Le proposte di Cgil, Cisl e Uil per una Manovra di bilancio diversa, per il lavoro, la crescita e il welfare

Le proposte di Cgil, Cisl e Uil per una Manovra di bilancio diversa, per il lavoro, la crescita e il welfare

Incrementare gli investimenti pubblici fino al 6% del Pil, riformare il fisco nel segno dell’equità e della lotta all’evasione, rilanciare il Mezzogiorno, potenziare ammortizzatori sociali e politiche attive, ridurre il costo del lavoro a tempo indeterminato tagliando stabilmente il cuneo contributivo/fiscale, garantire flessibilità al sistema previdenziale, migliorare le politiche sociali, rafforzare istruzione e ricerca e valorizzare l’amministrazione pubblica, a partire dal rinnovo dei contratti. Sono le principali richieste della piattaforma sottoposta agli attivi unitari di Cgil, Cisl e Uil, che sarà discussa con lavoratori e pensionati e presentata quindi al governo. Le proposte sindacali sono suddivise in dieci ambiti, dallo sviluppo economico e lavoro a sanità, fisco, previdenza, welfare, politiche sociali, Mezzogiorno, lotta alla povertà, istruzione e pubblica amministrazione.

Questi i punti principali del documento:

SVILUPPO, CRESCITA E OCCUPAZIONE Programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali.

RIFORMA FISCALE E SVOLTA NELLA LOTTA ALL’EVASIONE Istituire un’agenzia dedicata esclusivamente all’accertamento e al monitoraggio della riscossione; estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo; rendere tracciabili tutti i pagamenti, attraverso l’utilizzo della moneta elettronica e portando a 1.000 euro il limite per i pagamento in contanti; trasmettere automaticamente fattura elettronica e tutte le transazioni a Sogei e all’anagrafe fiscale; controllare almeno una volta ogni cinque anni tutti i redditi dichiarati; incrociare le banche dati della Pa; aumentare le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro dipendente e da pensione; ridefinire le aliquote Irpef e le basi imponibili rafforzando la progressività; introdurre un nuovo assegno familiare universale; rivedere in maniera organica la tassazione locale; riconsiderare l’imponente mole delle agevolazioni fiscali; destinare al Fondo di riduzione della pressione fiscale il 70% di quanto recuperato da evasione e lotta a sprechi; valorizzare i Caf; rivedere sistema agevolazioni alle imprese.

MEZZOGIORNO: PIANO DI INVESTIMENTI SU OPERE INFRASTRUTTURALI Investimenti per la prevenzione, manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, unitamente a un piano per la infrastrutturazione energetica e digitale; un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni di euro; rifinanziamento e proroga fino al 2021 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali; rafforzamento del fondo per la crescita dimensionale delle imprese; rendere operative le Zone economiche speciali; politiche su sicurezza, lotta al lavoro irregolare e forte azione di contrasto alla criminalità.

AMMORTIZZATORI SOCIALI E POLITICHE ATTIVE
Prolungare la durata massima della cassa integrazione straordinaria oltre i 24 mesi nel quinquennio; allargare e sostenere il ricorso al contratto di solidarietà; rendere strutturale la proroga della cigs per cessazione di attività e per procedure concorsuali; rafforzare la Naspi abolendo il décalage del 3% e potenziandone la copertura per i lavoratori stagionali. Rafforzare il sistema Anpal; realizzare un sistema informativo unico ed efficiente; avviare un piano di rafforzamento dei Cpi con la stabilizzazione dei precari; rafforzare sistemi di congedi e permessi rivolti alla genitorialità; rafforzare l’apprendistato.

PREVIDENZA E WELFARE 
Stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età; procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio; riconoscere il lavoro di cura; eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; rilanciare la previdenza complementare; ripristinare dal 1° gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni; risolvere i problemi di esodati e prorogare opzione donna.

POLITICHE SOCIALI 
Incrementare le risorse; definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi esigibili; approvare la legge quadro sulla non autosufficienza; completare la riforma del Terzo settore.

POVERTA’ 
Non disperdere l’esperienza del Rei e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione.

SANITA’
Aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio sanitario nazionale; fare un piano straordinario di assunzioni; eliminare i super ticket; garantire un accesso tempestivo, equo e appropriato alle prestazioni sanitarie; prevedere un piano nazionale di finanziamenti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle strutture.

ISTRUZIONE E CONOSCENZA 
Destinare risorse per il rinnovo contrattuale; garantire un piano di assunzioni; migliorare l’alternanza scuola-lavoro; valorizzare gli apprendistati formativi; incrementare l’offerta educativa ai bambini da 0 a 3 anni; incrementare le risorse per la ricerca; attuare un Sistema nazionale di apprendimento permanente; adottare un Piano nazionale di garanzia delle competenze; potenziare l’offerta formativa terziaria professionalizzante, in particolare degli Its; eliminare i fenomeni del sovraffollamento delle classi e adeguare l’edilizia scolastica alle norme di sicurezza.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 
Completare l’iter contrattuale della dirigenza e dei medici; rinnovare i contratti del pubblico impiego; garantire le risorse per province e città metropolitane; prevedere un piano straordinario di nuova occupazione stabile; attuare forme di vantaggio fiscale per la retribuzione di produttività; rafforzare il welfare integrativo; fare investimenti e non tagli lineari.

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