Ilva. Reso pubblico il parere dell’Avvocatura: per annullamento gara non basta illegittimità, serve interesse pubblico. Calenda: “Di Maio si dimetta”

Ilva. Reso pubblico il parere dell’Avvocatura: per annullamento gara non basta illegittimità, serve interesse pubblico. Calenda: “Di Maio si dimetta”

Partendo dal presupposto che una procedura come quella della cessione dell’Ilva ad Arcelor Mittal non può essere annullata, seppure si dimostrasse che è illegittima, a meno che non sia riscontrato un interesse pubblico prevalente, l’Avvocatura dello Stato indica che, nel caso specifico, l’interesse pubblico superiore potrebbe essere rintracciato nella tutela ambientale e nella salute pubblica. Il giudizio emerge dal parere che l’Avvocatura ha scritto su richiesta del ministro dello Sviluppo economico e vicepremier, Luigi Di Maio, e pubblicato oggi sul sito del Mise.

Già in una sentenza della Corte Costituzionale nel 2013 sulla questione Ilva, l’Avvocatura ricorda come ‘la Corte poneva, in ottica di bilanciamento degli interessi, una particolare attenzione al rapporto tra valori costituzionalmente tutelati, con particolare riguardo alle esigenze di tutela ambientale e salute pubblica’. Tali esigenze, si spiega ancora nel parere, sono ‘recepite a livello eurounitario con provvedimenti volti a prevenire o altrimenti riparare il danno ambientale alle specie e agli habitat naturali protetti, all’acqua e al suolo. La tutela ambientale, infatti, in uno con la salute pubblica si ergono a principi guida dell’azione degli Stati membri’.

Alla luce di questo, conclude l’Avvocatura, ‘e tenuto conto del necessario bilanciamento tra esigenze costituzionalmente tutelabili, potrà valutarsi e individuarsi l’interesse pubblico preminente da porre a fondamento dell’azione amministrativa’.  Intanto, in un documento pubblicato sul sito del ministero si legge che il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha formalmente chiuso il procedimento di gara dichiarando “di non procedere all’annullamento”. Il documento è stato inviato alla società Am Investco Italy e per conoscenza ai commissari Ilva. Nell’atto si legge che ‘pur sussistendo profili di illegittimità’ della procedura, comunque non riconducibili ad Arcelor Mittal, i risultati conseguiti con la stessa in termini di ‘impatto sociale, economico, occupazionale, ambientale e di tutela della salute, non possono, nell’esercizio di bilanciamento dei diversi interessi che la legge impone di effettuare, non ritenersi prevalenti, nel caso in specie, rispetto alla esigenza, sia pur meritevole di tutela, del ripristino della legalità violata’. Inoltre, si nota come già rilevato dall’Avvocatura dello Stato nel suo parere, ‘la cordata risultata non aggiudicataria della gara in esame risulta, allo stato dei fatti sciolta, dal momento che AcciaItalia spa è stata posta in liquidazione e successivamente cancellata dal Registro delle imprese e di conseguenza un eventuale annullamento degli atti con retrocessione del procedimento alla fase dei rilanci non avrebbe ormai alcun effetto utile’.

“Chiaro ora perché Di Maio ha tenuto segreto il parere! L’Avvocatura conferma in pieno parere precedente su rilanci. Eccesso di potere ci sarebbe stato se non si fosse tenuto in conto interesse pubblico. In un paese Serio un Ministro che distorce un parere istituzionale si dimette”, commenta su Twitter l’ex ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda. Calenda allega anche due pagine del parere dell’Avvocatura segnando con un evidenziatore rosso i passaggi cruciali. “Leggendo le 36 pagine di parere dell’ Avvocatura dello Stato sulla gara Ilva capisco perche’ (il vicepremier) Luigi Di Maio l’abbia tenuta nel cassetto dal 21 agosto ad oggi”, e questo, in un tweet, il commento del segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli, che ha firmato l’accordo su Ilva, col quale attacca il vicepremier e ministro dello Sviluppo.

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