Cgil. Vincenzo Colla, segretario confederale, rende nota la sua candidatura alla guida del sindacato

Cgil. Vincenzo Colla, segretario confederale, rende nota la sua candidatura alla guida del sindacato

Vincenzo Colla, segretario confederale della Cgil, ha reso nota oggi, al Comitato direttivo, la sua disponibilità a candidarsi a segretario generale al congresso nazionale di Bari del 22-25 gennaio prossimo. Per illustrare le motivazioni di questa disponibilità e le sue priorità politiche, Colla incontrerà la stampa domani 21 dicembre alle ore 10.45 presso la Cgil nazionale, corso d’Italia 25.

“Dando seguito al comitato direttivo dell’11 novembre che nell’odg approvato sancisce la legittimità del percorso e della proposta del segretario generale, ma che al contempo prende atto e legittima differenti posizioni, comunico al comitato direttivo la mia disponibilità alla candidatura a segretario generale nell’ambito delle modalità e regole previste, nell’assemblea generale che sarà eletta al congresso nazionale di Bari”. Così in una nota, il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Colla, spiega le ragioni della sua candidatura alla guida della confederazione di corso d’Italia. “Come è noto – dice – io e altri compagni abbiamo espresso perplessità su tempi, metodo e procedure. Per questo solo oggi, a conclusione dei congressi delle categorie dei lavoratori attivi, ritengo giusto e doveroso dare voce alle tante sensibilità e richieste via via crescenti che ho ricevuto di esplicitare questa mia disponibilità. Da più parti si è indicato che una pluralità di opzioni per la segretaria generale della confederazione possa rappresentare un percorso non solo legittimo, ma positivo, un elemento che arricchisce il pluralismo e i meccanismi democratici della Cgil”.

Colla sottolinea di aver “vissuto con sofferenza questa fase. Credo fortemente che i principi dell’unità dell’organizzazione e della necessità di sintesi siano sempre più importanti oggi con il riemergere di rigurgiti fascisti e razzisti che provano a mettere in discussione nel Paese quei valori di democrazia. Uno dei motivi di fondo di questa mia difficile scelta è legato proprio a questo, all’esigenza che sento di tenere ancor più alto il ruolo della rappresentanza sociale che viene messo in discussione a partire dalla sua identità, dalla sua utilità sociale, dal suo storico ruolo di collante fra società e Stato”. “Dobbiamo tutti saper essere sempre rispettosi delle differenze culturali e sindacali che ci attraversano – aggiunge – la strada dell’unità, anche quando sono a confronto posizioni differenti o alternative, come avvenuto per la seconda mozione, rimane la via maestra. Possiamo avere candidature diverse, ma dobbiamo avere la capacità e l’ostinazione di mettere in campo ogni iniziativa e pratica per giungere alla sintesi, indispensabile per fronteggiare i grandi problemi sociali del nostro tempo. Abbiamo tutti assieme costruito un documento, poi votato dalle assemblee di base con ampio consenso. E’ un punto di partenza solido. Il documento congressuale è la bussola da seguire per tutti. Tuttavia, come è giusto che sia, per un documento di respiro programmatico e di mandato esistono molte possibili declinazioni, priorità, modalità attuative da svolgere sempre nella collegialità e nel rigoroso rispetto dei tanti pluralismi che vivono all’interno della Cgil. L’esercizio del pluralismo, come sappiamo, non è mai unanimismo, ma riconoscere, vedere ed esplicitare le nostre diversità, gestire le nostre complessità, il tutto non può essere mai ridotto solo ad un voto pur necessario. La mia disponibilità alla candidatura vuole rappresentare questo modo di pensare, agire e di fare sindacato”.

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