Il governo dell’incertezza, bluff, promesse mancate porta il Paese allo sbando. La Ue può attendere. I ministri si guardano in cagnesco. Tria sotto tiro dei vicepremier, i misteri del reddito di cittadinanza

Il governo dell’incertezza, bluff, promesse mancate porta il Paese allo sbando. La Ue può attendere. I ministri si guardano in cagnesco. Tria sotto tiro dei vicepremier, i misteri del reddito di cittadinanza

“Del doman non c’è certezza…..” si legge nella Canzone di Bacco, uno dei più noti canti carnascialeschi, il cui  autore è Lorenzo de’ Medici ( 1449-1492), detto il Magnifico, signore di Firenze. Ci torna a mente a conclusione di una ricerca negli “ambienti bene informati” sulle prossime iniziative di governo, visto che la settimana che inizia è decisiva per la messa punto di documenti, decreti che riguardano il complesso della manovra di Bilancio. È vero che è domenica ma i “bene informati”, quelli che ai giornalisti raccontano solo ciò che piace ai loro datori di lavoro, in particolare a Salvini e Di Maio, a Conte, sono sempre sul pezzo. A conclusione di questo giro non ci resta che richiamare Lorenzo De’ Medici. C’è chi ci racconta che alle ore 19 di stasera, domenica, al momento in cui scriviamo è prevista una riunione di governo per parlare della manovra cui partecipano, ci assicura la nostra fonte, Conte e, forse, quasi tutti i ministri. Lunedì viene annunciato in mattinata un vertice di maggioranza, fonte della notizia lo stesso Conte. Nel pomeriggio, ore 18, il Consiglio dei ministri per approvare il decreto fiscale e il documento programmatico di Bilancio che va inviato a Bruxelles, dove lo attendono i Commissari, entro la mezzanotte. Alcuni quotidiani annunciano che Conte, in combutta con Di Maio, tenterebbe un blitz per portare subito a casa il reddito di cittadinanza, la riforma dei centri per l’impiego.

Di Maio. Taglio delle pensioni a partire da 3500 euro netti da inserire nel decreto fiscale

Sempre il Di Maio avrebbe anche l’intenzione di trasferire il taglio delle pensioni inserito in un disegno di legge depositato alla Camera nel decreto fiscale che dovrebbe essere messo a punto dal Consiglio dei ministri di lunedì. Novità: il tetto per tagliare le cosiddette pensioni d’oro scenderebbe a 3.500 euro netti  invece dei previsti 4.500 euro. Ancora; subito l’approvazione dell’intervento pubblico  per l’Alitalia, cosa cui è nettamente contrario il ministro Tria che si è risentito perché non è neppure stato informato che il governo, Di Maio, lo stesso Conte e anche Salvini avevano già deciso. Il ministro dell’Interno, sentendo odor di bruciato, si sarebbe schierato con Tria che avrebbe minacciato le dimissioni, essendo molto “amareggiato” come ha detto in interviste rilasciate a Bali dove partecipava alla assemblea del Fondo monetario. Salvini, infatti, a proposito del taglio a partire da 3500 euro per le pensioni d’oro non ha gradito la dichiarazione del Di Maio: “Ci prendiamo un miliardo”. Prima che se ne appropri il suo collega vicepremier. Già che ci siamo per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, ancora non è stato chiarito il meccanismo. Soprattutto una domanda. Visto che, così pare, il disoccupato può rifiutare non più di tre posti di lavoro poi perde il reddito, quanti posti di lavoro devono essere disponibili? E quanti dipendenti dei centri per l’impiego sono necessari per una operazione di questo genere? In Germania, cui si richiamano il Di Maio e il presidente Conte, sono stati assunti più di 80 mila lavoratori, il dato riguarda solo gli italiani. Dilettanti allo sbaraglio e non altro si possono definire i personaggi che sono al governo del paese.

Al Consiglio dei ministri la “pace fiscale”, leggesi condono per i paperoni

Proseguiamo nel nostro tentativo di mettere a punto un calendario del governo. Una “fonte” ci annuncia un programma diverso da quello cui abbiamo fatto riferimento. Lunedì mattina verrà affrontato il problema della “pace fiscale”, il condono miliardario, un altro favore ai “paperoni”. Con Conte saranno presenti, Di Maio, Salvini e Tria, sempre imbronciato. A quanto si apprende, così come per altri interventi sembra che la documentazione non sia completa. Conclusione: stanti le distanze fra Lega e 5 Stelle il decreto fiscale verrebbe  solo esaminato. La cosa non è di poco conto visto che nel decreto  sono  previsti 37,5 miliardi dal condono fiscale. Stando all’Huffington Post analoga sorte toccherebbe alla legge di Bilancio, visto che tutto ruota attorno al decreto fiscale. Mentre Conte e Di Maio premono per chiudere in fretta la partita, Salvini pronostica ancora una settimana di lavoro da parte dei tecnici per mettere a punto la manovra. Giovanni Tria non parla, non si pronuncia, aveva parlato a Bali, usando termini come “esasperato, amareggiato, non sereno. Ce n’è una ogni giorno – diceva riferendosi in particolare alla questione Alitalia di cui era stato tenuto all’oscuro – così non si può andare avanti”. Anche perché mentre lui si trovava fra i big dell’economia mondiale a difendere la manovra il ministro Savona aveva preso il suo posto illustrando alla Camera la nota al Def, quasi ne fosse lui l’autore prendendosi applausi a non finire mentre a lui toccavano le critiche, anzi qualcosa di più. C’è anche chi sussurra che sia stato “vittima” di uno scherzo da prete, ci scusino i prelati, e si domanda perché proprio nel giorno in cui si trovava a Bali sia stata convocata alla Camera la seduta sulla manovra di Bilancio. Comunque poteva illustrarla un sottosegretario/a.

In settimana si  potrebbe chiudere la manovra per passare alle Camere con ritardo

Veniamo al Documento programmatico di Bilancio che deve essere inviato alla Commissione europea, guarda caso proprio il giorno 15. Non è un problema. Approvato dal Consiglio dei ministri può essere spedito alla Ue. Il documento, infatti, descrive il quadro generale della manovra. Ma, guarda caso, non indica in dettaglio le coperture. I conti non tornano, mancano ancora tre, quattro miliardi. Lo ha detto Salvini, il quale non ha mancato di accusare i “tecnici” del ministero, guarda caso il riferimento non detto è ai collaboratori Tria, già presi di mira in altre occasioni dal Di Maio. Dice Salvini:: “In settimana potrebbe esserci la chiusura della manovra se non avremo altre sorprese da altri uffici con qualche genio dell’economia”.  Un nuovo consiglio dei ministri è previsto per giovedì, solo due giorni prima  della presentazione alle Camere fissata per il 20 ottobre. Un nuovo sfregio ai lavori del Parlamento, di cui, non a caso, è presidente Fico, il penta stellato che non gode delle simpatie del Di Maio. Da sottolineare a conclusione che l’approvazione del decreto fiscale contiene una delle coperture necessaria per tenere in piedi la manovra e che Salvini intende “salvaguardare” i paperoni. Altro che “pace fiscale”. Una nota a latere. Abbiamo ascoltato il presidente del Consiglio che è intervenuto, in modo ufficiale alla “cerimonia”, si fa per dire, di inaugurazione della Scuola di formazione promossa dalla Lega. Ci pare che si chiami così questo luogo per i “leghisti in erba” cui Salvini, prima del premier, ha dato il benvenuto. Scambio di cordialità fra i due. Una “cerimonia” trasmessa fra l’altro da Radio Radicale. Decenza vuole che se la potevano risparmiare.

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