Ostia, ‘sfrattato’ dall’immobile popolare pubblico il capo clan degli Spada. Nuove pesanti minacce e tentativo di aggressione per la cronista Federica Angeli

Ostia, ‘sfrattato’ dall’immobile popolare pubblico il capo clan degli Spada. Nuove pesanti minacce e tentativo di aggressione per la cronista Federica Angeli

Nuovo colpo all’intoccabilità della famiglia Spada nel loro quartier generale di Ostia. Sono state infatti eseguite nella mattinata di giovedì le operazioni di sgombero di un appartamento dell’edilizia residenziale pubblica, illegittimamente occupato in Via Ingrao 20 e nella disponibilità del boss Vincenzo Spada. Le operazioni condotte dal Comando Generale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale hanno visto l’impiego di oltre 100 caschi bianchi romani, supportati da 4 blindati del reparto mobile della Polizia di Stato, diretti dal Commissariato di Ostia. Tale spiegamento di forze si è reso necessario per la delicatezza dello sgombero, visto che si trattava di una casa praticamente a disposizione di questa famiglia, all’interno di una zona dove l’edilizia popolare appare completamente gestita dal clan. Per eseguire la misura giudiziaria, i Vigili Urbani e la Polizia di Stato hanno praticamente bloccato tutta l’area interessata dall’operazione di polizia. Traffico bloccato e divieto di circolazione per tutti.

Nel corso dei controlli nella palazzina dove la Polizia locale di Roma Capitale è intervenuta sono stato accertati anche furti di energia elettrica e indebite cessioni di ulteriori appartamenti di edilizia popolare, su cui sono in corso ulteriori indagini di polizia giudiziaria. L’abitazione del capo clan è stata immediatamente svuotata di tutti gli arredi e riassegnata ad un legittimo assegnatario. E’ evidente che per il tempo necessario, vista la potenzialità del clan criminale, l’area di questa porzione di Roma Capitale resterà sotto stretto controllo delle forze dell’ordine per evitare qualsiasi tentativo di intimidazione e violenza nei confronti dei cittadini che hanno avuto il diritto sacrosanto ad avere una casa.

C’è poi da dire che la cronista del quotidiano la Repubblica, Federica Angeli, proprio nel corso dello sgombero dell’abitazione occupata illegalmente dal padrino della famiglia Spada, è stata, ancora una volta, pesantemente minacciata. Addirittura alcuni membri della famiglia hanno tentato di aggredirla, inseguendola e si sono dileguati solo dopo l’arrivo delle forze dell’ordine. Per lei decine di messaggi di solidarietà. Il suo impegno nel municipio marino di Roma è rappresentato proprio dalle reazioni criminali ai suoi articoli. Anche Jobsnews è al suo fianco e denuncerà puntualmente ogni giorno l’illegalità che ha portato una parte di Ostia in pugno alla criminalità mafiosa.

Immediata, poi,  la presa di posizione della sindaca Raggi: “Abbiamo liberato una casa popolare a Ostia, occupata abusivamente da un membro del clan Spada. @PLRomaCapitale è intervenuta questa mattina per restituire un bene pubblico alla città. Prosegue la nostra lotta per ripristinare la legalità. #NonAbbassiamoLoSguardo”. “Solidarietà alla cronista di @repubblica @FedeAngeli, minacciata a Ostia dopo lo sgombero dell’appartamento di Vincenzo Spada, uno dei nipoti del boss Carmine. Estirperemo la mentalità mafiosa da @Roma, il cambiamento culturale continua”. Ma il colpo ricevuto dal clan ha avuto giovedì una legittimazione popolare e politica finalmente codivisa.  “Esprimo l’assoluta vicinanza, da parte mia e del Consiglio regionale del Lazio, a Federica Angeli aggredita mentre con professionalità stava seguendo le operazioni di sgombero in corso ad Ostia”. Lo scrive in una nota il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori, appresa la notizia degli insulti e dell’aggressione subita dalla cronista di Repubblica durante lo sgombero ad Ostia dell’appartamento illegalmente occupato da Vincenzo Spada. “Un fatto assurdo e gravissimo. La cultura criminale non può trovare spazio soprattutto a Ostia, che in questi anni, grazie ai cittadini, alla magistratura e alle forze dell’ordine ha conosciuto una nuova stagione di legalità”.

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