Salvini impone al Viminale “Madre” e “Padre” sui moduli per le carte d’identità elettroniche dei minori. Indignazione generale contro barbarie e oscurantismo del ministro

Salvini impone al Viminale “Madre” e “Padre” sui moduli per le carte d’identità elettroniche dei minori. Indignazione generale contro barbarie e oscurantismo del ministro

Non hanno fatto in tempo a placarsi le polemiche seguite al vertice di Palazzo Chigi sui conti pubblici, che Salvini ne apre un’altra, di cui davvero non si sentiva il bisogno. O forse è il classico fumo mediatico che punta a nascondere la vera questione, quella dell’economia, dell’Italia che stenta a crescere, della manovra di aggiustamento e della legge di stabilità, che già contabilizza 25 miliardi, le difficoltà a mettere mano alla legge Fornero, le indecisioni sull’Ilva, il pacchetto sul lavoro che non funziona, e infine l’indignazione del mondo democratico contro le disposizioni di Salvini sui migranti da rispedire nei lager libici. Venerdì, mentre milioni di italianai prendevano finalmente il volo per andarsene in vacanza, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini dà disposizione agli uffici del Viminale per cambiare la modulistica per la nuova carta di identità elettronica. In un’intervista alla testata cattolica online La Nuova bussola quotidiana, il vicepremier e ministro dell’Interno chiarisce le sue posizioni sui temi etici e annuncia le politiche del governo giallo-verde per “difendere la famiglia naturale”. Si parte dai moduli per richiedere la carta di identità elettronica per i figli minori: “La settimana scorsa mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell’Interno, sui moduli per la carta d’identità elettronica c’erano ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione ‘madre’ e ‘padre’. È una piccola cosa, un piccolo segnale, però è certo che farò tutto quello che è possibile al ministero dell’Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione. Utero in affitto e orrori simili assolutamente no”. Salvini si dice pronto a “esercitare tutto il potere possibile” per difendere la “famiglia naturale, fondata sull’unione tra un uomo e una donna”. L’obiettivo che si pone il ministro dell’Interno è “introdurre il concetto di quoziente familiare, in modo da premiare la natalità e la scommessa sul futuro. Intanto il primo obiettivo è sostenere la parte produttiva attraverso un abbassamento delle tasse: se già riusciamo ad aiutare le partite Iva, i produttori, i commercianti, gli artigiani, i piccoli imprenditori, è un primo passo. Anche loro sono padri e sono madri, un euro di tassa in meno è un euro in più per i figli”.

La conferma del carattere di ultradestra delle posizioni di Salvini, nelle sue repliche, e nel sostegno del ministro Fontana e del Family Day 

E dinanzi alle reazioni che questo annuncio-decisione suscita, Salvini risponde come un novello gerarca: “Per la sinistra, difendere il concetto di mamma e papà significa essere ‘trogloditi’. Allora sono orgoglioso di essere un troglodita!”, scrive su Twitter il ministro dell’Interno. E chi gli fa da sponda? Immediatamente il suo collega alla Famiglia, Lorenzo Fontana, che non aspettava altro: “La famiglia, la nostra priorità. Grazie Matteo Salvini”, scrive su Facebook. E applausi dal leader del movimento del Family Day, gli anacronistici e reazionari cattolici di Gandolfini, da sempre violentemente nemici delle famiglie arcobaleno e delle unioni civili. Inoltre, si registra l’assoluto silenzio dei grillini, che subiscono senza fiatare qualunque decisione del leader della Lega, anche in questo caso presa secondo caratteristiche dittatoriali. In questa vicenda, la subalternità culturale dei 5Stelle a Salvini in materia di diritti civili, migranti, diritti umani violati, forme di razzismo, appare evidente, e tocca elementi di vera e propria complicità, o collusione. Sono al governo assieme, e se Salvini dà una disposizione demenziale agli uffici anagrafe dei Comuni, che ha sollevato mille reazioni legittime, i 5stelle hanno l’obbligo di dire da che parte e con chi stanno.

Le reazioni indignate di Monica Cirinnà, e di Flc Cgil e Cisl scuola. “La modulistica imposta da Salvini danneggia i diritti degli alunni”

Certo ha ragione Monica Cirinnà, che ha dato il nome alla legge della scorsa legislatura sulle unioni civili, quando scrive su Twitter: “Non sarà un Matteo Salvini qualunque con il suo 17%, a togliere ai bimbi delle famiglie Arcobaleno le loro 2 mamme o 2 papà! Il ministro retrogrado e fascistoide ha solo aggravato la burocrazia. Ma stia ‘tranquillo’ l’amore vince sempre”. Ed hanno ragione i leader di Flc Cgil, Sinopoli, e della Cisl Scuola, Gissi, quando, interpellati dalle agenzie di stampa sui riflessi nelle scuole di queste demenziali decisioni di Salvini, auspicano che il Miur non adotti la circolare Salvini, soprattutto per ragioni pedagogiche, di rispetto di ogni bambino, e della loro privacy. Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil, afferma che “la dichiarazione di Salvini corrisponde alla sua campagna elettorale permanente all’insegna della barbarie culturale. Sono convinto che al Miur abbiano cose più serie di cui occuparsi ed eviteranno di commettere una stupidaggine come questa, pensassero a far partire al meglio l’anno scolastico”. Maddalena Gissi, segretario generale della Cisl scuola avverte che  “La modulistica attuale è tesa anche al rispetto della privacy: metterci mano è solo schizofrenia”. E aggiunge: “ancora una volta si entra a gamba tesa in una questione, creando caos. Ma la scuola non deve essere oggetto di schermaglie politiche”, osserva la sindacalista, secondo la quale quindi nell’ambito della modulistica scolastica “non va cambiato nulla né destrutturato quello che è già amministrativamente definito da tempo”.

Una lezione a Salvini da Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center: “la dicitura dei moduli è genitori, senza alcun numero”

“Abbiamo appreso che il ministro dell’Interno Matteo Salvini vuole modificare la dicitura Genitore 1 e Genitore 2 dai moduli di richiesta per la carta di identità elettronica per figli minori. L’attuale dicitura dei moduli è quella di Genitori, senza alcun numero, come si può vedere anche dal sito del ministero perché non esiste un genitore prevalente rispetto a un altro”, osserva Fabrizio Marrazzo portavoce di Gay Center. Quanto “alla richiesta di Salvini di sostituire la dicitura genitori con padre e madre, la troviamo discriminatoria per le famiglie lesbiche e gay, che non solo hanno aspettato anni per vedersi riconosciuti come genitori dai tribunali, ma ora si troverebbero anche impossibilitati ad ottenere i documenti per i propri figli”, osserva Marrazzo. Per il portavoce di Gay Center, “questa scelta va nella direzione di discriminare i bambini togliendogli il diritto di avere i documenti che gli spettano per legge. Pertanto facciamo appello al premier Conte e al sottosegretario Spadafora, per non attuare questa azione discriminatoria che priverebbe molti bambini dei loro diritti”.

Roberto Speranza, coordinatore di Mdp: “Salvini eviti di portare il paese al medioevo” 

“Il ministro dell’interno si occupi della sicurezza nelle nostre città anziché tentare di riportare al medioevo questo Paese” ha dichiarato il coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali Roberto Speranza, intervistato da Rainews24. “Le denominazioni dei campi di cui è composta la nostra carta d’identità non mi sembra una priorità assoluta. Salvini si occupi di criminalità organizzata e di come le forze di pubblica sicurezza possano lavorare al meglio per sconfiggerla. Insomma, caro ministro dell’interno, la campagna elettorale è finita. Adesso governi!”. Gli fa eco il collega di partito, e capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro, che in una nota scrive: “Salvini non perde giorno per riaffermare la leadership della coalizione di governo, con buona pace di Di Maio e del non pervenuto presidente Conte. Per rispetto agli italiani Lega e M5S devono però iniziare a chiamare le cose con il loro vero nome: questo è il governo della restaurazione e non del cambiamento”. Federico Fornaro conclude: “Un governo che vuole riportare indietro le lancette del tempo della cultura e dei diritti”. E per Arturo Scotto, “Salvini con un atto amministrativo prova a cancellare nei fatti migliaia di famiglie arcobaleno. Non passerà. Anni di conquiste sociali e civili non saranno spazzati via dalla propaganda di un troglodita che temporaneamente occupa il Viminale”.

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