La circolare sugli sgomberi degli inquilini morosi continua a far discutere e a indignare. Cgil Roma e Sunia: “mai visto tanto cinismo verso la povertà”. Alfonso Gianni: “se Salvini non conosce la Costituzione, se ne vada, lui e il suo governo”

La circolare sugli sgomberi degli inquilini morosi continua a far discutere e a indignare. Cgil Roma e Sunia: “mai visto tanto cinismo verso la povertà”. Alfonso Gianni: “se Salvini non conosce la Costituzione, se ne vada, lui e il suo governo”

Ancora il ministro dell’Interno Salvini sugli scudi quest’oggi, in particolare contro chi occupa “abusivamente” una casa, un appartamento, un locale, una mansarda, laddove, ovviamente, l’abuso è perpetrato dagli inquilini morosi. Salvini ha rilanciato il suo cavallo di battaglia a Radio24: “La proprietà privata è sacra”. Dinanzi a questo banalissimo proclama solo l’associazione dei proprietari, la Confedilizia, esplode di gioia (ma né Salvini, né Confedilizia ricordano che negli ultimi anni a causa della crisi gli sfratti per morosità con intervento di forza pubblica si sono moltiplicati in modo esponenziale, soprattutto nelle aree metropolitane dove la tensione abitativa è più forte). Salvini non ricorda, o finge di non ricordare, che l’Italia, anche grazie alla Lega di governo nell’era Berlusconi, ha vissuto un decennio di crisi devastante e che per centinaia di migliaia di famiglie è stato difficilissimo se non impossibile pagare un affitto (figuriamoci un mutuo alle banche). Né Confedilizia rammenta nel suo comunicato di esaltazione della circolare di Salvini sugli sgomberi gli abusi effettuati dai proprietari sui propri inquilini, a partire ad esempio dalle condizioni capestro di appartamenti per lo più fatiscenti (talvolta vere e proprie topaie) dati in affitto a studenti fuori sede per cifre astronomiche (in media a Milano, ad esempio, 500 euro per un posto letto. Ma a Salvini gli studenti fuori sede non interessano).

Il nuovo nemico di Salvini: l’inquilino moroso, a prescindere dalle condizioni reali di vita, e dalle leggi

La verità è che Salvini si è inventato un nuovo nemico: l’inquilino moroso, a prescindere dalle sue condizioni. Ecco come ancora oggi risolve la questione, che ha indignato sindaci, movimenti per il diritto alla casa, associazioni degli inquilini: “se c’è un margine ridotto di occupazioni abusive di persone in vera difficoltà, allora è giusto che il Comune garantisca un’alternativa prima dello sfratto. Ma nella stragrande maggioranza delle occupazioni di case private e alloggi privati gli abusivi devono essere buttati fuori, senza che il sindaco debba garantirti un alloggio alternativo, o diventeremo la capitale mondiale delle occupazioni abusive. Dobbiamo riportare normalità e merito”. Come si diceva, nessun cenno alle “astuzie” di certi proprietari, per cui ci si chiede come mai analoga durezza Salvini non la eserciti contro proprietari evasori fiscali, proprietari che impongono contratti irregolari, ed altre forme di illegalità diffuse.

Alfonso Gianni: “Salvini mente, la proprietà non è sacra in Costituzione. Se non la conosce si dimetta, lui e il suo governo”

Davvero la “proprietà è sacra” come dice Salvini? “Non è vero”, scrive ad esempio Alfonso Gianni. E così argomenta: “per Stefano Rodotà, la cui mancanza si sente ogni giorno di più, invece era ed è un ‘Terribile diritto’, così titolò uno dei suoi primi libri, traendolo da una citazione di Cesare Beccaria che definiva la proprietà privata un “terribile, forse non necessario diritto”. Gianni prosegue: “Non pretendiamo che Salvini abbia letto Beccaria o Rodotà, ma pretendiamo che un ministro conosca la Costituzione, su cui ha giurato. In altre parole né l’iniziativa economica, né la proprietà privata sono valori assoluti e tantomeno sacri, ma sottoposti a vincoli sociali. Al punto che” nella Costituzione “si prevede la possibilità di espropriazione ‘per motivi di interesse generale’. In questo governo c’è chi parla di sacralità della proprietà e chi di nazionalizzazione (vedi ponte di Genova). Ma in concreto si ingiunge ai prefetti di provvedere agli sgomberi senza predisporre soluzioni alternative. Un ministro che non conosce la Costituzione e la viola nei suoi atti – e il Quirinale non dovrebbe assistere passivo a tale scempio – se ne deve andare. Lui e il suo governo”.

La rabbia dei sindaci. De Caro, Bari, presidente Anci: “Salvini scavalca i Comuni e le norme”

E sulla circolare diramata dal ministero dell’Interno contro le occupazioni abusive di case e uffici, interviene Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente nazionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni. “Una circolare – dichiara il sindaco di Bari – non può superare un decreto, una norma. E la norma prevede che lo sgombero avvenga in maniera pianificata, all’interno di un tavolo che è il coordinamento metropolitano dove il prefetto insieme ai sindaci, alle forze dell’ordine, alla Regione programma e pianifica uno sgombero cercando di dare soluzioni alternative a chi vive una condizione di fragilità, a chi vive una condizione di disagio dal punto di vista economico e sociale”. Altro problema della circolare, evidenzia il numero uno dell’Anci e sindaco di Bari, una delle città più colpite dalla crisi e quindi dalla tensione abitativa: “è il monitoraggio, il censimento che non può essere fatto dagli assistenti sociali: non è una loro competenza. Lo farà la polizia locale come ha sempre fatto, con il supporto quando serve delle forze dell’ordine. L’importante è non lasciare per strada delle persone che vivono una condizione di fragilità”. “Quindi non si può prima sgomberare a cura del prefetto e poi lasciare il cerino nelle mani dei sindaci. Questo non è possibile. Il comitato metropolitano per la sicurezza urbana deve occuparsi della pianificazione degli sgomberi”, conclude.

La rabbia dei Comuni. Majorino, Milano, assessore alle politiche sociali: “sgomberi indispensabili solo quando c’è il delinquente, non la mamma coi bambini”

“La ‘direttiva’ di Salvini (e non è un’uscita sui social..) sugli sgomberi immediati degli abusivi è folle perché avviene senza alcun tipo di soluzione alternativa offerta a enti e istituzioni, che già spesso si fanno in quattro per tentare di liberare alloggi occupati senza creare nuovi senzatetto”, scrive su Facebook l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, commentando la direttiva del Viminale sugli sgomberi. “Ma il governo non doveva occuparsi degli ‘italiani poveri’? – prosegue Majorino -, perché in vari casi si tratta di italiani, italianissimi. Che evidentemente vengono già dimenticati quando non c’è di mezzo il migrante. Invece degli sgomberi di massa, il governo dovrebbe ribaltare soggetti come Aler e poi mettere in campo enormi investimenti e nuove regole per recuperare le migliaia di case vuote (spesso non agibili oppure troppo ‘piccole’) presenti nelle città” continua il post dell’assessore, che conclude con una precisazione: “Lo dico evidentemente sapendo che a volte gli sgomberi sono indispensabili, ma quando c’è di mezzo il delinquente, non la mamma coi bambini”.

Paolo Cento, LeU: “si apra la via ad una pace abitativa”

“La nuova circolare del Ministro Salvini sugli sgomberi degli edifici occupati dai senza-casa rischia di aprire una nuova stagione di tensioni sociali e metterà migliaia di famiglie in mezzo alla strada”, afferma Paolo Cento di Liberi e Uguali. “Gran parte di queste occupazioni, almeno a Roma consolidate da anni, – prosegue l’esponente di Leu – sono maturate in edifici pubblici o di enti pubblici spesso abbandonati e non utilizzati. La proprietà privata quindi non c’entra nulla!”. “Si faccia allora – conclude Cento – la mappa di questi edifici pubblici e si apra la via ad una pace abitativa attraverso il riconoscimento di queste realtà e la loro sanatoria”.

Cgil Roma e Lazio e Sunia: “mai tanto cinismo verso la povertà”

Sul piede di guerra contro la circolare Salvini anche la Cgil di Roma e del Lazio e il Sunia, il sindacato degli inquilini. “La recente circolare è una follia”, scrivono le due organizzazioni sindacali in una nota, “ed è il presupposto per tensioni sociali, in una città la cui amministrazione si sta contraddistinguendo per la sua opacità di direzione. Una follia, perché procedere agli sgomberi senza preventivamente definire misure alternative significa abbandonare le famiglie in mezzo alla strada. In un passaggio della circolare infatti si afferma che ‘l’esecuzione degli sgomberi forzati può certamente determinare immediati, ma evidenti e limitati turbamenti dell’ordine pubblico’. Mai avevamo assistito a tanto cinismo, dal considerare la povertà una colpa e l’emergenza abitativa una questione di ordine pubblico”. Inoltre, “A fronte del finanziamento regionale di 200 ml per l’emergenza abitativa, abbiamo provato inutilmente a costruire con l’attuale amministrazione comunale un percorso virtuoso finalizzato ad individuare soluzioni ad un problema strutturale e non più emergenziale, coinvolgendo tutti i soggetti rappresentativi della città (sindacati, rappresentanti degli inquilini, movimenti per la casa e costruttori romani) e vanificato solo per un ‘legalismo’ assurdo e sbagliato da parte dell’assessorato al Patrimonio del Comune”. Infine, “con questa soluzione il ministero regala un provvedimento ad hoc all’amministrazione della città di Roma, che si è piegata alla volontà degli interessi più forti, quegli interessi che non si manifestano mai in modo aperto e trasparente ma che condizionano e influenzano le scelte politiche e che soprattutto investono la sfera privata e mai quella collettiva”.

Insomma, dopo i migranti, gli ex parlamentari e il loro vitalizio, i concessionari autostradali, ecco spuntare all’orizzonte del governo un nuovo fronte d’attacco, un’altra nuvola di fumo per non parlare del problema vero sul tappeto: l’economia, lo spread che oggi supera i 290 punti, il debito pubblico, e gli investimenti keynesiani annunciati ma non ancora concretizzati. Questo ministro dell’Interno se ne deve andare, insieme col suo governo.

Share