In una Palermo blindata parte il summit sulla Libia. Già prevista la sua inutilità. Sinistra e pacifisti in corteo: “Liberiamo il Mediterraneo”, e “Giustizia per Regeni”

In una Palermo blindata parte il summit sulla Libia. Già prevista la sua inutilità. Sinistra e pacifisti in corteo: “Liberiamo il Mediterraneo”, e “Giustizia per Regeni”

Centri sociali, associazioni pacifiste, attivisti, No Muos, sigle di sinistra… Migliaia in strada a Palermo, oggi pomeriggio come ieri sera, contro la blindatissima Conferenza sulla Libia a Villa Igiea. Hanno sfilato lungo il centro storico, nel corso della manifestazione promossa dal cartello “Interferenze”, ben distanti dalla zona rossa. Il corteo, partito da piazza Marina, monitorato dalle forze dell’ordine, ha fatto rotta su piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo. Ad aprire il serpentone, gli striscioni “Liberiamo il Mediterraneo”, “No alle frontiere”, al grido “Libia Libera”, “Giustizia per Regeni” e “No” all’installazione del sistema satellitare di difesa Usa, il Muos di Niscemi, su cui il prossimo 14 novembre si esprimerà il Consiglio di giustizia amministrativa.

“In una Palermo blindata per il vertice sulla Libia, l’assenza dei leader europei rappresenta in maniera chiara l’irrilevanza politica del nostro governo in campo internazionale. Ciò che resta sono solo le responsabilità del nostro Governo sui respingimenti illegali fatti per tramite della cosiddetta guardia costiera libica così come sulla violazione sistematica dei diritti umani nei campi di detenzione dove vengono perpetrate violenze nei confronti di bambini, donne e uomini inermi. Domani, in una conferenza stampa alla Camera promossa dall’Arci, parleremo di tutto questo provando a far emergere le scomode verità che questo governo vuole tenere nascoste”, afferma il deputato di Leu Erasmo Palazzotto. E Fratoianni avverte la delegazione italiana: “Alla Conferenza di Palermo sulla Libia arriva il dittatore egiziano Al Sisi. Qualcuno dalle parti del governo gli ricorderà che il nostro Paese aspetta verità e giustizia per l’assassinio di Giulio Regeni? Sarebbe un gesto di dignità che temo non vedremo”.

Ci sono capi di Stato, ministri, sottosegretari e ambasciatori. Sono 38 le delegazioni presenti a Villa Igiea per la Conferenza di Palermo per la Libia. Rappresentano trenta nazioni e otto organizzazioni mondiali. Li sta accogliendo in una cerimonia di benvenuto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Tra gli altri, ci sono il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, il premier russo Dimitri Medvedev, il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, il premier greco Alexis Tsipras, il presidente tunisino Beji Caid Essebsi. Tra le organizzazioni ci sono, oltre a Onu e Ue, vi sono la Banca mondiale, la Lega araba, il Fondo monetario internazionale e l’Unione africana. La Conferenza di Palermo per la Libia arriva “al momento giusto” per dare la “giusta spinta” al processo di stabilizzazione del paese nordafricano, ha detto l’inviato Onu in Libia, Ghassan Salamè, secondo quanto riferito da fonti governative italiane. Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha ricevuto Salamè questo pomeriggio a Palermo, come ha reso noto su Twitter la Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil). Al centro dei colloqui “i risultati previsti per la Conferenza” oltre al “sostegno al piano di azione delle Nazioni Unite”, inclusa la conferenza nazionale “Multaqa al Watani” prevista in Libia nel 2019, senza dimenticare “le riforme politiche e di sicurezza”, si legge ancora su Twitter. Salamè, secondo l’Unsmil, “ha fornito un aggiornamento sugli ultimi sviluppi in Libia” nel colloquio con Conte. Il vertice di Palermo si prefigura come primo importante “test” per la nuova road map tracciata da Salamè, che prevede elezioni presidenziali nella primavera del 2019, dopo una Conferenza nazionale inclusiva “guidata dai libici” da tenersi “sul suolo libico” per definire “un chiaro cammino che permetta di uscire dall’attuale impasse”. L’obiettivo della conferenza, nelle intenzioni di Palazzo Chigi, è dare un contributo concreto al percorso di stabilizzazione del paese in pieno accordo con i principali attori politici libici, che avranno a Palermo un ruolo da protagonisti.

Share