Genova. Seconda informativa al Parlamento per Toninelli, che dice “di aver subito pressioni, interne ed esterne”. Le opposizioni insorgono, “denunci i fatti in procura”. Gli sfollati ricevuti dal sindaco

Genova. Seconda informativa al Parlamento per Toninelli, che dice “di aver subito pressioni, interne ed esterne”. Le opposizioni insorgono, “denunci i fatti in procura”. Gli sfollati ricevuti dal sindaco

Bagarre nell’Aula della Camera dei deputati dove il ministro delle Infrastrutture ha illustrato la seconda informativa sul crollo del ponte Morandi a Genova, dopo quella di lunedì 27 agosto. La bagarre è stata suscitata non solo dall’articolato discorso di Toninelli, che sugli interventi per Genova e sulla revoca delle concessioni ha ribadito una serie di posizioni già espresse e note, ma soprattutto sulla sua denuncia di interventi e “pressioni” per non rendere pubblici i contratti di concessione. Denuncia che senza nomi e cognomi non serve a nulla. E non è passata inosservata ai banchi dell’opposizione. “Nonostante le pressioni, interne ed esterne, che abbiamo subito, abbiamo messo a disposizione della collettività atti che tanti cittadini nel corso degli anni hanno richiesto all’Amministrazione, vedendosi sempre sbattere portoni in faccia”. E’ questa la dichiarazione del ministro Danilo Toninelli, durante l’informativa sul ponte Morandi, che ha scatenato tensioni in aula alla Camera. Le opposizioni hanno chiesto al ministro di chiarire le sue affermazioni: “Quali pressioni interne ed esterne ha ricevuto? Faccia i nomi. Potremmo essere in presenza di un reato”, ha detto Maurizio Lupi di Ncd. E poi l’ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando, si è rivolto al presidente della Camera, Roberto Fico, per invitarlo a inviare i verbali della seduta alla magistratura: “Presidente, lei è tenuto a inviare il verbale della seduta odierna all’autorità giudiziaria perchè il ministro Toninelli ha diritto di essere tutelato per una condotta sanzionata dal codice penale”. “I verbali” delle sedute della Camera “sono pubblici”, è stata la replica di Fico.

Roberto Speranza, LeU: “da Toninelli toni e argomenti da rissa”. Fiano, Pd: “Toninelli vada in procura”

“Di fronte alla tragedia del crollo del ponte Morandi di Genova ci saremmo aspettati un atteggiamento unitario da parte del Ministro Toninelli”. Questo il commento rilasciato dal coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali, Roberto Speranza, conversando in Transatlantico. “Invece – prosegue Speranza -, il ministro dei Trasporti si è presentato alla Camera tenendo un discorso con toni e argomenti da rissa, dimostrando una toltale mancanza di senso dello Stato e delle Istituzioni. L’Italia e Genova avrebbero meritato di piu'”, ha aggiunto Speranza. Da parte sua, Emanuele Fiano giudica “un fatto gravissimo quello che Toninelli racconta. Un ministro annuncia candidamente di avere subito indebite pressioni, annuncia di aver subito un possibile reato. Se fosse vero avrebbe tutta la nostra solidarietà e il nostro appoggio in una sua conseguente azione di denuncia penale. La nostra posizione è semplice: il Ministro ha presentato una denuncia penale? Silenzio”. Inoltre, aggiunge Fiano, “perché il Ministro non può parlare esplicitamente? Qualcuno potrebbe pensare che il silenzio sia conseguenza di un ricatto o magari che il Ministro voglia lanciare messaggi occulti nei confronti di chi avrebbe fatto le pressioni”.

Francesco Paolo Sisto, Forza Italia, e avvocato: “il pubblico ufficiale è obbligato a presentare denuncia in caso di reati penali”

“L’articolo 331 del codice di procedura penale obbliga il pubblico ufficiale, laddove vi siano segnali di reato, a trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica. Questo è un obbligo dal quale immagino lei, Presidente, non intenda sottrarsi”. Così il deputato di Forza Italia e Capogruppo in Commissione Affari Costituzionali, Francesco Paolo Sisto, intervenendo nell’Aula di Montecitorio sull’ordine dei lavori nel corso delle comunicazioni del governo sul crollo del ponte Morandi di Genova. “La pubblicità degli atti- ha aggiunto Sisto- non esime il pubblico ufficiale che abbia contezza di reati dall’immediata trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica, che potrebbe non averne conoscenza nonostante la formale pubblicità dei lavori parlamentari. Credo, dunque, che la richiesta di adempimento all’obbligo di denuncia sia doverosa e che, ove non fosse esaudita, potrebbero configurarsi responsabilità di tipo omissivo che, mi auguro, nessuno intenda assumersi. Convinto che in quest’Aula regni il rispetto delle regole, la invito caldamente a dare seguito a questa richiesta relativa a quanto incredibilmente affermato dal Ministro Toninelli”.

Sono cinque le risoluzioni presentate nell’Aula della Camera sulle comunicazioni rese dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli relativamente al crollo del Ponte Morandi. M5S e Lega hanno presentato un documento unico; gli altri sono di Pd, Fdi, Leu ed Fi.

Cgil Genova e Liguria: attenzione a deroghe diritti di chi lavora  

“Siamo tutti d’accordo che nella ricostruzione del Ponte Morandi il fattore tempo è determinante, ma occorre prestare attenzione perché non potranno essere accettabili logiche derogatorie che penalizzano i lavoratori degli appalti mettendo a rischio l’esecuzione delle opere. Pertanto, proprio perché di fronte alla tragedia che ci ha colpito dobbiamo fare presto e bene, nel rivendicare misure eccezionali e di urgenza, confermiamo la nostra piena disponibilità ad affrontare con gli strumenti della contrattazione tutte le difficoltà che questa fase straordinaria ci proporrà”. Così, in una nota, Ivano Bosco e Federico Vesigna, segretari generali di Cgil Genova e Liguria. I sindacalisti ricordano che, “in queste settimane seguite al crollo del Ponte Morandi, l’imperativo per la città di Genova e la regione Liguria è stato quello di far presto”. “Sin da subito – fanno notare – si è registrata una reazione positiva di tutta la comunità che è quotidianamente impegnata a ricercare le soluzioni per garantire il ripristino di condizioni accettabili di vivibilità, lavoro, mobilità. Il sindacato si è messo immediatamente a disposizione per agevolare tutti quei processi che possano contribuire a gestire l’emergenza: dal porto all’edilizia, alle problematiche legate al credito (mutui), sino ad arrivare agli orari flessibili per tante aziende private e per il sistema dei servizi del pubblico impiego”.”Quello che però deve essere chiaro, anche al presidente Toti che oggi torna sulle norme per superare il Codice appalti, è che da questa tragedia -continuano i sindacalisti- deve nascere il riscatto di una città che già troppo ha pagato. Il concetto di superamento delle regole deve essere attentamente esplicitato: il codice infatti tutela anche le questioni legate alla sicurezza e ai diritti dei lavoratori e tutela le opere dalle infiltrazioni mafiose. E’ evidente come una situazione straordinaria imponga una iniziativa straordinaria che deve però esaurirsi nel rapido affidamento e avvio dei lavori”.

Intanto, sollecitati anche da una delegazione di sfollati, Comune e Regione chiedono al governo la legge speciale per Genova

Il consiglio regionale della Liguria e quello comunale di Genova, riuniti in seduta congiunta oggi sull’emergenza di ponte Morandi, hanno approvato all’unanimità l’ordine del giorno contente la richiesta al governo di una legge speciale per Genova. Nel documento si impegnano il sindaco e il presidente della giunta regionale a chiedere una legge che snellisca le procedure per l’affidamento dei lavori di progettazione e di esecuzione delle opere di ricostruzione del viadotto verificando se ci siano le condizioni per prevedere per il periodo dell’emergenza, la sospensione del pagamento di mutui, tributi, contributi e premi, l’indicazione di un Commissario straordinario per la ricostruzione. Tra i punti da verificare anche se esistano condizioni per prevedere strumenti come la Zes, Zona economica speciale, che prevedano finanziamenti e misure specifiche di carattere economico e fiscale, compresi strumenti di integrazione salariale a favore delle attività economiche coinvolte e l’attivazione di specifici ammortizzatori sociali. “Ci siamo autoconvocati stamani, nessuno ci ha invitato al consiglio congiunto. C’era tensione. Ora le cose sono state chiarite. Abbiamo bisogno delle istituzioni”. Lo dicono gli sfollati dell’area di ponte Morandi dopo un incontro con il sindaco di Genova Marco Bucci. Stamani gli sfollati si sono presentati in consiglio regionale, alcuni sono entrati nei posti per il pubblico, altri sono stati accolti, in un secondo momento, in una sala munita di schermi per seguire il dibattito. Il sindaco ha promesso monitoraggio del ponte, garanzie di entrata nelle case e regole per gli indennizzi. “Il sindaco ci ha dato un percorso che abbiamo condiviso – ha detto un portavoce del comitato degli ex-abitanti di via Porro, Franco Ravera -. In settimana ci sarà un monitoraggio strumentale del manufatto per vedere variazioni strutturali o meno. Qualora gli strumenti facessero rilevare che non ci sono spostamenti e criticità, pur nella precarietà del manufatto, il sindaco si accollerebbe l’onere di modificare l’ordinanza sindacale e permetterci in certe fasce orarie, con accompagnamento dei vigili e con opportune strumentazioni, come piani elevatori, di entrare nelle case a togliere quanto possibile”. Ravera ha aggiunto che “prima di un’eventuale demolizione, il sindaco si impegna a definire parametri di indennizzo per le case che verranno buttate giù. Le case che ci vengono attribuite adesso sono temporanee, non è il nostro alloggio. Noi vogliamo ricostruire la nostra casa e la nostra comunità dove possibile. Oggi non sappiamo nulla”.

E tra il governatore ligure Toti e il vicepremier Di Maio scoppia la rissa sui soldi agli sfollati

“Gli sfollati sono in balia delle elemosine di Di Maio perché i soldi che ricevono sono quelli decisi dal governo, quindi da Di Maio stesso. Se pensa che siano pochi, li aumenti subito, noi siamo più che d’accordo”. Così il governatore della Liguria e commissario per l’emergenza di Ponte Morandi, Giovanni Toti, ha risposto alle ultime dichiarazioni del vice premier Luigi Di Maio, secondo cui gli sfollati sarebbero stati lasciati in balia dell’elemosina di Autostrade. “Le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case -ha ricordato il governatore- stanno tutte avendo un alloggio pubblico. E a tempo di record, grazie a Comune e Regione. Mentre di Maio esternava alla stampa -ha sottolineato Toti- il sindaco ed io eravamo riuniti con gli sfollati, per chiarire tutti i dubbi e le comprensibili apprensioni. Per aiutare Genova servono meno polemiche e più fatti concreti. Noi -ha concluso il commissario per l’emergenza- aspettiamo le leggi che ci consentano di aprire e accelerare cantieri, risarcire cittadini e imprese e ricostruire il ponte”.

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