Il voto in Trentino: vince il centrodestra col candidato leghista Fugatti. In Alto Adige la SVP perde ma non crolla, e deve decidere con chi governare

Il voto in Trentino: vince il centrodestra col candidato leghista Fugatti. In Alto Adige la SVP perde ma non crolla, e deve decidere con chi governare

Completato lo scrutinio per le Provinciali in Trentino. Maurizio Fugatti, Lega, sottosegretario al ministero della salute, vince le Provinciali a Trento, con il 46,7%. Quasi un plebiscito. Storicamente la Provincia è stata governata prima dalla Dc e poi dal Centrosinistra. In queste elezioni Giorgio Tonini, ex parlamentare, candidato del Pd, ha raccolto il 25,4% dei consensi. Il presidente uscente, Ugo Rossi, candidato del Patt è soddisfatto del suo 12,4%. Il M5S di Filippo De Gasperi si è fermato al 7,1%. Su 35 seggi la Lega ne guadagna 13, uno ciascuno il Pt e “Agire per il Trentino”, 2 la Civica, uno Fassa, un altro gli autonomisti popolari. Fi non andrebbe oltre un seggio. Al Patt sono assegnati 3 seggi, 4 al Pd, uno all’Unione per il Trentino e due a Futura. Non più di uno al M5s. La Lega è il primo partito col 27%, il Pd il secondo col 13,9, il Patt il terzo col 12,5. Al quarto posto il M5S con il 7,2.  “Il voto nazionale è sempre diverso da quello provinciale, in ogni caso io non valuto i risultati altrui. Certo credo che una lista che corre da sola a fronte di una coalizione di nove partiti abbia anche fatto scattare il voto utile”. Questa la risposta del leghista Maurizio Fugatti, che si avvia a diventare il nuovo governatore del Trentino, a proposito del risultato del M5s nelle provinciali, sotto le attese. Quando gli viene domandato se il pragmatismo leghista abbia pagato di più, aggiunge: “Certo mettere in discussione il Tunnel del Brennero a una settimana dal voto… un’opera già avviata. I trentini di certo l’hanno valutato. In ogni caso il Tunnel serve, così come serve la Valdastico: ormai sono solo più l’estrema sinistra e il M5s a non essere d’accordo”.

Il risultato in Alto Adige. Ciclone Lega, Svp cala ma non crolla e in cerca del partner di governo

Alle elezioni provinciali in Alto Adige i 284.344 voti sono distribuiti tra SVP (41,9%), Team Köllensperger (15,2%), Lega Nord (11,1%), Verdi-Grüne-Verc (6,8%), Freiheiltichen (6,2%), Süd-Tiroler Freiheit (6,0%), Partito Democratico (3,8%), Movimento 5 Stelle (2,4%), L´Alto Adige nel cuore – Fratelli d´Italia Uniti (1,7%), Bürgerunion für Südtirol (1,3%), Noi per l’Alto Adige – Für Südtirol (1,2%), Forza Italia (1%), CasaPound Italia (0,9%) e Vereinte Linke – Sinistra Unita (0,6%). La Svp cala, ma non crolla, scende infatti dal 45,7% al 41,7%, mentre la Lega vola, ma si ferma al terzo posto (11,1%). Al secondo posto con il 15,2%, pari a 43.315 voti e 6 seggi, il partito Team Köllensperger. Per la prima volta dal dopoguerra il partito di lingua tedesca della Suedtiroler Volkspartei, che solo 10 anni fa contava sulla maggioranza assoluta dei seggi in Consiglio provinciale, adesso per poter governare è costretto ad una coalizione. Alla “stella alpina” mancano tre seggi. Se lo farà con la Lega (4 seggi) oppure con i Verdi (3) assieme all’unico seggio del Partito Democratico, sarà tutto da decidere. La Lega, partito di Governo a Roma, diventerebbe il partner “obbligato” per la Svp in un territorio da sempre roccaforte del centrosinistra. Molte le novità del voto: la prima riguarda il deciso ridimensionamento della Svp scesa dai 17 seggi (su 35 complessivi) di cinque anni fa agli attuali 15. Un calo, non un tracollo come sembrava fino a metà dello scrutinio. Lo stesso governatore altoatesino Arno Kompatscher ha subito una forte erosione di voti personali attestandosi a 68 mila (oltre 10 mila in meno rispetto al 2013) quasi dimezzando quanto ottenne nel 2003 il suo predecessore Luis Durnwalder con oltre 110 mila preferenze su poco più di 300 mila elettori. Secondo dato forte del voto di ieri è il tracollo di tutti i partiti della destra sudtirolese secessionista e nostalgica. Nel contempo si registra il risultato della lista civica dell’ex consigliere provinciale grillino Paul Koellensperger che conquista ben 6 seggi diventando la seconda forza elettorale territoriale. Koellensperger, a capo di un M5S in salsa altoatesina, con la sua lista è riuscito a catalizzare il voto di protesta di lingua tedesca anti-Svp in ogni angolo della Provincia più a nord d’Italia.  Il terzo elemento forte è il successo della Lega di Salvini essenzialmente nell’elettorato di lingua italiana, ma non solo. La Lega del commissario provinciale Massimo Bessone, che potrebbe anche diventare vicepresidente della Provincia (carica che spetta al gruppo linguistico italiano), conquistando 4 seggi ottiene un risultato mai raggiunto da 25 anni a questa parte da un partito di lingua italiana in provincia di Bolzano, l’11,1%. Solo l’allora Movimento Sociale Italiano nel 1988 e nel 1993 arrivò rispettivamente a 10,29% e 11,64%. La Lega conquista anche il primato nella città capoluogo di Bolzano e in quella satellite di Laives dove da alcuni anni governa la “strana” coalizione centrodestra-Svp. Praticamente scomparsa dalle scene con l’1% complessivo, Forza Italia di Michaela Biancofiore (“dato assolutamente negativo, incomprensibile che mi sconvolge, i nostri candidati non hanno lavorato come dovevano”, ha detto Biancofiore). I Verdi che speravano in un “effetto” Baviera si confermano con i 3 consiglieri che detengono da più tornate.

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