Bilancio. Tre giorni all’alba per presentare il Def, manovra economica in alto mare. Fornaro (Leu): il governo brancola nel buio. Martina (Pd): daremo battaglia. Scontro tra Salvini e Di Maio. Per Casalino il giornalismo è un optional

Bilancio. Tre giorni all’alba per presentare il Def, manovra economica in alto mare. Fornaro (Leu): il governo brancola nel buio. Martina (Pd): daremo battaglia. Scontro tra Salvini e Di Maio. Per Casalino il giornalismo è un optional

Mancano tre giorni all’alba. Una volta, oggi non sappiamo se questa consuetudine esiste ancora, i  soldati  di leva segnavano sul calendario, giorno dopo giorno, quanto mancava al congedo. E, appena alzati, gridavano forte, in coro, quando sarebbero tornati “borghesi”. Sarebbe il caso che i ministri del governo gialloverde, insieme al presidente del Consiglio, rammentassero che mancano “tre giorni all’alba” per far conoscere al popolo italiano la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza con la quale per esempio si deve indicare la flessibilità previdenziale  da inserire nella legge di Bilancio che deve essere presentata entro la metà di ottobre. Il governo, come dice il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro, “ brancola nel buio”. Sul pallottoliere che si dice sia presente in una delle stanze di Palazzo Chigi e in una del Mef, il ministero dell’Economia e Finanza si fanno ipotesi per quanto riguarda le pensioni, si parla di   somma 100 formata dagli anni della persona, 62, 63, 64,  bravo chi ci azzecca e gli anni di contributi, 40, 42 o anche 36 per cessare l’attività. Il ministro Tria è alle prese con un rebus di difficile soluzione, come far quadrare i conti e insieme dare attuazione al contratto di governo, targato Lega e M5s, dividendo  equamente fra i due vicepremier Salvini e Di Maio il “quantum” disponibile.

Il presidente Conte da San Giovanni Rotondo spera in un miracolo di Padre Pio

Nel frattempo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, spera in un miracolo e si reca a San Giovanni Rotondo, in visita al presidio riabilitativo “Gli Angeli di Padre Pio”, fa sfoggio della medaglietta di Padre Pio, ed ai giornalisti dice “La manovra non deve essere miracolosa, ma laicamente coraggiosa e utile al Paese. Sarà razionale, ben impostata e costruita”. Gli fa eco il vicepremier Salvini quello che quando comizia da qualche palco tiene in mano un rosario. “La legge di bilancio? Una cosa – dice – è importante: che sia coraggiosa. Se lo sarà, e lo sarà, gli zero virgola di deficit in più non conteranno niente”. Conte aggiunge anche: “Fiducia in Tria? Ho la massima fiducia in tutti i ministri e in chi lavora alla manovra”. Appena arrivato dalla Cina, Di Maio non manca di attaccare  funzionari e dirigenti ministeriali. Ci penserà lui. E da Palazzo Chigi fanno sapere che proprio per  seguire l’iter della legge di Bilancio a partire dal Def Conte ridurrà la presenza a New York dove interverrà al Consiglio dell’Onu rinunciando a una visita di quattro giorni in Usa. Lunedì parteciperà al Consiglio dei ministri che dovrà dire la parola definitiva sulla manovra. Sempre da San Giovanni Rotondo Conte dice di “aver letto qualche polemica” ma niente di che, riferendosi alla guerriglia scatenata dal suo portavoce, contro i funzionari, i dirigenti del ministero dell’Economia, accusandoli di ogni male del mondo perché  boicotterebbero il lavoro del governo, leggi Conte,  sulla  manovra favorendo Salvini, leggi flat tax in particolare e boicottando Di Maio, leggi reddito di cittadinanza.

Ancora attacchi  ai funzionari e dirigenti del ministero dell’Economia

Il Di Maio rafforza le accuse del portavoce Rocco Casalino che vuole cacciare tutti i funzionari del ministero e lo stesso Ragioniere generale dello Stato. Non solo, il Casalino se la prende con i giornalisti che hanno diffuso quanto lui gli ha detto. È la prova che questo “portavoce”, che guadagna una paccata di euro,  di giornalismo  e di giornalisti  non ha alcuna conoscenza. Tantomeno di informazione che è cosa ben diversa dalla propaganda. Se tu come ha fatto il Casalino, in confidenza, ai due giornalisti fai sapere come la pensi sui funzionari, sui dirigenti del ministero, dai  loro una ghiotta notizia. Sarebbe stato strano che  se la tenessero ben stretta, magari insieme ad un rosario. La nostra sensazione è che, in vista del fallimento della manovra, si cerchi di dare la colpa ai funzionari che avrebbero boicottato il lavoro politico. Barzelletta, tanto che Tria ha ribadito che le scelte politiche le fanno i ministri. Cosa ribadita anche, guarda caso, dal presidente Conte. Che però ha aggiunto alcune frasi fra cui questa: “Le strutture amministrative e burocratiche sono al servizio delle iniziative che facciamo, spetta a noi dare l’indirizzo, sollecitare le risposte tecniche che sono funzionali” al programma di governo. Insomma, “il dialogo è serrato”. Per quanto riguarda le “strutture amministrative” non ci pare corretto, anzi sminuisce il valore del loro lavoro, dire che “sono al servizio delle iniziative che facciamo”. Più corretto affermare il valore e il significato dell’apporto che possono e devono dare alle strutture politiche impegnate nel governo del Paese. Ovviamente Casalino la pensa diversamente e ne siamo contenti. Sempre da Conte apprendiamo che il “ dibattito è serrato”.

I vicepremier: un po’ più di deficit non guasta. Stop da Bankitalia

Lo dice anche Tria che deve fare buon viso a cattiva sorte come quando  sente affermazioni del Di Maio e del Salvini che un po’ più di deficit non guasta. A loro che confondono deficit, debito, rapporto fra deficit e Pil, incompetenti, risponde il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, sottolineando che “il debito può diventare insostenibile. Alla luce dello scontro verbale fra i ministri, non inventato dai giornalisti come si evince proprio dalle loro dichiarazioni, l’uno contro l’altro armati, guerra aperta fra Leghisti e Pentastellati, risulta incomprensibile, oppure invece è  comprensibile. Un segnale della crisi virtuale di questo governo giallo verde viene proprio da una dichiarazione del ministro Savona il quale dice: “Nel gruppo di lavoro che sta lavorando alla legge di bilancio c’è molta armonia. Io non so come mai poi fuori io mi trovo la  disarmonia… io dentro sto parlando con i colleghi”. Si riferisce  il Savona al gruppo di lavoro  formato dal premier Giuseppe Conte, i ministri Tria, Moavero, i due vicepremier Di Maio e Salvini e lui stesso Savona . “Li ho trovati sorprendentemente ragionevoli – ha aggiunto Savona – non sono incoscienti i politici. Nel senso che discutono con me quando gli poniamo dei problemi. L’esercizio che stiamo facendo ed è già in una fase abbastanza concreta è di cercare di riequilibrare spese correnti e spese di investimenti per cercare di puntare al 2%. Poi non ci arriviamo? Ci saranno le note di aggiornamento”. Proprio questo è il punto. Salvini e Di Maio hanno interessi del tutto divergenti, clientele diverse cui rispondere, promesse elettorali diverse fatte agli elettori. È in questo quadro che si muovono le opposizioni. Il segretario del Pd, Maurizio Martina annuncia che il Pd presenterà “una controproposta” sulla Manovra e darà “battaglia”. “Temo i condoni per gli evasori, il debito pubblico sulle spalle dei giovani e una Manovra che non serve agli italiani che dovrebbe avere al centro – prosegue Martina – i giovani, le famiglie, la lotta alla povertà e il sostegno agli investimenti. Non ci dovrebbero essere misure che rispondono più al bisogno di propaganda di Lega e Cinque Stelle”. “Ma quello che abbiamo visto sino ad ora”, ha insistito, “è il condono per gli evasori scaricato sulle spalle dei contribuenti onesti e debito pubblico scaricato sulle spalle dei giovani”.

Brunetta (Fi). Con la crisi nati populismi, sovranismi, movimenti pericolosi

Renato Brunetta (Forza Italia) sottolinea in un intervento critico che “ci stiamo avvicinando pericolosamente verso una nuova recessione economica. Sono più di 10 anni che viviamo dentro una crisi  che ha attaccato certamente la nostra economia, ma soprattutto la nostra democrazia. Non è un caso che parallelamente allo scoppio della crisi siano nati, in Europa, i populismi, i sovranismi e i movimenti dell’antipolitica, e nello specifico dell’Italia, movimenti come quello dei 5 Stelle. In questi 10 anni, insomma, stiamo diventando tutti brutti, sporchi e cattivi”.

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