Manovra impopolare: toglie ai poveri e non tocca i ricchi. Alla Camera approvazione definitiva il 29. Infuriano le polemiche, opposizioni, enti no profit e sindacati sul piede di guerra

Manovra impopolare: toglie ai poveri e non tocca i ricchi. Alla Camera approvazione definitiva il 29. Infuriano le polemiche, opposizioni, enti no profit e sindacati sul piede di guerra

Prima il panettone, poi la manovra. La legge di Bilancio, approvata in seconda lettura al Senato, con il ricorso alla fiducia, tra le polemiche infuocate dell’aula, è attesa alla Camera per il 27 dicembre, quando partirà l’ultimo giro di giostra, in vista del via libera definitivo, in programma per il 29. Ma il clima non migliora, dopo che maggioranza e opposizioni hanno avuto il tempo di riprendere fiato dopo la lunga notte dei coltelli a Palazzo Madama. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ribadisce in un’intervista a La Stampa, che non è stata una scelta del governo rallentare l’arrivo del maxiemendamento, ma la diretta conseguenza di un negoziato con Bruxelles che è andato molto per le lunghe. Anche perché in ballo c’era una procedura di infrazione Ue che avrebbe fatto molto male all’Italia. “Avrei senz’altro avuto piacere di lasciare un più ampio margine di discussione sulla manovra al Parlamento ma purtroppo non è stato proprio possibile chiudere prima l’interlocuzione con la Commissione europea”, spiega il premier. Alle polemiche di Pd, FI, Fratelli d’Italia, Leu e sindacati, per le modalità con cui ha agito l’esecutivo, l’inquilino di Palazzo Chigi replica ricordando che “ad esempio solo due anni fa, nel 2016, la manovra in seconda lettura al Senato non è stata oggetto di alcun voto in Commissione; due anni prima, nel 2014, è stato posto il voto di fiducia su una manovra votata a notte fonda”. In realtà, non andò così, perché c’era il governo Renzi dimissionario dopo aver perso il referendum del 4 dicembre, e ci si apprestava a votare il nuovo governo governo Gentiloni. Conte dice una falsità: non è mai accaduto in 70 anni e oltre di storia parlamentare che il Parlamento votasse una legge finanziaria al buio, dopo aver vanificato il voto di una Camera. Incredibile ma vero, dopo queste sciocchezze dette dal premier su un quotidiano, il vicepremier, Matteo Salvini ha il coraggio di alzare gli scudi, prendendosela con giornali e televisioni: “Disinformatori di professione”. Il governo ha oltrepassato qualunque soglia della decenza, come dimostra quest’altra affermazione del socio di governo, Luigi Di Maio, che replicando ai ‘j’accuse’ sui tagli alle politiche di welfare, dice che “lo Stato adesso non abbandona più nessuno”, dunque “saremo vicini a tutti quelli che soffrono”. Per ora, sono i poveri che soffrono grazie a questa manovra, che certo non colpisce i ricchi, né i grandi patrimoni. Anzi, introduce condoni e flat tax, tradisce proprio i pensionati, e il reddito di cittadinanza si rinvia a gennaio. Che la situazione sia gravissima per i poveri e i giovani lo confermano le dichiarazioni di numerosi esponenti della politica e del volontariato.

Fratoianni: “l’Italia non è un paese per giovani”. Speranza: “Sud massacrato da Salvini e Di Maio”

“L’Italia non è un Paese per giovani: c’è un’enorme questione generazionale da affrontare. Questione che l’attuale governo non sa e non saprà affrontare. Dovrà provarci chi saprà costruire un’alternativa credibile a improvvisazione e a malafede che caratterizza Lega e M5S #Manovra”, scrive su Twitter il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, di Liberi e uguali. “Il mezzogiorno è letteralmente massacrato da questa manovra di bilancio”, afferma dal canto suo, il coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali, Roberto Speranza ad un incontro con militanti e simpatizzanti. “Hanno fatto il pieno di voti al Sud – prosegue Speranza – e ora li usano per approvare una manovra che aumenterà ancora di più il divario tra aree forti e aree deboli del Paese. Gli investimenti e il rispetto della clausola Ciampi avrebbe consentito una ripartenza reale delle regioni meridionali. Non ve ne è alcuna traccia nel testo approvato nottetempo”. “Con queste premesse la discussione che si annuncia in materia di nuova autonomia diviene ancora più pericolosa per l’unita nazionale”, conclude Speranza.

La rabbia delle associazioni del volontariato, alle quali vengono aumentate le tasse sul lavoro

“L’impatto di questa misura è di conseguenze imponenti per il terzo settore, per tutte le storie che lo contraddistinguono”, afferma a Radio Vaticana la portavoce del Forum del Terzo Settore Claudia Fiaschi, in merito ai tagli alle agevolazioni Ires per gli enti non commerciali. “Penso che alla Camera valga la pena un ripensamento in questa direzione – continua Fiaschi – Sono tante le attività che non saranno più sostenibili, a patto che le famiglie se le autofinanzino o che le amministrazioni pubbliche nei territori decidano di sostenerle con contributi più sostanziosi. Temo che si sia sottovalutato l’impatto di una patrimoniale, io la chiamo così sul terzo settore. In qualche modo noi dovremo trovare delle risorse aggiuntive”.

Sul tema interviene anche Maurizio Martina. “Raddoppiare l’IRES per le associazioni del Terzo Settore è l’ultima vergogna di questo governo. Una schiaffo a milioni di persone e all’Italia solidale che tutti i giorni creano valore condiviso, comunità, relazioni sociali contro la solitudine e la sofferenza. Salvini e Di Maio si riempiono la bocca ogni minuto della loro vuota propaganda ma queste scelte parlano per loro e definiscono la verità di un governo pericoloso e ingiusto per gli italiani”. E il portavoce di Forza Italia, Giorgio Mulè scrive in una nota che “il governo dello sbandamento con la sua Manovra economica è riuscito nel peggior crimine politico: sparare sulla Croce Rossa tassando in modo indiscriminato le 6.220 associazioni di volontariato. Dicevano che stavano dalla parte degli ultimi e questo è il loro regalo di Natale: 118 milioni di tasse in più nel 2019 da chi dona già se stesso per aiutare gli altri. Quando un governo si riduce a questo, dopo essersi dimenticato dei disabili e dato una mancia alle famiglie che assistono le vittime di femminicidio grazie solo alla battaglia di Forza Italia, è disumano. E va mandato a casa prima possibile”.

L’incredibile vicenda della sanatoria per i professionisti sanitari privi di titoli

Come volevasi dimostrare. La nuova norma introdotta nella manovra sulle professioni sanitarie ha scatenato un vespaio di polemiche. La misura contenuta nel comma 283 bis, infatti, allarga la possibilità di “continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo della professione sanitaria di riferimento” anche a chi “svolge o abbia svolto un attività professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo, per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni”, a patto che “si iscrivano, entro il 31 dicembre 2019 negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche di della riabilitazione e della prevenzione”. Per le opposizioni si tratta di una vera e propria sanatoria per chi non ha un titolo, mentre le associazioni di categoria la definiscono addirittura “un’assurdità totale”.

E Renato Brunetta fa i conti delle lacrime e sangue della manovra per gli italiani: 7 miliardi di euro

”Aumento dell’Iva a partire dal 2020. Aumento di tutti i tributi locali a partire dall’anno prossimo. Ecotassa. Web tax che colpirà le società editoriali. Aumento delle tasse sui giochi. Raddoppio dell’Ires per il non profit e gli istituti di ricerca. Questa la lista dei regali che il Governo gialloverde porta a famiglie e imprese italiane con la manovra finanziaria appena approvata dal Senato. Totale, 7 miliardi di euro”, scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia. “Questo salasso fiscale, che peserà sulla produzione, sui consumi e sulle tasche delle famiglie servirà solo per finanziare misure assistenzialiste come quota 100 e il reddito di cittadinanza che non produrranno alcun effetto di crescita sull’economia”.

“Stangata anche su banche e assicurazioni, per effetto della modifica dei principi contabili per il trattamento delle perdite e svalutazione dei crediti, che costerà 7,5 miliardi. Se per Lega e Cinque Stelle il 2019 avrebbe dovuto essere l’anno del cambiamento per il popolo, l’unica cosa che il popolo vedrà cambiare davvero, in peggio, è l’aumento monstre delle tasse che dovrà pagare”, conclude Brunetta.

Share