Il bastion contrario. La critica a 360 gradi

Il bastion contrario. La critica a 360 gradi

La forza dell’impossibile

Entro in erboristeria per acquisti. Tra le varie cose chiedo uno shampoo. Un attimo dopo un flacone è dentro la busta di carta insieme ad altri prodotti. Fidati, dice la titolare. Mi fido.

A casa leggo l’etichetta. E scopro che lo shampoo ha ben otto effetti: idratante, riparatore, districante, disciplinante, lunga tenuta del colore, lucidante, protettivo, volumizzante. Uno shampoo simile è un prodigio. Ma non è credibile. Troppe riuscite in una volta sola. E poi cosa significano “riparatore” e “protettivo”? Cosa ripara? Da cosa protegge? E tuttavia se i produttori hanno deciso di presentare il prodotto con un elenco impossibile ciò significa che esso trae forza dal proprio interno, da tale impossibilità. La quale fa leva sul piacere dell’illusione o, in alternativa, sulla strumentalità: puoi scegliere gli effetti che ti servono e scartare gli altri. In entrambi i casi a cadere è la funzione critica del pensiero. Che si trova stretta tra l’incudine delle emozioni e il martello dell’utilità.

Ma casomai a qualcuno venisse in mente di riflettere, sospettare l’inganno e rinunciare all’acquisto la catastrofe è prevenuta dal titolo che sovrasta l’elenco, “Age Control Hair” (poteva mancare la metaillusione in inglese?) e dall’assicurazione che lo chiude, “Effetti garantiti per tutti i tipi di capelli” (poteva mancare la metapromessa del produttore?). Secoli di fallimenti per raggiungere la perfezione quando basta entrare in un negozio e tirarla giù da uno scaffale.

Share