Bilancio: la grande truffa approvata dalla Camera. La protesta di Pd e Leu. Sceneggiata dei grillini: “il terrorismo ci minaccia”. Imbarazzo e gaffe del presidente Fico. Manifestazioni in tutto il Paese. Si mobilita anche Forza Italia

Bilancio: la grande truffa approvata dalla Camera. La protesta di Pd e Leu. Sceneggiata dei grillini: “il terrorismo ci minaccia”. Imbarazzo e gaffe del presidente Fico. Manifestazioni in tutto il Paese. Si mobilita anche Forza Italia

Arrivano alla Camera il premier Conte, poi il vicepremier Di Maio, i ministri  Bonafede  e Fraccaro,  qualche  sottosegretario cui è affidato l’incarico di dare le risposte del governo in merito agli ordini del giorno  sulla manovra. È la giornata conclusiva di una grande truffa nei confronti degli italiani perpetrata dal governo gialloverde. Si conclude infatti il dibattito sulla manovra di Bilancio, ultimo atto di una sceneggiata che parte dal primo voto, quello dato dalla Camera su un testo posticcio, fasullo,  in attesa delle trattative con Bruxelles.  Dissero allora  gli esponenti del governo gialloverde che la manovra, quella vera, sarebbe stata presentata al Senato. Ma a Palazzo Madama i senatori non hanno mai avuto l’occasione di conoscere la manovra di Bilancio. Di fatto hanno discusso e votato al buio il testo, riscritto a Bruxelles dai Commissari della Ue, di fronte ai quali Conte e il ministro Tria si presentano con il cappello in mano, pronti ad accettare tutto quanto verrà loro richiesto per dare il via ibera al Bilancio, evitando così il pericolo del ricorso alla procedura d’infrazione per debito eccessivo. Si arriva così al terzo giro, quello definitivo: il dibattito alla Camera. Ma per dibattere occorre conoscere e il governo tiene ben stretto il testo della manovra. In Commissione BiIancio  ci sono le audizioni, fra cui quella del presidente dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, il professor Pisauro che esprime critiche alla manovra, due in particolare: vengono aumentate le tasse e gli investimenti restano nel libro dei sogni.

Nell’arco di pochi giorni il Parlamento ancora una volta esautorato

Questo l’antefatto. Il fatto, anzi il fattaccio, è che ancora una volta, così come aveva fatto alla Camera, poi al Senato, il governo fa sapere che intende porre la fiducia. Nell’arco di pochi giorni il Parlamento è del tutto esautorato. Forse qualcosa avrebbe da dire il presidente della Repubblica che ha messo subito il suo timbro alla manovra. C’è attesa per il discorso di fine anno. Nella storia della nostra Repubblica non si era mai verificato un attacco così pesante all’organismo garante della nostra democrazia. Proprio l’atto più importante, il Bilancio, veniva “requisito” da un gruppo di potere, nato da una alleanza ibrida fra la Lega e il Movimento Cinque stelle, un “contratto” privato che diventa programma di governo. Per  far funzionare il “contratto” c’è bisogno di continui vertici. Salvini e Di Maio somigliano sempre più a due gemelli, siamesi, quelli che, poveretti, sono attaccati l’uno all’altro. L’attacco alla democrazia si fa sempre più pesante. Il ruolo delle Camere sempre più messo in discussione. La  Costituzione sempre più sfregiata. Questo fine anno è stato uno dei più brutti della nostra storia..Ma siccome al peggio non c’è mai fine, proprio nell’ultima giornata del dibattito alla Camera,come scriviamo in altra parte del giornale, i pentastellati affidano ad un post  una dichiarazione in cui affermano di “essere sotto attacco” riferendosi  in modo chiaro alle critiche da parte delle opposizioni alla manovra di Bilancio. Parlavano di “vero e proprio terrorismo”, aggiungevano “mediatico e psicologico”. “Non cederemo ai ricatti. Andremo avanti a testa alta, con il coraggio e l’ambizione di sempre: cambiare in meglio l’Italia. Sempre dalla parte del popolo”. Nel mirino giornali, Pd e Forza Italia che, “da giorni – è scritto sul blog – continuano a ripetere: le banche saranno costrette ad aumentare i mutui, le assicurazioni le tariffe, i Comuni, la maggior parte di Pd e FI, aumenteranno l’Imu e le tasse locali, dai concessionari ci saranno rincari dei pedaggi. Sostengono che queste sono le conseguenze della manovra del Popolo, del governo del Cambiamento. Questo è un vero e proprio ricatto morale. Il Pd e FI, l’eterno patto del Nazareno, sono complici di tutto ciò”. Immediata la protesta alla Camera da parte dei deputati Pd e Forza Italia. Si chiama in causa il presidente Fico, il quale, molto imbarazzato è, di fatto “costretto” a smentire i suoi compagni  grillini: “Da presidente della Camera dico che la democrazia non è sotto attacco. Tutti si esprimono in modo libero, le opposizioni fanno il loro lavoro: è loro diritto opporsi alla legge di bilancio”. Dall’Aula il presidente della Camera ha precisato: “Non c’è nessun attacco delle lobby. Ognuno fa il suo lavoro e io lo difenderò sempre, qui dentro e fuori di qui”. Un po’ poco dire che ognuno fa il suo lavoro. Perché raccontare balle come hanno fatto i grillini non è propriamente un lavoro. Il post è stato poi cancellato.

Il presidente della Camera “tutela” Salvini e i suoi giubbetti della polizia

Ma non è stata questa la sola volta in cui Fico si è trovato in imbarazzo ed ha cercato di parlare di altro incorrendo in gaffe clamorose. Una scatenata deputata pentastellata aveva accusato i Pd di essere stati complici dei “truffatori”, riferendosi alla vicenda delle banche. Una offesa bruciante che aveva sollevato le proteste dei deputati Pd. E avevano chiesto l’intervento di Fico. Lui aveva preso tempo, voleva leggere lo stenografico. Tornato in aula, avendo letto il testo dell’intervento della pentastellata riconosceva che era offensivo. Ma, al tempo stesso, prendeva di mira un deputato del Pd, Ceccanti, il quale aveva richiamato in un suo intervento il “caso” del vicepremier Salvini che indossando giubbotti della polizia incorreva in un reato previsto dal codice penale. Fico affermava che un ministro non poteva essere accusato di alcunché. Lo poteva fare solo un magistrato. Una gaffe clamorosa. Ancora più grave perché pronunciata da una autorevole personalità secondo cui, per esempio, i media non potrebbero denunciare, come noi e altri giornali, abbiamo fatto un “costume” non consono in una società democratica, che  vede i due vicepremier indossare giubbotti e magliette l’uno delle forze dell’ordine, l’altro della Protezione civile. Nel corso delle sedute della Camera, negli interventi della maggioranza, spesso gridati, offensivi  nei confronti dei “colleghi” che non la pensano come loro ne abbiamo sentite delle belle. Anzi delle brutte. Hanno cercato di far passare la manovra di Bilancio come un “regalo” offerto agli italiani dal governo gialloverde. Abbiamo sentito risuonare più volte parole con cui si annunciava la fine della povertà, il bengodi per tutti. Soldi sparsi a piene mani. In questo clima è maturata la scelta annunciata dal deputato Pd, Fiano, della non partecipazione al voto, pur rimanendo in Aula. Identica posizione annunciata da Stefano Fassina del gruppo Leu. Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno annunciato il voto contrario. Dalle Aule del Parlamento la protesta e la mobilitazione si trasferiscono nelle città, nelle tante manifestazioni annunciate dal Pd. Manifestazioni programmate anche da Forza Italia i cui deputati hanno indossato gilet azzurri. Lo hanno fatto anche in Aula. La presidenza ha fatto intervenire i questori. Ma, hanno detto i deputati, li rivedrete in tante città.

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