La Commissione Ue boccia la manovra economica. Verso la procedura per deficit eccessivo. Spread cresce ancora. Banche preoccupate

La Commissione Ue boccia la manovra economica. Verso la procedura per deficit eccessivo. Spread cresce ancora. Banche preoccupate

La bocciatura della legge di Bilancio italiana, da parte dell’Europa, è arrivata: la Commissione europea ha definitivamente rigettato il documento programmatico di Bilancio del governo italiano per il 2019 e ritiene a questo punto che “l’apertura di una procedura per debito eccessivo è giustificata”.

Salvini Matteo non aveva di meglio da fare nell’attesa della decisione della Commissione Ue, prevista per mercoledì, in merito alla manovra di Bilancio e, guarda caso, si è dedicato a parlare di “sangue che con la manovra stiamo mettendo nelle arterie degli italiani salassati in passato pure per colpa di scelte europee sbagliate e sono sicuro che  Europa, mercati, agenzie di rating porteranno rispetto all’Italia che contribuisce con 5 miliardi di nero alla casse Ue. Lo spread scenderà, a meno che non ci sia qualcuno che gioca alla speculazione danneggiando l’Italia, ma come governo non lo permetteremo”. Le sue parole rispetto allo spread e ad un possibile intervento sui mercati da parte del governo, se ce ne fosse bisogno, sono il segno che l’economia non è il suo forte, se si potesse diremmo che  è, fra i tanti che ha, il suo debole. Non basta un “spread vade retro” gridato dal ministro dell’Interno, pure vicepremier. Lo spread, il differenziale fra Btp e Bund tedeschi è partito da quota 335  per poi attestarsi a quota 326 punti, ieri era a 322.  Ma lui insiste sul “sangue nelle arterie” tanto che, guarda caso, proprio alla vigilia della riunione della Commissione Ue prendendo spunto dalla raccolta di sangue organizzata dalla Associazione DonatoriNati-polizia di Stato-vigili del fuoco, proprio nel piazzale del Viminale, casa  sua, Salvini ha tenuto un comizietto facendo diffondere foto di lui mentre si fa pungere il braccione e dona il sangue. Non solo, dice di “stare valutando l’ipotesi di una donazione volontaria obbligatoria” con il ministro dell’Istruzione definendo la donazione del sangue come “una questione di sicurezza nazionale, perché se non lo raccogli lo compri e in altri Paesi non ci sono i controlli rigorosi come in Italia”. Poi ha detto di far sì “che milioni di ragazzi che potrebbero donare lo facciano”, supportato dal capo delle polizia. Ciò vale a dire raccogliere sangue nelle scuole. Già che c’era racconta di quando suo padre, a 18 anni, gli fece donare il sangue e a lui regalò un motorino. Al di là della “donazione volontaria obbligatoria” sono arrivati sul sito che ha diffuso la notizia tante mail con un netto  no ad una donazione obbligatoria. Si sono pronunciate anche associazioni che si occupano di assistenza nel settore sanitario di cui diamo notizia a conclusione dell’articolo.

Una dichiarazione di guerra del ministro degli Interni nei confronti della Ue

Ma prendere a pretesto la donazione del sangue per arringare gli italiani “nelle cui arterie metteremo sangue” e fare così uno spottone pro governo gialloverde si tratta di un annuncio, una dichiarazione di guerra contro la Commissione Ue, una intimidazione vera e propria che non giova al nostro Paese, agli italiani, al suo futuro. Dalla riunione dell’Eurogruppo, cui ha partecipato anche il ministro Tria, 18 dei 19 paesi che ne fanno parte di fatto hanno bocciato la manovra italiana. Il 19esimo era proprio Tria. Alla vigilia del verdetto la Commissione del Parlamento Europeo per i problemi economici e finanziari, presieduta da Roberto Gualtieri, Pd, ha ascoltato il presidente dell’Eurogruppo, il portoghese Mario Centeno. “L’Eurogruppo – ha detto – sostiene le decisioni della Commissione europea”. Decisioni che si chiamano bocciatura della  manovra italiana come a ottobre. La Commissione si esprimerà sull’argomento Italia insieme a tutte le altre leggi di bilancio dei paesi membri dell’Eurozona. A Bruxelles si parla di “aria di brutta vigilia per Roma e per tutta l’eurozona per la ricaduta  delle scelte italiane. Scelte, quelle del governo gialloverde che rischiano di aprire una crisi bancaria proprio in un paese fra i fondatori dell’Ue, l’Italia appunto”. Altro che “sangue nelle arterie degli italiani”, come afferma il Salvini.

Insostenibile il debito dell’Italia. A rischio tutti i paesi dell’Eurozona

Dicono le agenzie di stampa  che le argomentazioni di  Centeno di fronte a un fuoco di fila di domande sul caso italiano, inedito per l’Ue, hanno fatto  tremare i polsi a tutti i paesi dell’Unione e soprattutto della zona euro. In particolare l’aumento dello spread “in un paese della Ue – hanno affermato ministri, dirigenti di Banche, fra cui l’italiano Andrea Enria, nuovo capo della vigilanza  della Banca centrale europea – è motivo di preoccupazione sulle banche”. Daniele Nouy, presidente del Supervisory board della Bce, parla in Commissione problemi economici e finanziari all’Europarlamento, le sue parole sono fra le più allarmanti sul caso Italia, alla vigilia dell’opinione della Commissione Europea: “Debito insostenibile”. Ma Nouy, in particolare affronta il problema spread e cita il caso della Grecia per parlare dei rischi che corrono le banche italiane che, dice, “hanno fatto tanto per ripulire i propri bilanci e migliorare il proprio business model. Sarebbe molto triste se finissero per subire le conseguenze del dibattito politico, anche se questo succede talvolta. I problemi con le banche greche sono partiti proprio con le discussioni politiche”.  Incrociamo le dita, posso dire”. Sempre in Commissione dell’Europarlamento Andrea Enria afferma: “L’aumento dello spread sulle obbligazioni di Stato ha un impatto sul settore bancario anche per i costi di finanziamento del debito di Stato. Come autorità di vigilanza dovremmo concentrarci sui piani di raccolta delle banche in caso di scenario avverso”. Spread e banche, temi all’ordine del giorno dopo la manovra decisa dal governo italiano con un deficit al 2,4%, su cui sempre più forte si fa l’allarme della Commissione. Interviene anche l’Associazione delle banche italiane, Abi, il cui direttore Gianfranco Torriero parla di un “segnale di cambiamento di rotta del mercato” che desta molte preoccupazioni.

Le tappe verso la procedura di infrazione per debito eccessivo

Vediamo le tappe verso la procedura di infrazione con il rischio di una correzione di bilancio da 20 miliardi  da fare in primavera se la bocciatura della manovra sarà definitiva, viste le posizioni sostenute dal governo italiano che non ha cambiato neppure una parola, un numero dalla proposta di Bilancio, rivendicando il fatto che “la manovra non si tocca” mettendo in campo la vendita di immobili anche aziende a salvaguardia del debito. Ovvio che si tratta solo di parole. Per vendere bisogna trovare chi compra. Gli analisti di Union Bancaire Privé affermano che “il mercato sta anticipando la risposta al bilancio da parte della Commissione europea prevista per domani. Data la mancanza di concessioni da parte del governo nella sua riproposizione del bilancio, la maggior parte degli analisti prevede che potremmo assistere all’avvio della procedura per disavanzo eccessivo annunciata nei confronti dell’Italia”. I canali – si dice a Bruxelles – sono chiusi. La richiesta di incontro a Juncker avanzata dal presidente Conte è stata accolta ma si svolgerà sabato o domenica, dopo la decisione della Commissione. Ci sarà poi tempo fino al 22 gennaio per dare risposte, positive o negative, rispetto al documento che sarà approvato quando l’Ecofin dovrà ratificare le “raccomandazioni” all’Italia e la procedura sarà operativa. Se le raccomandazioni Ue saranno respinte in caso di una procedura aperta per mancato rispetto della regola del debito che impone di tagliare il deficit, l’Italia in teoria dovrà rispettare la norma che impone un taglio del debito del 5% (60 miliardi) che fino ad oggi era riuscita ad evitare grazie alla flessibilità. La procedura durerà almeno 5 anni, sarà negoziata con Roma e, si dice negli ambienti vicini alla Commissione, sarà meno pesante perché Bruxelles non vuole soffocare il Paese.

Per il 2019 manovra correttiva da 20 miliardi. Poi tagli consistenti per portare il deficit in equilibrio.

Come detto si tratta di una Manovra correttiva da una ventina di miliardi per il primo anno (il 2019), poi tagli consistenti (una decina di miliardi) per arrivare a portare il deficit strutturale in equilibrio. Se l’Italia non rispetta questi impegni scattano multe, sanzioni, alcune pesantissime come la richiesta alla Banca europea per gli investimenti di non investire in Italia o bloccare i fondi strutturali, che hanno consentito all’Italia di far uso della flessibilità per un valore di circa trenta miliardi. Tutto questo vale per quanto riguarda la manovra che ancora deve essere votata dal Parlamento. La stessa procedura di infrazione dovrebbe essere formalmente proposta a disegno di legge approvato dal Parlamento, entro il 31 dicembre 2018. L’apertura della procedura a gennaio potrebbe essere approvata da una riunione dell’Ecofin prevista per il 22 gennaio se la manovra non cambia nel corso del dibattito parlamentare.

Dalle associazioni il “no” alla donazione di sangue obbligatoria proposta dal vicepremier Salvini

Torniamo al ministro e vicepremier Salvini che ha tentato di distrarre l’opinione pubblica con uno spottone sulla donazione di sangue obbligatoria di cui abbiamo parlato, tentativo andato in fumo perché sono subito arrivati tweet da parte dei lettori di cui abbiamo detto. Si sono espresse ufficialmente anche alcune organizzazioni impegnate nel settore sanitario, del volontariato, dei consumatori, fra cui Avis,  Cns, Civis, Codacons che diamo di seguito.

Civis e Cns. “Lascia perplessi l’ipotesi dell’obbligatorietà, anche se probabilmente si è trattato solo di una ‘provocazione’ durante la conferenza stampa, che condividiamo come obbligatorietà di corretta informazione e formazione ai giovani, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado, sulla donazione biologica”. Così il portavoce del Civis Gianpietro Briola e il direttore generale del Centro nazionale sangue Giancarlo Liumbruno. “Sul tema desideriamo ricordare che da anni, grazie anche a un protocollo con il Miur e alla disponibilità di tantissimi volontari, le associazioni fanno opera di sensibilizzazione nelle scuole, già a partire dalle primarie”.

 Avis. Il presidente nazionale dell’Avis rispondendo a una domanda sulla possibile confusione con l’obbligatorietà dei vaccini, sottolinea come siano due cose “assolutamente disgiunte”, perché “i vaccini proteggono anche gli altri, mentre le donazioni di sangue non cambiano il concetto di salute della popolazione, ma aumentano la disponibilità di prodotto rispetto alle necessità degli ospedali”.

Codacons Il Codacons si dice “nettamente contrario” alla proposta lanciata  dal ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, di rendere obbligatoria la donazione del sangue nelle scuole italiane. “Imporre per legge la donazione del sangue – si legge in una nota dell’associazione – è un atto aberrante, contrario a qualsiasi principio legale, etico e morale e a rischio ricorso nelle sedi di giustizia. La donazione del sangue, così come quella degli organi, è un atto di generosità su base volontaria, e in nessun caso lo Stato può mettere le mani sul corpo dei cittadini appropriandosi di qualcosa che non si è deciso in totale autonomia e consapevolezza di concedere”.

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