Caso Cucchi, l’ultimo filone d’inchiesta porta ad altri sei indagati

Caso Cucchi, l’ultimo filone d’inchiesta porta ad altri sei indagati

Sono almeno altri sei gli indagati nell’ultima inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi. Secondo i documenti depositati mercoledì mattina dal pm Giovanni Musarò davanti ai giudici del tribunale di Roma nel processo che vede imputati 5 carabinieri nel procedimento aperto per falso ideologico sono chiamati in causa l’ufficiale dell’Arma, Francesco Cavallo, “all’epoca dei fatti capo ufficio comando del gruppo carabinieri Roma” – si ricorda – il luogotenente Massimiliano Colombo, comandante stazione Tor Sapienza; Francesco Di Sano, carabiniere scelto di Tor Sapienza; l’avvocato Gabriele Giuseppe Di Sano; il maresciallo Roberto Mandolini, già comandante stazione Appia; il maggiore Luciano Soligo, ex comandante Talenti Montesacro.

Nell’atto firmato dal pubblico ministero Musarò si ricorda come secondo una mail citata da Colombo sarebbe stato Cavallo a suggerire le modifiche da apporre all’annotazione di servizio sullo stato di salute di Cucchi una volta portato a Tor Sapienza. In un altro punto del documento si spiega che Cavallo sarebbe responsabile delle cosiddette doppie annotazioni.Durissime le parole del Pm Musarò nel corso dell’udienza: “Questa storia è costellata di falsi, da dopo il pestaggio e proseguita in maniera ossessiva anche dopo la morte di Cucchi. C’è stata un’attività di inquinamento probatorio che ha indirizzato in modo scientifico prove verso persone che non avevano alcuna responsabilità e che sono state sottoposte a giudizio”. Il pm ha anche aggiunto che “la modifica dell’annotazione di servizio sullo stato di salute di Cucchi non fu frutto di una decisione estemporanea e autonoma di un militare ma fu l’esecuzione di un ordine veicolato dal comando di stazione, che a sua volta recepì un ordine dal comandante di Compagnia, che a sua volta aveva recepito un comando dal gruppo”.

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