Sulla Tap l’ennesima figuraccia dei 5Stelle. Il premier Conte conferma ai sindaci pugliesi che l’opera si farà. E scoppia il caos nel gruppo parlamentare M5S

Sulla Tap l’ennesima figuraccia dei 5Stelle. Il premier Conte conferma ai sindaci pugliesi che l’opera si farà. E scoppia il caos nel gruppo parlamentare M5S

Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio e Barbara Lezzi avevano puntato tutte le carte della loro propaganda in Puglia per le elezioni del 4 marzo scorso sullo sbarramento ai lavori per il Tap, il progetto di gasdotto che collega L’Azerbaigian alla Puglia passando per Albania e Adriatico. E soprattutto nella zona in provincia di Lecce compresa tra Melendugno e San Foca, dove il gasdotto dovrebbe sbucare dal mare, i cittadini li avevano creduti, al punto da votarli in modo massiccio. Venerdì il clamoroso voltafaccia confermato dal premier Conte agli amministratori pugliesi, giustificato da motivazioni “tecniche”, ben note fin dal 2015 ai parlamentari del M5S. Hanno voluto speculare e strumentalizzare una vicenda già sostanzialmente chiusa, ed ora ne pagheranno le conseguenze, poiché hanno mentito alla popolazione e agli amministratori locali. Ma, come si dice, i nodi prima o poi vengono al pettine. La bufala in realtà era già stata scoperta quando la ministra per il Sud ebbe un suo incontro con cittadini e sindaci. Poi venne confermata dal ministro dell’Ambiente Costa.

Il premier Conte: la decisione è presa, il gasdotto Tap si farà

Insomma, sul progetto Tap, ha affermato Conte, “non abbiamo riscontrato elementi di illegittimità. Interrompere la realizzazione dell’opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non lasciando nulla di intentato. Ora però è arrivato il momento di operare le scelte necessarie e di metterci la faccia”. Giuseppe Conte in una nota riferisce di avere ricevuto oggi “una comunicazione che riassume le ultime verifiche effettuate dai tecnici del Ministero dell’Ambiente sul progetto Tap. Ringrazio – scrive Conte – il Ministro Costa e i tecnici per il lavoro che hanno svolto e ringrazio gli altri Ministeri e uffici che pure hanno effettuato verifiche sulla piena regolarità delle procedure. Mi ero impegnato con le Autorità locali e con i Rappresentanti delle comunità territoriali, ivi compresi i Parlamentari eletti in Puglia, ad effettuare un rigoroso controllo delle procedure di realizzazione dell’opera al fine di verificare tutti i profili di eventuale illegittimità che erano stati segnalati”. Come si vede, il linguaggio burocratico nasconde in realtà l’impotenza dei 5Stelle al governo di dare concretezza alle vaghe promesse elettorali. E ogni volta aggiungono  di “aver fatto il possibile”, e di aver “dialogato con il territorio, ascoltato le istanze e studiato i documenti presentati dalle autorità locali”. Purtroppo, e guarda caso, non certo per colpa del governo, “non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere. Gli accordi chiusi in passato ci conducono a una strada senza via di uscita. Prometto un’attenzione speciale alle comunità locali perché meritano tutto il sostegno da parte del Governo”. Al di là del discorso di maniera sui governi precedenti, Conte non spiega agli elettori 5Stelle della Puglia perché mai allora, pur sapendo ciò fin dal 2015, abbiano invece propagandato una bufala.

Salvini gongola, era quello che voleva

Nel frattempo, è Salvini che nel governo se la gode, smentendo in parte lo stesso Conte. “Avere l’energia che costerà meno a famiglie e imprese è fondamentale, quindi avanti coi lavori”, scrive twittando Salvini. Altro che concordia: la Lega non aspettava altro che l’ennesimo passo indietro dei 5Stelle. Più figuracce fanno questi ultimi più il consenso elettorale di Salvini cresce.

Le opposizioni ironizzano, ma con amarezza

Dalle opposizioni naturalmente si fa ironia, ma con amarezza. Scrive Nicola Fratoianni: “prima Si Tav, poi Si GrandiNavi, ed ora arriva il Si TAP: cari elettori del M5S, questo non è il governo del cambiamento. È il governo delle costose ed inutili grandi opere e delle promesse elettorali mancate, è il governo della Lega… davvero complimenti”. Il capogruppo in Commssione Ambiente, Ferrazzi, del Pd afferma: “dopo le dichiarazioni del ministro Costa sulla Tap, ora quelle del premier Conte. Il ministro dell’Ambiente non ha trovato le ricercate irregolarità. Il premier chiarisce che fermare l’opera costerebbe troppo e che va fatta. Esattamente come avevamo annunciato, si ripete per Tap il film visto con l’Ilva. I 5Stelle dovranno rispondere ai loro elettori delle bufale raccontate in campagna elettorale. Prossima puntata la Tav, poi il Brennero”.

E intanto nel gruppo 5Stelle volano gli stracci

“Vendiamo l’anima alla Lega”. E’ uno degli sms che rimbalza su alcuni cellulari dei parlamentari M5S più imbestialiti per il via libera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Quelli pugliesi, o meglio i salentini eletti nei territori alle prese con l’opera, sono stati ricevuti a Palazzo Chigi nelle settimane scorse. Ma a fremere sono gli eletti da tutto il Paese, “perché il ‘vaffa’ alla Tap era una nostra bandiera, ma la sacrifichiamo all’altare di un governo che ci sta cannibalizzando…”, lamenta un deputato campano. E’ un venerdì di passione per il Movimento. Meno di una settimana fa Beppe Grillo, dal palco di Italia 5 Stelle al Circo Massimo, invitava la politica a “non abbandonare una visione”. “Vogliamo il gas che passa sotto quei cazzo di ulivi della Puglia o non lo vogliamo?”, chiedeva il fondatore del M5S. E alcuni parlamentari, in queste ore di nervosismo estremo valutano di tirarlo in ballo, chiedendogli un intervento diretto “per salvaguardare il Movimento”. “Dopotutto – ragiona una deputata pugliese – Grillo è il nostro garante. E se è pur vero che ora siamo al governo, è altrettanto vero che questa è una battaglia del M5S”.

La rabbia dei comitati No Tap pugliesi contro i 5Stelle, “ora dimettetevi tutti, se avete le palle”

“Non potete nascondervi dietro una frase ‘sono No Tap’ e dicendo che le autorizzazioni date sono legittime, di fatto, scaricando le responsabilità ad altri. Se avete le palle come le stelle rimettete il vostro mandato! Dimettetevi!”. Lo scrive su facebook Gianluca Maggiore, portavoce del Movimento No Tap dopo il via libera al completamento dell’opera da parte del governo. “Lo sanno i nostri governanti, o almeno una parte di essi, quello che abbiamo subito in quelle campagne. Se gli ulivi potessero parlare, sarebbero testimoni di quanto stiamo scrivendo, la repressione gratuita che abbiamo subito nelle notti a controllare quello che succedeva nel cantiere. La documentazione è nelle loro stanze e non possono far finta di niente. Ma questo è scomparso dal mondo dell’informazione”, aggiunge.

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