Vaccini. Clamoroso dietrofront della maggioranza sull’obbligo della documentazione scolastica. Cancella la norma voluta da Paola Taverna al Senato

Vaccini. Clamoroso dietrofront della maggioranza sull’obbligo della documentazione scolastica. Cancella la norma voluta da Paola Taverna al Senato

Clamoroso: il governo ha deciso di fare dietrofont sull’obbligo di presentare la documentazione vaccinale per l’ingresso dei bambini nei nidi e nelle scuole materne, presentando una modifica al decreto Milleproroghe che cancella la norma votata al Senato a fine luglio, su proposta di Paola Taverna, vicepresidente di Palazzo Madama e pezzo da novanta del Movimento 5 Stelle, e della leghista Sonia Fregolent. Un’inversione a U che rischia di aprire una crepa nei rapporti tra Cinquestelle e Carroccio: per tutto il pomeriggio, infatti, gli animi erano visibilmente tesi a Montecitorio, durante la riunione della commissione Affari sociali. Gli uomini di Salvini si sono chiusi nel totale silenzio con la stampa, ma hanno fatto comunque pressioni sugli alleati per far slittare di 24 ore il parere consultivo sulla relazione di maggioranza.

Durante la campagna elettorale, il segretario federale della Lega più volte si era speso con gli elettori promettendo che i bambini sarebbero entrati regolarmente a scuola quest’anno. E prima della pausa estiva la promessa era stata ampiamente mantenuta. Ora, invece, è arrivata la brusca frenata che, raccontano i rumors di palazzo, avrebbe matrice M5S, con tanto di ‘benedizione’ del Colle. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha infatti dichiarato che “nei confronti della scienza non possiamo esprimere indifferenza e diffidenza verso le sue affermazioni e i suoi risultati”. Dal Movimento, però, fanno sapere che la linea non cambia: serve comunque un provvedimento normativo ad hoc, “una disciplina organica e razionale”, per dirla con le parole della relatrice al Milleproroghe, Vittoria Baldino, che “superi il decreto Lorenzin”. L’obiettivo è introdurre ‘l’obbligo flessibile’ sdoganato dal ministro Giulia Grillo, ovvero piani vaccinali studiati regione per regione, in base al grado di copertura che ogni territorio ha raggiunto. Anche se il suo collega di governo, il titolare della Famiglia, Lorenzo Fontana, solo poche settimane fa sosteneva che 10 vaccini fossero “troppi”, affrettandosi a specificare di non essere un medico.

Chi esulta per la retromarcia sono ovviamente le opposizioni, Pd in primis. I dem, infatti, avevano chiesto a Forza Italia, FdI e Leu di unirsi in un’opera di ostruzionismo alla Camera per provare a far scadere i termini di legge per la conversione in legge del decreto. Iniziativa che ormai è superata dagli eventi. “Dietrofront di Lega e Cinquestelle sui vaccini, battuta la loro visione oscurantista”, twitta il segretario Maurizio Martina. Seguito a ruota da Matteo Renzi: “Una bella inversione a U, festeggiamo la vittoria della scienza sull’ignoranza”. Soddisfatta anche il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini: “Ha vinto il buon senso, ha vinto la scienza”. Per l’ex ministro della Salute, Betrice Lorenzin si tratta di una “vittoria della scienza su ignoranza e pregiudizio. Grazie al mondo scientifico, scolastico e culturale e alle forze politiche che si sono battute per ristabilire il primato della salute collettiva. Un abbraccio alle coraggiose mamme di #iovaccino. Bimbi sicuri a scuola”. Per Leu è Michela Rostan, vicepresidente della commissione Affari sociali di Montecitorio, a suonare la carica: “Una vittoria della comunità scientifica, delle associazioni, dei medici, dei presidi, della buona politica ma soprattutto del buon senso in difesa e tutela della salute dei nostri figli”. L’esponente di Mdp, però, invita a “non abbassare la guardia” e “procedere subito alla realizzazione dell’Anagrafe vaccinale”. Perché i pro-vax hanno vinto solo una battaglia.

Share