Tap. A Melendugno esplode la rabbia del Salento contro la retromarcia dei 5Stelle sul gasdotto. “Hanno tradito la parola, si dimettano subito”

Tap. A Melendugno esplode la rabbia del Salento contro la retromarcia dei 5Stelle sul gasdotto. “Hanno tradito la parola, si dimettano subito”

A Melendugno, nel cuore del Salento, esplode la rabbia contro il Movimento 5 stelle dopo il via libera del governo al Tap, che i 5 stelle avevano promesso di bloccare. Bandiere del movimento bruciate in piazza, certificati elettorali stracciati, slogan al vetriolo, rifiuto dei politici che qui hanno raccolto valanghe di voti facendo campagna contro il gasdotto, “da bloccare in 15 giorni”, come annunciarono Di Battista e Di Maio, e la pugliese Barbara Lezzi, ministra per il Sud. “Vattene dal Salento”, urlano i manifestanti che si sono ritrovati stamattina a San Foca di Melendugno, punto designato di approdo del Tap. Tra i No Tap delusi corre il passaparola: Salvini ha rispettato la parola sullo stop ai migranti, M5s ha tradito quella sul Tap. In piazza ci sono anche dieci sindaci del territorio, a cominciare da Marco Potì, primo cittadino di Melendugno. “Siete i traditori dei vostri stessi elettori – scrivono su un volantino -. Con il vostro voltafaccia avete dimostrato di essere peggio dei vostri predecessori! Se vi resta ancora un minimo di dignità ed onestà dimettetevi”. Tra i pentastellati contrari alla Tap, torna a dire la sua la deputata Sara Cunial che ribadisce: “Qui in gioco c’è un intero Paese e un intero Pianeta. Se non invertiamo subito la rotta nel giro di 15 anni (non secoli) saremo spacciati”.

Il sindaco di Melendugno: “continueremo la nostra lotta nelle sedi giudiziarie”

E’ il sindaco Potì a dare voce a quello che si dice tra i manifestanti: “Il ministro Salvini, che fa parte di questo governo – afferma il sindaco – ha preso l’impegno di non fare entrare le navi nei porti italiani e lo ha mantenuto violando il Trattato di Dublino, e in quel caso non ci sono soldi ma vite umane in gioco, mentre Di Maio e Conte non hanno il coraggio e la volontà di fermare quest’opera, definita giustamente una follia ingegneristica”. Potì assicura che la battaglia contro il gasdotto non si ferma: “Continueremo a ricorrere in sede giudiziaria, sia amministrativa che penale. Ci sono tre o quattro indagini aperte su questo progetto da parte della Procura di Lecce, visto che si parla di legittimità dell’opera. Quindi, indagini in corso e incidente probatorio per la pericolosissima centrale di Melendugno. Noi faremo ciò che ci consente di fare la Costituzione italiana, cioè manifestare, ricorrere alla magistratura e fare comprendere a chi deve prendere decisioni che quest’opera è una follia e uno stupro per il Salento”.

Ora anche il governatore pugliese Emiliano si dice deluso dai 5Stelle

Oltre alla bandiera pentastellata, è stato dato alle fiamme anche il manifesto in cui i parlamentari grillini del Salento sono stati invitati a dimettersi. Non è a San Foca, ma si fa sentire su Twitter il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. E i toni sono durissimi: “La delusione che provo per il voltafaccia del M5S su Ilva/Tap è davvero devastante. Bugiardi e spregiudicati nel dire agli italiani: ‘che volete? Non sapevamo che cazzo stavamo a dì’. E hanno anche consegnato i nostri voti progressisti alla Lega Nord”. Emiliano ribadisce: “Se spostiamo l’opera di 30 km a nord non c’è nessuna penale e nessun risarcimento. La localizzazione spetta al Governo italiano e neanche un metro di tubo è stato calato in mare o sul territorio italiano. Non ci sono pericoli di danni”. Ma il viceministro all’Economia Garavaglia taglia corto, ribadendo la posizione di Matteo Salvini e della Lega:  “è un capitolo chiuso, è importante perché consentirà di avere costi energetici più bassi. Più c’è la possibilità di differenziare le fonti energetiche meglio è. E’ una buona notizia”, ha detto nel corso del programma “L’intervista” di Maria Latella su Sky Tg24.

Fratoianni e Muroni, LeU: “Il governo risponda subito alla nostra interpellanza e fornisca le prove documentali”

“Hanno perfettamente ragione i comitati dei cittadini e i sindaci del Salento ad esigere dal governo di conoscere i documenti che certificano penali milionarie nel caso di interruzione dei lavori del Tap”, affermano Nicola Fratoianni e Rossella Muroni di Liberi e Uguali. “Documenti che fino ad oggi – proseguono i deputati di Leu – l’opinione pubblica della Puglia e dell’intero Paese non ha potuto conoscere. Il governo e il presidente del Consiglio rispondano subito all’interrogazione parlamentare dei deputati di Leu di cui siamo i primi firmatari e forniscano una buona volta tutti gli elementi e le prove documentali in loro possesso in base alle quali la rinuncia alla costruzione del TAP o lo spostamento del punto di approdo comporterebbe il pagamento da parte dell’Italia di enormi penali. Lo devono fare – concludono Fratoianni e Muroni – per trasparenza, correttezza, coerenza”.

Paglia, Sinistra Italiana: “Di Maio ha il dovere di farci vedere le carte, altrimenti si dimetta”. De Magistris: “imbarazzante l’incoerenza dei vertici 5Stelle”

“Stai in Parlamento per 5 anni, sei presente in tutte le istituzioni locali, hai accesso ai documenti e possibilità di acquisire informazioni, vai in campagna elettorale e giuri che in 15 giorni dal Governo bloccherai il Tap per sempre. Poi al Governo ci arrivi davvero, alzi le braccia e dai il via libera parlando di inesistenti penali da decine di miliardi. Vergognati, caro deputato a 5 stelle”. Lo afferma Giovanni Paglia di Sinistra Italiana-Leu. “Veramente vogliono farci credere che ci siano 20 miliardi di penali sul Tap quando per South Stream finì tutto con alcune centinaia di milioni di risarcimento? Il vicepremier Di Maio ha il dovere di farci vedere le carte, perché se avesse ragione qualcuno fra quelli che lo hanno preceduto dovrebbe rispondere di un inaccettabile contratto capestro. In caso contrario Di Maio – conclude Paglia – dovrebbe andare a casa”. A sua volta, Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, infierisce sui 5Stelle: “La coerenza istituzionale e politica consolida la credibilità delle persone. La lotta per i diritti e la giustizia per me si fa costi quel che costi. E’ imbarazzante l’incoerenza dei vertici del M5S su TAV, Terzo Valico, Tap, ILVA, condoni, idrocarburi, acqua pubblica ed altro ancora”, scrive in un tweet il sindaco di Napoli.

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