Immigrazione e sicurezza, il famigerato decreto Salvini questa sera al Quirinale, senza cambiamenti

Immigrazione e sicurezza, il famigerato decreto Salvini questa sera al Quirinale, senza cambiamenti

Il decreto sicurezza, o per meglio dire il famigerato decreto su immigrazione e sicurezza, elaborato da Salvini approda nella serata di lunedì al Quirinale. Nel corso della giornata tuttavia si erano affacciate voci di una modifica del testo approvato in Consiglio dei ministri, nella parte che riguarda proprio la protezione dei richiedenti asilo. Modifica subito smentita dal Viminale. Il testo definitivo del decreto Salvini è “quello approvato dal Consiglio dei Ministri” e “non ha subìto alcuna modifica”. E’ quanto si apprende da fonti del Viminale precisando che il testo “arriverà al Colle in serata”. Precedentemente, le stesse fonti hanno fatto sapere che al testo definitivo “verrà apportata una piccola modifica alla clausola finanziaria richiesta dal Ministero dell’Economia per la bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato”. Riguardo al testo del decreto “i contatti tecnici sono avvenuti prima del Cdm”, ricordano fonti del Viminale. “Appare quindi improprio qualsiasi confronto con bozze redatte precedentemente e che il Ministero dell’Interno non ha mai diffuso”, aggiungono le stessi fonti a giudizio delle quali è quindi “erroneo” parlare di modifica al testo in materia di sospensione del procedimento di riconoscimento della protezione internazionale”. E ribadiscono: “il testo non ha subìto alcuna modifica dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri”.

Lo “schema di decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, Sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del ministero dell’Interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” comprende 41 articoli, divisi in quattro titoli. Questi i punti chiave del testo, che dovrebbe arrivare in serata al Quirinale.

Immigrazione

I permessi “per motivi umanitari” sono sostituiti da quelli “per cure mediche”, “per atti di particolare valore civile” o quando “il Paese verso il quale lo straniero dovrebbe fare ritorno versa in una situazione di contingente ed eccezionale calamità che non consente il rientro e la permanenza in condizioni di Sicurezza” – l’ordinanza di diniego o revoca dei permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario “non è appellabile”. Il termine per proporre ricorso in Cassazione è di 30 giorni – la durata massima del trattenimento dello straniero nei Centri di permanenza per il rimpatrio è raddoppiata, da 90 a 180 giorni – per assicurare “la tempestiva esecuzione dei lavori per la costruzione, il completamento, l’adeguamento e la ristrutturazione” dei Cpr, “per un periodo non superiore a tre anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto e per lavori di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, è autorizzato il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara”.

Il richiedente può essere trattenuto, per il tempo strettamente necessario, e comunque non superiore a 30 giorni, in appositi locali presso le strutture di cui all’articolo 10 ter del decreto legislativo 25 luglio 1998 numero 286 (i cosiddetti hotspot) “per la determinazione e la verifica dell’identità e della cittadinanza” – In caso di espulsione, qualora non via sia disponibilità di posti nei Cpr “il giudice di pace, su richiesta del questore, può autorizzare la temporanea permanenza dello straniero, fino alla definizione del procedimento di convalida, in strutture diverse e idonee nella disponibilità dell’autorità di pubblica Sicurezza” – il Fondo per i rimpatri è incrementato di 500mila euro per il 2018, di 1.500.000 euro per il 2019 e di 1.500.000 euro per il 2020 – diniego e revoca della protezione internazionale sono previsti anche per i reati di violenza sessuale, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali, mutilazione e lesione degli organi genitali femminili, furto aggravato dall’uso di armi o narcotici – lo Sprar accoglie solo i titolari di protezione internazionale o i minori stranieri non accompagnati: “i richiedenti asilo presenti nel Sistema alla data di entrata in vigore del decreto rimangono in accoglienza fino alla scadenza del progetto in corso, già finanziato” – la cittadinanza italiana è revocata in caso di condanna definitiva per i reati di terrorismo.

Sicurezza 

i dati identificativi riportati nel documento di identità esibito dal soggetto che noleggio un autoveicolo vengono trasmessi al Centro elaborazione dati delle forze dell’ordine per “il raffronto automatico con quelli in esso conservati, concernenti provvedimenti dell’autorità giudiziaria o dell’autorità di pubblica Sicurezza, ovvero segnalazioni inserite dalle forze di polizia per finalità di prevenzione e repressione del terrorismo”. I dati sono conservati per un periodo tempo non superiore a 7 giorni.

– il personale del Corpo di polizia locale dei centri con oltre 100 mila abitanti “quando procede al controllo e all’identificazione delle persone” ha accesso al Centro elaborazione dati delle forze dell’ordine – i Comuni con oltre 100 mila abitanti possono procedere alla sperimentazione di “armi comuni ad impulso elettrico” (i cosiddetti taser, ndr) quale dotazione di reparto per il Corpo di polizia locale – il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive può essere adottato anche nei confronti dei soggetti sospettati di terrorismo – il daspo può essere esteso anche a “presidi sanitari” ed “aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati, pubblici spettacoli” – i beni confiscati alla criminalità organizzata “di cui non sia possibile effettuare la destinazione o il trasferimento per le finalità di pubblico interesse sono destinati con provvedimento dell’Agenzia alla vendita”.

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