Sinistra (pensante) vo’ cercando… Tra leopolde, calendate e un pd che non trova la strada

Sinistra (pensante) vo’ cercando… Tra leopolde, calendate e un pd che non trova la strada

Va detto subito: chi parla non è un estremista, una di quelle persone intrise e imbevute di ideologia da primo Novecento. No, non è uno di quei tipi che si intestardiscono a distinguere destra e sinistra; e credono in desueti valori come solidarietà, uguaglianza delle basi di partenza, rete ampia e diffusa di doveri, accompagnati da inalienabili diritti. Non è questo tipo di persona. Eppure, leggete:  “Sento un’atmosfera molto pesante. Loro dicono di ispirarsi allo Stato etico, che è lo Stato che sceglie per i suoi cittadini al posto dei cittadini cosa è bene e cosa è male. È la negazione della libertà. È l’anticamera della dittatura… Il governo ci sta portando verso l’isolamento in Europa, da cui abbiamo tutto da perdere perché, anche con ciò che sta succedendo alle Borse e con la svalutazione del nostro debito pubblico per elevarsi dallo spread, saranno molti i capitali che fuggiranno dall’Italia. Il Tesoro farà fatica a trovare investitori per nuove emissioni, visto che dovremmo emettere titoli per circa 400 miliardi nel prossimo anno. La ‘manina’ è una brutta figura che stiamo facendo con tutta l’Europa non credo ci sia stata nessuna manina, credo che nel corso del Consiglio dei ministri abbiano letto questi contenuti, anche quelli che riguardavano il condono, e che qualcuno di loro sia stato distratto, oppure non abbia capito il contenuto vero delle parole che si dicevano”.

Ecco, ora se credete, stupitevi pure; ne avete ben ragione. Queste frasi, queste parole sono dette da Silvio Berlusconi. E parla dell’oggi, non di quando al governo c’era il centro-sinistra, o per usare il suo fraseggio, “i comunisti”. Mentre si prende nota di questa presa di posizione, alter “notizie” letteralmente incredibili, e pur vere. Maurizio Martina non fa in tempo ad annunciare una“contro-manovra” del Partito Democratico, ed ecco che Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, giulivi, con la loro Leopolda del nove, contro-annunciano una contro-contro manovra. Leggere, per credere, il post di Boschi: “Ci siamo! Alla nona edizione della #Leopolda. Sarà un #RitornoalFuturo: mentre il Governo gioca con la tenuta dell’economia, discuteremo di una contro-manovra per tutelare idegli italiani e il futuro dei giovani. Boom di adesioni quest’anno. #resistenzacivile #leopolda9”.

“Ritorno al futuro”. A parte l’incomprensibile frase che non significa un beato niente, una domanda – una sola – per cercare di capire come mai, nel recente passato, a milioni hanno preferito Matteo Salvini e Luigi Di Maio al giglio toscano, se la dovrebbero pure porre. Invece niente. Loro tornano al futuro… Non si lamentino, poi, se li mandano dove li hanno già mandati nel recente passato… Ci sono poi i grilli parlanti. Uno si chiama Carlo Calenda. Lui alla Leopolda nove non ci va, irritatissimo con Renzi. Si capisce: per settimane propone un fronte repubblicano (che non si comprende bene cosa sia). Riedizione maldestra di donna Angiolillo organizza cene tra capicorrente del Partito (e neppure ci riesce), poi si vede sfilare sotto il naso il progetto da Renzi, che propone qualcosa di simile, “I comitati di resistenza civile”. Fosse un politico degno di questo nome, sarebbe invece dovuto andare, alla Leopolda nove, e rivendicare il progetto, e dire: “Bravo Renzi che cerchi di fare quello che propongo”. Si chiama farsi amico il mare quando ti trovi in un’isola. Ma Calenda è appunto un grillo parlante, non un politico. Calenda, iscritto al PD da meno di un anno, già si sente in dovere di impartire lezioni da cattedre che nessuno si è sognato di dargli. Paragona il PD all’orchestra del Titanic: “Non ce ne frega nulla di quello che succede nel Paese. Nessuna delle cose che stiamo facendo è normale. Siamo diventati tutti dei fighettini e questo non va bene”.

Sbaglia: a differenza del PD, l’orchestra del Titanic a un certo punto è ben consapevole che la nave affonda; e continua a suonare per non accrescere ulteriormente il panico di bordo. A suo modo, dunque, l’orchestra svolge una azione positiva. La proposta di Calenda, quel “fronte repubblicano” (che dovrebbe vedere tutti uniti appassionatamente gli oppositori del governo Legastellato), nella sua fumosità e inconcludenza, è per l’appunto una proposta da “pirla” (cosi’ Calenda si autodefinisce). Così come non si va da nessuna parte a seguire le rancorose Leopolde di Renzi, si va solo a sbattere con le elucubranti sommatorie teorizzate da Calenda.

Il recente voto bavarese dovrebbe pure dirci qualcosa. La Baviera è tra le regioni più ricche non solo della Germania, ma d’Europa; il tasso di disoccupazione è minimo, le strutture pubbliche sono efficienti, la stabilità politica invidiabile. Cosa è successo, allora, che gli abitanti di quella regione hanno dato un voto che punisce i partiti di governo e premia la protesta, e comunque il voto “diverso”? Probabilmente le spiegazioni puramente economiche sono insufficienti. E’ uno smottamento di valori e di cultura da studiare, capire. Sarebbe miope liquidare tutto con la questione immigrazione. Il malessere deve essere piu’ profondo e diffuso.

Lasciamo la Baviera. E’ ardito, azzardato, cercare di fare la stessa rifessione per quello che è accaduto e accade in regioni ricche come l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, le Marche? Forse da qui sarebbe opportuno cominciare: una spietata rtiflessione su quello che non si è saputo e voluto fare quando si era al Governo, senza tatticismi e “ragionamenti” che lasciano il tempo che trovano; una disincantata situazione del presente. una ricerca seria sul che fare: qualche proposta seria, comprensibile e concreta in tema di giustizia, libertà economiche, equità, fenomeni migratori (senza le “trumpate” alla Salvini, senza il boninismo inconcludente e vacuo che propone generici “venite pure tutti”).

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