Germania. Al voto nel Land dell’Assia. Forte calo per Cdu e Spd, volano verdi e Afd, in crescita la Linke

Germania. Al voto nel Land dell’Assia. Forte calo per Cdu e Spd, volano verdi e Afd, in crescita la Linke

Il partito di centrodestra di Angela Merkel e il suo alleato socialdemocratico di coalizione a Berlino hanno subito gravi battute d’arresto in una cruciale elezione regionale in Germania, rendendo più incerto il futuro del governo della cancelliera. Secondo le stime dei canali televisivi pubblici, la Cdu (Unione cristiano-democratica) della cancelliera sarà sicuramente il primo partito nel Land dell’Assia con il 27,2 per cento dei voti, ma questo risultato certifica una flessione di 11 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni del 2013. Il partito socialdemocratico (Spd) ha ottenuto a sua volta un calo pesante, con il 19,6 per cento delle preferenze rispetto al 30,7 di cinque anni fa in Assia, Land in cui si trova la capitale finanziaria della Germania, Francoforte. I vincitori sono stati i verdi, che hanno raddoppiato il loro risultato attestandosi al 20 per cento, e l’estrema destra, salita al 13 per cento ed entrata nell’unico parlamento regionale in cui non era ancora rappresentata. Consquistano il 7,7% i liberali della Fdp e il 6,2 la sinistra della Linke. Questo doppio arretramento dei partiti di potere a livello federale a Berlino, alleati in una “grande coalizione” allestita con difficoltà a marzo, è una cattiva notizia per Angela Merkel in un momento in cui politicamente la cancelliera è già debole.

Si tratta della seconda deludente elezione regionale per i conservatori tedeschi, dopo il voto in Baviera due settimane fa che li hanno visti perdere la maggioranza assoluta che avevano mantenuto per decenni. Il numero due della Cdu, Annegret Kramp-Karrenbauer, molto vicino alla Merkel, ha parlato in serata di un risultato “molto doloroso”. I conservatori continueranno ad amministrare l’Assia all’interno di un’alleanza i cui contorni devono ancora essere definiti. Ma il calo registrato potrebbe alimentare il dibattito in corso all’interno del partito sul futuro di Merkel, “usurata” da 13 anni di potere. La sua popolarità non ha smesso di calare dalla decisione – sottolineano gli analisti – di aprire i confini a oltre un milione di richiedenti asilo nel 2015 e 2016. Con l’avanzata dell’estrema destra, i critici di Merkel nel suo stesso schieramento le chiedono una virata a destra e soprattutto che prepari la sua successione. La cancelliera dovrà affrontare un test cruciale all’inizio di dicembre, in un congresso della Cdu. Ha finora manifestato la ferma intenzione di ricandidarsi alla presidenza del partito, legata alla carica di cancelliere, ma i mugugni aumentano. Per il quotidiano conservatore FAZ sarebbe “un grave errore” vista “la situazione in cui si trova”. “Passando volontariamente il testimone, avrebbe dimostrato di aver capito quello che tutti sanno: la fine del suo mandato di cancelliera si sta avvicinando”, ha aggiunto il quotidiano ieri sera. Nell’immediato futuro, il pericolo più grave per Merkel arriva dall’alleato socialdemocratico di coalizione che, una votazione dopo l’altra, affonda.

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