Regeni, 200 accademici al Guardian: no a partnership con Egitto

Regeni, 200 accademici al Guardian: no a partnership con Egitto

In una lettera pubblicata sul quotidiano britannico Guardian dal titolo ‘I cinici legami delle università del Regno Unito mettono il profitto davanti ai diritti umani, oltre 200 accademici esprimono preoccupazione per i tentativi del governo di raggiungere partnership fra università britanniche ed egiziane nonostante quanto accaduto a Giulio Regeni e la repressione del dissenso da parte del Cairo. “Le università del Regno Unito e il governo britannico stanno promuovendo partnership fra le alte istituzioni dell’istruzione di Regno Unito ed Egitto. Una serie di memoranda of understanding firmati negli ultimi anni hanno gettato le basi affinché le istituzioni britanniche stabiliscano branche di campus internazionali e altri programmi”, scrivono i firmatari.

“I funzionari del governo e i manager universitari sembrano avere dimenticato che solo due anni fa Giulio Regeni, uno studente PhD di Cambridge, è stato rapito, torturato e ucciso mentre faceva ricerca al Cairo. Giulio è uno dei molti studenti e accademici a essere stato arrestato, torturato, incarcerato e ucciso negli ultimi anni in Egitto, nel contesto di una sempre più ampia campagna di repressione che prende di mira l’opposizione politica, sindacati, società civile, media indipendenti e la professione legale”, prosegue il testo. Poi afferma: “Mettiamo in dubbio la saggezza e la legittimità di questa decisione di fare affari come sempre con un regime autoritario che in modo sistematico attacca ricerca, istruzione e libertà accademica. Non crediamo che le università rappresentate dalla recente delegazione di UK in Egitto possano garantire la sicurezza o la libertà di espressione del suo staff accademico o degli studenti”.

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