Bilancio. L’Eurogruppo boccia la manovra del governo. Tria imbarazzato cerca un compromesso. Conte accusa Moscovici e i “burocrati”. Gli amici di Salvini si schierano con la Commissione

Bilancio. L’Eurogruppo boccia la manovra del governo. Tria imbarazzato cerca un compromesso. Conte accusa Moscovici e i “burocrati”. Gli amici di Salvini si schierano  con la Commissione

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, contrariamente a quanto annunciato, non pronuncia parola sull’esito della riunione dell’Eurogruppo dove lo attendevano 18  ministri delle Finanze. Argomento della riunione la manovra di Bilancio dell’Italia sonoramente bocciata dalla Commissione Ue che attende entro il 13 novembre un nuovo testo. Tria non parla, fa parlare “fonti” Mef, che cercano di sterilizzare gli esiti  della riunione e gli incontri a latere avuti  dal nostro ministro. Dicono le “fonti” che Tria si è impegnato a trovare una soluzione “che sia accettabile per tutti” dialogando con la Commissione. Dicono, sempre le fonti, che Tria invierà la risposta a Bruxelles entro il 13 novembre come richiesto dai commissari che hanno bocciato  le linee di bilancio. L’Italia, avrebbe detto Tria in incontri avuti con il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e il commissario per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, “non è una minaccia per la stabilità finanziaria dell’eurozona né per la credibilità delle regole Ue”. Ma tutti gli esponenti del governo gialloverde, parlando con una sola voce, a partire dal presidente Conte, dicono che non c’è niente da cambiare nella manovra. Anzi, è proprio Conte, mentre Tria se la deve vedere con i ministri dell’Eurogruppo, ad attizzare il fuoco contro la Ue. Davvero puerile che “fonti” Mef abbiano fatto circolare un quadro della riunione dell’Eurogruppo a tinte rosa. Parlano di “pacatezza dei toni”, alla riunione dei 19 quando 18  si sono mostrati uniti con la Commissione Ue. Tria, il diciannovesimo, si è trovato solo.

Un coro unanime di critiche alle posizioni del governo gialloverde

Un coro unanime di critiche alle posizioni dell’Italia che arriva anche dai ministri amici di Salvini, i seguaci del leader ungherese, Orban, come lo slovacco Peter Kazimir. Quest’ultimo prende le distanze a nome anche degli altri ministri. “Sono sicuro che Giovanni Tria sa bene che cosa c’è in gioco oggi – dice il ministro -. Sono convinto che siamo un club basato sulle regole, cosa che ci rende più resilienti e forti. Tutto quello che vogliamo  è  avere vite migliori per i nostri cittadini in Europa e per questo dobbiamo completare l’architettura dell’Eurozona. E ho paura che i passi e le misure adottate dal governo italiano stiano mettendo questo obiettivo a rischio. Questo mi preoccupa”. Il ministro austriaco, un “salviniano”, chiede alla Commissione di andare avanti, di “tirare dritto”. Dice Hartwig Loeger: “La nostra posizione è molto chiara. Ci aspettiamo che le regole che abbiamo fissato siano rispettate”. Ostilità nei confronti del governo italiano viene anche dai paesi del Nord Europa. Il presidente dell’Eurogruppo, il portoghese Mario  Centeno, ha dichiarato ai giornalisti che si aspetta di poter ragionare al più presto su un nuovo documento programmatico di bilancio da parte dell’Italia come richiesto dalla Commissione “in linea con le regole dell’Unione europea”. Anche lui è fra coloro che Salvini in particolare prende di mira, un “burocrate”, così come lo sono tutti coloro che ricoprono incarichi di responsabilità alla testa della Ue.

Italia sotto accusa per l’andamento negativo dei mercati

L’Italia, in particolare, è sotto accusa per quanto riguarda gli andamenti non certo brillanti dei mercati. Se lo spread continua a navigare nell’area prossima ai 300 punti, le Borse scendono causa lo scontro fra Roma e Bruxelles. Piazza Affari non ha dato alcuno slancio ai mercati. Si è registrato un flusso di vendite che hanno coinvolto Unicredit -1,80% e Banco Bpm -2,14%. Intesa Sanpaolo -1,51% e Bper -3,44% hanno sofferto anche per la bocciatura di Goldman Sachs.  Ma  causa prima del ribasso è la manovra di Bilancio dell’Italia. E Moscovicì in una intervista ha affermato che è la prima volta che la Commissione è stata condotta a dare un parere negativo su un progetto di bilancio e a chiederne una revisione. Ora “è importante che il ministro Tria spieghi ciò che l’Italia conta di fare nei prossimi giorni per rispondere alle nostre valutazioni e alle nostre richieste, che sono sostenute dai ministri finanziari”. Il problema è rispettare delle regole “che sono di buon senso perché riducono il debito che pesa sulle famiglie”. Moscovici ha ribadito che la Commissione agisce “con spirito di dialogo” e che intende difendere regole “che sono estremamente precise”: chiedono che la Commissione assicuri che i progetti di bilancio “rispondano a criteri sulla sostenibilità del debito e sul miglioramento del debito: nel caso dell’Italia constatiamo una deviazione importante del deficit strutturale, pensiamo che il debito rischi di aumentare”.

L’8 novembre nuove stime economiche della Commissione

Quanto alla prossima tappa, cioè se la Commissione si sta avviando a preparare la procedura per mancato rispetto della regole del debito da parte dell’Italia, Moscovici non ha voluto fornire indicazioni: “noi aspettiamo la risposta dell’Italia il 13 novembre, l’8 novembre ci saranno le nuove stime economiche della Commissione, noi rispettiamo regole e tempi con rigore e fermezza, trattando tutti allo stesso modo. La decisione sull’eventuale procedura non è in agenda adesso perché bisogna vedere che cosa risponderà l’Italia”. Poi ha ribadito che “l’interlocutore è il ministro Tria”. Infine si è levato qualche sassolini dalle scarpe. “Auspico un nuovo progetto di bilancio, in tutti i casi non immagino che il dialogo si interrompa, il dialogo  resterà tra amici, sarà costruttivo, non posso adesso saltare alle conclusioni’. Poi ha richiamato affermazioni di Salvini e Di Maio  che dichiarano “illegittima” la  Commissione e definiscono la manovra di bilancio come “manovra del popolo”.

“Manovra del Popolo”? L’aumento del debito, 65 miliardi ogni anno non va bene per il popolo 

Replica Moscovici: “Manovra del popolo? È un messaggio politico, io rispetto la politica ma voglio dire che la Commissione ha una sua legittimazione democratica. Non va bene impostare le questioni in modo ‘sommario’, non credo che il bilancio vada bene per la popolazione se il risultato è un aumento del debito che significa oneri per 65 miliardi all’anno.  Se cresce troppo e troppo rapidamente – ha detto Moscovici – pone un problema per tutta l’Eurozona e anche per l’economia interna”.  Parole  cui replica malamente il premier Giuseppe Conte che  ha  invitato Moscovici a una maggiore cautela: “Mi aspetto da un commissario europeo che sia molto cauto nelle valutazioni che hanno una chiara incidenza e una chiara coloritura politica – ha detto Conte –. Le dichiarazioni di Moscovici riguardano il dibattito politico in corso ma non hanno nulla a che vedere con l’azione istituzionale della Commissione Ue”. “Spero e credo che avremo un nuovo progetto di bilancio da parte dell’Italia entro il 13 novembre”, ha replicato Moscovici dopo l’incontro con Tria: “Continuiamo a dialogare: l’ipotesi che sia già stata presa una decisione sull’Italia è falsa. Siamo sempre in contatto con Tria, anche lui è nello spirito del dialogo con la Commissione e vuole che l’Italia resti pienamente al centro della zona euro”. Già in mattinata, dai microfoni di una radio francese, il commissario aveva inviato un messaggio all’Italia ricordando le regole definite dai trattati comuni della zona euro e richiamando l’attenzione sul debito pubblico.

Moscovici: “Il signor Salvini non incarna ciò che amo”

E già che c’era Moscovici rispondendo alle domande dei giornalisti a proposito dei suoi rapporti con Salvini ha detto: “No, il signor Salvini non incarna ciò che amo, il signor Salvini è un leader di estrema destra, alleato di Marine Le Pen, che rasenta continuamente il nazionalismo e la xenofobia, ma l’Italia resta una grande democrazia e auspico che resti tale. Il nazionalismo – dice Moscovici – va combattuto”. E sempre a proposito  della parola “burocrati” di cui Di Maio e Salvini fanno largo uso, ora citano anche Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo. Da Bruxelles fanno sapere che Mário José Gomes de Freitas Centeno ha studiato economia presso l’Università Tecnica di Lisbona, dove si è laureato nel 1990. Ha in seguito ottenuto due master, il primo in matematica applicata sempre presso l’Università Tecnica di Lisbona nel 1993, il secondo in economia presso l’Università di Harvard nel 1998, e un dottorato all’Università di Harvard nel 2000.  È stato membro del comitato esecutivo dell’Associazione europea degli economisti del lavoro (EALE). Dal 2004 al 2013 è stato direttore assistente del dipartimento di economia della Banca centrale; negli stessi anni è stato membro del Comitato economico e finanziario della Commissione europea. Dal 2014 Centeno è professore presso l’Università Tecnica di Lisbona, prestando servizio anche come consulente della Banca centrale portoghese. Inoltre è stato il principale consigliere di politica economica del leader socialista António Costa, con l’incarico di coordinare il programma economico del partito prima delle elezioni legislative del 2015. A seguito della formazione del governo guidato da António Costa, dal 26 novembre 2015 è Ministro delle finanze del Portogallo. Il 4 dicembre 2017 viene eletto come successore di Jeroen Dijsselbloem alla presidenza dell’Eurogruppo, incarico che ha assunto dal 13 gennaio 2018. Verrebbe voglia di chiedere a Salvini e Di Maio “fuori i curricula”. Quello di  Conte lo conosciamo già.

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