Manovra. Il Mef rivela che c’è “accordo tecnico” con la Ue. Uno sgarbo al Senato, in attesa del verdetto. Tria ha in serbo sorprese?

Manovra. Il Mef rivela che c’è “accordo tecnico” con la Ue. Uno sgarbo al Senato, in attesa del verdetto. Tria ha in serbo sorprese?

Sembra sia stato decisivo il colloquio telefonico con Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea dal 2014 ed esponente dei ‘falchi’. I contatti tra il premier Giuseppe Conte, il guardiano dei conti europei e il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, hanno spianato la strada all’accordo ‘tecnico’ tra Roma e Bruxelles. Crescita all’1%, rapporto del deficit/Pil confermato al 2,04%. Mancava un miliardo all’appello, poi le posizioni si sono avvicinate ulteriormente. Palazzo Chigi è prudente: “Ci sono state solo comunicazioni verbali da parte dei commissari Moscovici e Dombrovskis, ma – hanno sottolineato fonti dell’esecutivo – non c’è ancora la comunicazione ufficiale da parte della Commissione europea”. Ed ancora: “occorre attendere che si completi la procedura per poter considerare definitivamente conclusa la negoziazione”.  Nel governo c’è chi arriva a sospettare una “forzatura” di Tria, per mettere nero su bianco l’intesa, che conterrebbe novità sgradite a M5s e Lega come l’abbassamento della stima del Pil all’1% nel 2019 e l’aumento dell’Iva per il 2020-2021. I tre miliardi mancanti per portare il deficit al 2,04% verrebbero da risparmi di spesa, dismissioni e rinvii di agevolazioni alle grandi aziende. Ad ogni modo, che sia possibile evitare da subito l’avvio della procedura d’infrazione (senza neanche un rinvio della scelta della commissione a gennaio) è una convinzione di diverse fonti italiane. L’accordo lo comunicherà al Senato, dove il Pd minaccia di occupare l’Aula per denunciare l’esautoramento del Parlamento. E in effetti, la scorrettezza istituzionale del governo, da parte del Ministero dell’Economia, è evidente: divulgare alla stampa prima ancora che al Senato, in attesa di parole chiare sulla manovra, la notizia del presunto accordo è uno sgarbo e un malcelato tentativo di bypassare Conte e i due viceministri.

Distensive le dichiarazioni arrivate da Moscovici: “Sto lavorando per evitare sanzioni sulla Manovra”. “L’Unione Europea – ha sostenuto – sta tentando di trovare la soluzione per evitare sanzioni. Sono fiducioso. Stiamo lavorando senza sosta per fare in modo che l’Italia realizzi le politiche che desidera rispettando le regole”. Le frasi di Moscovici sono state accolte positivamente da Matteo Salvini: “Meglio tardi che mai. Mi fa piacere”. Il ministro dell’Interno esprime “grande soddisfazione per il risultato raggiunto, per i miglioramenti inseriti ascoltando categorie e associazioni. Finalmente – dice – da gennaio la Manovra diventano soldi veri per aiutare milioni di italiani”. Esulta anche Luigi Di Maio: “Portiamo a casa la Manovra senza tradire le promesse e senza infrazione”. Quota 100 “partirà da febbraio”, mentre il reddito di cittadinanza “prenderà il via il mese successivo, a marzo”, ha spiegato il ministro dello Sviluppo e del Lavoro, “poiché partono un po’ dopo, costeranno un po’ di meno”. M5s e Lega hanno accettato le modifiche.

Mercoledì mattina alle 12 sarà il presidente del Consiglio Conte ad illustrare al Senato i contenuti della nuova legge di bilancio. Il lavoro in commissione riprenderà dopo l’informativa del capo del governo e dovrebbe concludersi venerdì 21. Poi il testo andrà in Aula. Le modifiche su reddito di cittadinanza e quota 100 dovrebbero arrivare con un maxiemendamento o con due dl separati da approvare in Consiglio dei ministri tra Natale e Capodanno (la data potrebbe essere quella del 28 dicembre). Nel frattempo proprio per il prolungarsi dei lavori in Parlamento è stata rinviata la conferenza stampa di fine anno di Conte. Anche oggi è continuata la moral suasion di Sergio Mattarella affinché si giunga a una soluzione positiva della trattativa con Bruxelles. Una moral suasion, a Roma come a Bruxelles, compiuta soprattutto tramite i contatti con il premier Conte. Ovviamente il presidente della Repubblica tiene i fili del dialogo anche con diversi altri esponenti di governo ma il focus principale è quello tra Colle e palazzo Chigi. Il Capo dello Stato si informa anche dei tempi dell’esame parlamentare della Manovra anche se per ora non si intromette in questi dettagli che attengono ai rapporti tra governo e Parlamento.

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