L’Oim (Organizzazione mondiale per le migrazioni) denuncia: “Nel 2018 oltre 2000 le vittime in mare”. La Spagna sostituisce l’Italia negli approdi, solo in ottobre arrivati in diecimila

L’Oim (Organizzazione mondiale per le migrazioni) denuncia: “Nel 2018 oltre 2000 le vittime in mare”. La Spagna sostituisce l’Italia negli approdi, solo in ottobre arrivati in diecimila

Mediterraneo rotta letale per chi fugge: due terzi dei decessi si registrano nelle acque tra il Nord Africa e la Sicilia. A ottobre, nel paese iberico, sbarcati in 10mila. I numeri resi noti dall’Oim, l’organizzazione mondiale per le migrazioni, sono impietosi: poco meno di duemila persone hanno perso la vita nei primi 10 mesi del 2018. Il report in questione fornisce ulteriori dati sulla localizzazione degli sbarchi, che vede nella Spagna la nazione target: 10mila migranti sbarcati soltanto nel mese di ottobre, il record degli ultimi 10 anni. A fine ottobre gli sbarchi via mare in Europa sono stati 97.857 di cui il 48% (47.433) in Spagna, rileva l’Oim.

Il Mediterraneo – si legge nel report – rimane la rotta più ‘letale’, con i due terzi dei decessi nelle acque tra il Nord Africa e la Sicilia. Anche se i dati sono in calo: a fronte dei 1.987 morti registrati dal primo gennaio al 28 ottobre del 2018, l’anno scorso nello stesso periodo i decessi furono 2.844 mentre nel 2016 raggiunsero il tragico bilancio di oltre 4 mila. Nei primi 10 mesi di quest’anno in Italia si sono registrati 22.027 arrivi, in netto calo rispetto agli 111.244 dello stesso periodo dell’anno scorso. La principale destinazione dei migranti ora è la “Spagna che nel solo mese di ottobre registra oltre 10mila arrivi, un numero mai raggiunto prima in un mese”, ha spiegato il portavoce dell’Oim a Ginevra, Joel Millman, citato dai media spagnoli.

Dagli inizi del 2018 il Paese iberico ha registrato un aumento ininterrotto dei flussi di migranti, con un primo picco significativo nel maggio scorso, quando le persone sbarcate sono state 3.523 rispetto alle 1.258 del mese precedente. Da allora gli arrivi via mare sono andati aumentando progressivamente, registrando 8.054 extracomunitari sbarcati a settembre e fino a raggiungere la cifra record di 10.042 dal 1o al 28 ottobre scorsi. Un’emergenza migratoria che tuttavia non si registra sulle altre rotte migratorie del Mediterraneo centrale e orientale. “È cruciale ricordare che il peggior momento si registrò nella seconda metà del 2015, quando gli sbarchi di 10mila migranti e rifugiati erano mensili e perfino giornalieri su queste ultime rotte”, ha osservato Millman. “Il mese più drammatico del 2015 fu ottobre, quando ci furono 211mila arrivi via mare, soprattutto in Grecia e in Italia”.

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