che mi dice: 10 miliardi in meno nel 2019 e non cambia niente” per quanto riguarda reddito e quota 100. “Allora vuol dire che taglia 10 miliardi da un’altra parte e vorrei capire dove. Se Conte fosse stato serio avrebbe dovuto dire: ho dovuto mollare 10 miliardi per il 2019 e vi dico come faccio”. In sostanza il governo “invece di fare la Manovra col Parlamento, l’ha fatta con i commissari europei. Quello che ci torna da Bruxelles è una Manovra nuova. Dicono: ‘Non e’ cambiato niente’. Non devono prenderci per stupidi”.

Delrio, Pd: “giorno tristissimo per la democrazia”

“Ma quale grande giorno per la democrazia, oggi è un giorno tristissimo: siamo al 19 dicembre e il parlamento ancora non ha il testo della Manovra”. Così Graziano Delrio, capogruppo dem alla Camera, al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio replica al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che oggi ha parlato di ‘grande giorno per la democrazia’. “E’ un giorno tristissimo per la democrazia e per il Parlamento – continua Delrio – per la prima volta nella storia la Manovra viene scritta a Bruxelles e trasmessa in tutta fretta a Roma dove, ancora in queste ore, non si hanno notizie degli emendamenti del governo frutto dell’accordo con Junker e Moscovici. È poi incredibile che, dopo aver perso così tanto tempo e gettato il paese nel caos, il governo e la maggioranza chiedano adesso alle opposizioni di fare presto”.

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