Blitz delle forze dell’ordine nella parrocchia dell’accoglienza a Vicofaro (Pt). Una legnata a don Biancalani, un atto da stato di polizia. Anpi, Possibile, sindacati, Pd: “Chi l’ha ordinato?”

Blitz delle forze dell’ordine nella parrocchia dell’accoglienza a Vicofaro (Pt). Una legnata a don Biancalani, un atto da stato di polizia. Anpi, Possibile, sindacati, Pd: “Chi l’ha ordinato?”

Blitz delle forze dell’ordine ieri sera nella parrocchia di Vicofaro (Pistoia), dove ha sede il centro di accoglienza gestito da don Massimo Biancalani. Polizia, carabinieri, vigili urbani, guardia di finanza, Asl, ispettorato del lavoro e vigili del fuoco sono intervenuti – mentre alla ‘Pizzeria del rifugiato’ era in corso una cena – ed hanno effettuato una serie di controlli, che sono durati circa un paio d’ore. La notizia è stata pubblicata dai quotidiani locali. Nel corso dei controlli sono stati verificati i documenti dei migranti presenti, il rispetto dell’ordinanza del Comune che aveva sancito la non idoneità di locali dove erano stati accolti i migranti (attualmente ce ne sono una sessantina, di cui 15 dormono in chiesa), mentre i vigili del fuoco hanno verificato gli aspetti legati alla sicurezza. Gli ispettori del lavoro e la guardia di finanza si sono invece concentrati sull’attività della pizzeria e su chi ci lavora. Non sarebbero scattate notifiche immediate dopo i controlli. Un atto che don Biancalani in un suo post su facebook ha definito “pazzesco”.

“Un blitz degno della cattura di Totò Riina nella parrocchia di Vicofaro, in provincia Pistoia, guidata da Don Biancalani. Ieri sera carabinieri, vigili del fuoco, municipale e guardia di finanza sono andati nella parrocchia per l’ennesimo controllo. Pare che siano stati trovati pericolosi parrocchiani a mangiare pizze coi rifugiati: tutti identificati, ma nessuna violazione contestata”, dichiara Andrea Maestri, della segreteria nazionale di Possibile, parlando del nuovo blitz nella parrocchia di Vicofaro. “Un atto intimidatorio – aggiunge Maestri – di cui chiederemo immediatamente conto al ministro dell’Interno Salvini. il modello repressivo sperimentato a Riace sta facendo scuola e avvertiamo grande preoccupazione per un Paese in cui si criminalizza la solidarietà e l’accoglienza”.

“In un paese retto da una Costituzione democratica, nata dalla Resistenza contro la dittatura fascista, sono inammissibili episodi come quello avvenuto ieri sera alla parrocchia di Vicofaro (Pistoia). Agenti di polizia, della guardia di finanza, vigili urbani sono intervenuti per schedare i partecipanti ad un incontro promosso dall’Assemblea antifascista e antirazzista permanente. E’ un fatto grave che colpisce i diritti di liberta’ sanciti dalla Costituzione”, scrive Vannino Chiti, in un post sul proprio profilo facebook. “Un atto contro le regole della democrazia e della convivenza – sottolinea Chiti -. Chi l’ha ordinato? Chi si è preso la responsabilità di violare quei diritti? Prefetto, questore, comandante della guardia di finanza, sindaco devono dare risposte ai cittadini. In parlamento mi auguro che ne sia chiesto conto al ministro degli Interni. Sottovalutare atti grandi o minori che colpiscono i diritti fondamentali di democrazia e di libertà, sarebbe un tragico errore, già visto nella storia con le sofferenze e i lutti che ha provocato. Voglio sperare – conclude – che nella difesa dei diritti fondamentali scritti nella Costituzione si ritrovi la grande maggioranza degli italiani”.

E anche l’Anpi di Pistoia interviene su quanto accaduto ieri sera a Vicofaro. In una nota l’associazione partigiani ha espresso “la propria contrarietà per un simile intervento, qualora fosse privo di motivazioni contingenti, e per la perquisizione e il controllo dei documenti di tutti i presenti, che ricordano episodi normali per uno stato di polizia, ma non certo accettabili in una Repubblica democratica dove sono sempre tutelati i diritti di libertà garantiti dalla nostra Costituzione antifascista”.

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