Ddl Pillon sull’affido condiviso. Sabato 10 tutti in piazza con Cgil, Nonunadimeno, associazioni, partiti e movimenti: “non vogliamo emendarla, respingiamo con fermezza la proposta intrisa di violenza”

Ddl Pillon sull’affido condiviso. Sabato 10 tutti in piazza con Cgil, Nonunadimeno, associazioni, partiti e movimenti: “non vogliamo emendarla, respingiamo con fermezza la proposta intrisa di violenza”

Una proposta avversata da più parti, sabato prossimo in quasi 60 piazze italiane, ma anche all’interno delle stesse istituzioni, contro il disegno di legge del senatore leghista Simone Pillon sull’affido condiviso. Testo che prevede l’affidamento condiviso dei figli nelle coppie separate e l’azzeramento dell’assegno di mantenimento. Saranno 60 e più le piazze che sabato 10 novembre ospiteranno manifestazioni, sit-in, cortei, incontri pubblici e presidi per chiedere il ritiro del disegno di legge del senatore leghista Simon Pillon su separazione e affido e degli altri tre disegni di legge sulla stessa materia attualmente in discussione al Senato che “rischiano di trasformare la separazione e l’affido in un campo di battaglia permanente”. Gli organizzatori assicurano che l’onda di protesta “tocca tutte le regioni, dal nord al sud dell’Italia, dal Piemonte alla Sicilia”; a Roma l’appuntamento è in programma alle 11 in Piazza Madonna di Loreto, a pochi passi da piazza Venezia. Una mobilitazione imponente – spiegano – che vede fianco a fianco centri antiviolenza, come D.i.Re-Donne in rete contro la violenza, organizzazioni sindacali, Cgil, Uil, Cisl, Usb, associazioni di donne (Associazione nazionale volontarie Telefono Rosa, Udi), e del terzo settore, movimenti quali ‘Non una di meno’, ed ancora Arci, Arcigay, Arcidonna, associazioni professionali, comitati cittadini formatisi ad hoc e associazioni che si occupano di infanzia. Tutti uniti contro le idee proposte da Pillon, bocciate già da quasi centomila persone che hanno firmato su Change.org la petizione lanciata dalle Donne in rete contro la Violenza (D.i.Re.).

Nonunadimeno: la lista delle città si aggiorna di continuo. Il Dl Pillo è “proposta intrisa di violenza”

Da Bari a Bergamo, da Milano a Napoli, a Roma a Torino, Ravenna, Bologna: è in continuo aggiornamento la lista delle città dove domani si scenderà in piazza per manifestare contro il DdL Pillon. A fare il punto il sito di “Nonunadimeno” che bolla il provvedimento come “una proposta intrisa di violenza. Non vogliamo discuterla o emendarla: noi la respingiamo senza condizioni. Il 10 novembre saremo in piazza in tutte le città d’Italia con la rete dei Centri anti-violenza per rispondere a questo attacco patriarcale e reazionario con la forza globale dell’insubordinazione femminista e transfemminista”. Se il Disegno di Legge sarà approvato, secondo l’associazione, “sarà più difficile e costoso separarsi e bisognerà organizzare le proprie vite e la cura di figli e figlie secondo un contratto di diritto privato sottoscritto a seguito della mediazione familiare obbligatoria a pagamento. La bigenitorialità, così come intesa nella proposta di legge, non favorirà una condivisione della cura in base alle possibilità e ai desideri di entrambi i genitori, ma imporrà una rigida spartizione del tempo da passare con figli e figlie, che dovranno sottostare al «piano genitoriale» redatto dal «mediatore familiare». A bambini e bambine non viene così riconosciuta alcuna possibilità di scelta o diritto di espressione. Pur invocando l’uguaglianza della responsabilità genitoriale, la proposta di legge non cerca di cancellare gli squilibri esistenti nella cura dei figli e nel lavoro produttivo e riproduttivo, ma al contrario li alimenta. L’assegno di mantenimento verrà abolito: chi si trova in una situazione di maggiore dipendenza economica e povertà – quasi sempre le donne – sarà sottoposta a un vero e proprio ricatto economico, affronterà la separazione o il percorso di liberazione dalla violenza domestica al prezzo di una crescente precarietà. Finché la violenza domestica non è «comprovata» (come dice la proposta, senza ulteriori chiarimenti), bambini e bambine saranno costretti ad avere rapporti con il padre violento e una donna che denuncia la violenza subita dal marito, sarà facilmente sospettata di manipolare i figli contro il padre, rischiando di perdere la «responsabilità genitoriale». La scelta di libertà sarà resa ancora più pesante per le donne migranti il cui permesso di soggiorno è legato a quello dei mariti e sarà per tutte e tutti fortemente limitata da un sistema di welfare fortemente familistico e fondato sul matrimonio”.

Il movimento “Nonunadimeno” accusa il senatore Pillon di voler “svuotare di efficacia l’istituto del divorzio”, e di “ricondurre le responsabilità genitoriali “alla sola famiglia eterosessuale mononucleare, modellando sul contratto matrimoniale e su vincoli «di sangue» l’unica forma legittima di relazione fondativa dei legami sociali, laddove nei fatti le pratiche di convivenza, crescita di figli e scelta di non averne, vanno già oltre contraddicendo apertamente questo modello”. “Un terzo delle madri sole con minori (quasi 1 milione) vivono a rischio di povertà o esclusione sociale – denunciano le associazioni promotrici delle proteste – molti genitori separati affrontano crescenti difficoltà nell’accesso ai servizi medico-sanitari, abitativi, scolastici ed extrascolastici; il 30% delle donne sono costrette a lasciare il lavoro dopo aver avuto il primo figlio, rinunciando così a un proprio reddito; il congedo obbligatorio di paternità, precedentemente previsto per 4 giorni, è prossimo all’abolizione”. “Il 10 novembre – annunciano -porteremo ancora una volta in piazza il nostro stato di agitazione permanente, che è una continua lotta di liberazione”, sottolineano postando sul sito la lista “in continuo aggiornamento” delle città dove si organizzeranno manifestazioni: “Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Brindisi, Ferrara, Firenze, Genova, Livorno, Lucca, Mantova, Massa, Milano, Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pisa, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Siena, Sud Pontino, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona confluirà a Padova”.

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