Beppe Grillo fa battute da bullo su chi è affetto da autismo e dalla sindrome di Asperger. La bella reazione di Gianluca Nicoletti e la lezione di civiltà al comico di Andrea e Marta

Beppe Grillo fa battute da bullo su chi è affetto da autismo e dalla sindrome di Asperger. La bella reazione di Gianluca Nicoletti e la lezione di civiltà al comico di Andrea e Marta

Ieri sera, durante la performance di Beppe Grillo al Circo Massimo, era passata inosservata, perché ci si era concentrati su quella provocazione intimidatoria sui poteri del Presidente della Repubblica da abbattere. Lunedì, lo scrittore e autore radiofonico Gianluca Nicoletti ha scosso, e giustamente, l’opinione pubblica su un’altra battuta di pessimo gusto di Beppe Grillo sulle persone che soffrono di autismo e della sindrome di Asperger. “Non è bello prendere in giro noi autistici, darci degli psicopatici e usarci come oggetto di scherno”. Con queste parole sul blog Pernoiautistici Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore, con sindrome di Asperger e il cui figlio è autistico, commenta alcune frasi pronunciate ieri da Beppe Grillo al Circo Massimo che hanno scatenato dure reazioni e una vera e propria bufera di commenti, spesso molto polemici e critici, sui social. “L’autismo è la malattia del secolo – ha detto il garante dei Cinque Stelle – l’autismo non lo riconosci, per esempio è la sindrome di Asperger, è pieno di questi filosofi in televisione che hanno la sindrome di Asperger. Che è la sindrome di quelli che parlano in quel modo e non capiscono che l’altro non sta capendo. E vanno avanti e fanno magari esempi che non c’entrano nulla con quello che stanno dicendo, hanno quel tono sempre uguale. E’ pieno di psicopatici…”. Com’è evidente un accostamento vergognoso, inutile, disumano.

“Chi ha un figlio autistico già deve ogni istante combattere perché il figlio non sia discriminato, non debba subire lo scherno di chi non capisce che proprio quel suo ‘non capire’ non è dovuto a cattiveria ma a un suo modo d’essere, al suo ‘cervello diverso'” prosegue Nicoletti. “Suscitare la risata della folla su quello che per un Asperger è sintomo della sua diversità è ingeneroso, soprattutto da parte di chi dovrebbe ben conoscere cosa sia l’autismo – aggiunge – gli autistici hanno diritto di essere trattati da cittadini come qualsiasi altro abitante del nostro paese”. Ma a Beppe Grillo hanno replicato anche Andrea e Marta, due giovani affetti dalla sindrome di Asperger, con una lettera bella, intensa, commovente, che qui riportiamo. Una lezione di civiltà, a chi la civiltà evidentemente non sa davvero cosa sia.

La lettera a Beppe Grillo di Andrea e Martia

“Ci siamo sentiti profondamente offesi da quanto lei ha dichiarato. C’è una sostanziale differenza fra noi e lei. Noi abbiamo affinato, con grande impegno, le nostre capacità di interazione con gli altri. Siamo perfettibili e, aggirati gli ostacoli che caratterizzano la nostra condizione, non restano che aspetti indubbiamente positivi. Lei no, non è perfettibile”. E’ un passaggio della lettera aperta di due giovani affetti dalla sindrome di Asperger, Andrea e Marta, a Beppe Grillo, dopo le sue parole sull’autismo in occasione della festa del Movimento 5 Stelle al Circo Massimo a Roma. “Gentile Sig. Grillo – scrivono i due giovani su Facebook – siamo Andrea e Marta, amministratori della pagina Istituto di Provvidenza Grammaticale. Siamo due ragazzi laureati, ventenni, lavoratori. E Asperger. Date le sue dichiarazioni, riteniamo necessarie alcune puntualizzazioni, forse proprio in virtù della condizione che viviamo quotidianamente e che lei, ieri, ha avuto modo di denigrare in pubblica piazza, fra le risate dei suoi supporter”. Andrea e Marta fanno quindi riferimento alle frasi dell’ex comico, come “non capiscono che l’altro non sta capendo”: “Indubbiamente – affermano – alcuni Asperger possono riscontrare delle difficoltà nella comprensione dell’altro. Sfortunatamente, noi due l’abbiamo compresa molto bene. Come l’esempio dimostra, a volte comprendere il prossimo non è affatto qualcosa di positivo. Tuttavia, come la nostra pagina dimostra, a volte gli autistici sanno farsi comprendere e sanno anche far divertire. Talvolta meglio di alcuni comici”. I due giovani commentano inoltre l’affermazione “hanno quel tono sempre uguale”: “Io (Andrea) studio doppiaggio. Sono discretamente bravo – sottolinea il giovane – e spero di intraprendere questa carriera in un futuro. Ritengo addirittura che la mia capacità espressiva sia direttamente legata alla mia forma d’autismo. Come questo caso può dimostrarle, generalizzare è sempre sbagliato”. Ad ogni modo, concludono, “nonostante alcuni Asperger abbiano problemi in tal senso, non vediamo l’aspetto comico di tutto ciò. Riteniamo preferibile un tono monocorde al fatto di urlare e sudare come maiali durante l’esercizio della propria professione”. La lezione è servita. Inutile aggiungere altro. Noi siamo con Andrea e Marta, e con tutti coloro che quotidianamente si battono contro ogni forma di patologia, e si indignano se sono oggetto di scherno.

Share