Ilva. Dopo l’assemblea dei 62 invitati con un nulla di fatto, Di Maio convoca sindacati e Mittal al Mise lunedì 6. Il governo fa sul serio? Le condizioni di Cgil, Cisl e Uil

Ilva. Dopo l’assemblea dei 62 invitati con un nulla di fatto, Di Maio convoca sindacati e Mittal al Mise lunedì 6. Il governo fa sul serio? Le condizioni di Cgil, Cisl e Uil

I sindacati metalmeccanici si preparano ad andare a Roma per l’incontro che lunedì alle 13 il ministro Di Maio, titolare dello Sviluppo economico e del Lavoro, ha convocato per l’Ilva, presenti sindacati di categoria, commissari Ilva e Am Investco. Solo da fonti vicine ai sindacati si apprende dell’incontro di lunedì e del fatto che Mittal ha chiesto chiarimenti preliminari sulle intenzioni del governo per partecipare al tavolo. E’ la prima convocazione che Di Maio fa specificatamente sull’occupazione dopo che nelle scorse settimane vi sono stati alcuni incontri a più ampio raggio, l’ultimo dei quali si è tenuto al Mise lunedì scorso, presenti oltre sessanta delegazioni tra enti locali, sindacati e associazioni ambientaliste. Sull’occupazione in Ilva, Am Investco e sindacati vengono già da una lunga serie di incontri al Mise, mediati dal governo allora in carica attraverso il ministro Carlo Calenda e la vice Teresa Bellanova. L’ultimo incontro del genere ha avuto luogo il 10 maggio scorso, quando una proposta di mediazione di Calenda è stata respinta da alcune sigle sindacali. Successivamente Am Investco e sindacati, verso fine maggio, si sono incontrati da soli, senza più mediazione del governo, anche perché si era in una fase di avvicendamento tra l’esecutivo uscente e il nuovo, ma come in precedenza le parti non sono riuscite a stringere alcuna intesa nonostante il negoziato abbia compiuto passi avanti. Adesso si riparte al Mise con Di Maio ministro. Ma tutti i sindacati avvertono: non sia una trattativa a vuoto, si stringa sull’occupazione.

Talò, Uilm Uil Taranto: “non faremo una passeggiata a Roma”

“Non siamo disponibili a fare un’ennesima passeggiata a Roma, ne abbiamo già fatte tante a vuoto – commenta Antonio Talò, segretario Uilm Taranto -. Andiamo al Mise, stavolta, con un obiettivo preciso: riprendere la discussione cercando di concludere. Sedendoci al tavolo, però, porremo a Di Maio una domanda molto chiara, direi preliminare a tutto: il governo quali intenzioni ha sull’Ilva, cosa intende fare? Noi non siamo per niente disponibili a fare una trattativa tanto per farla, non siamo disposti ad un negoziato sub iudice nel senso che noi trattiamo con Mittal, superiamo le divergenze, e poi salta tutto perché magari il ministro decide di invalidare la gara dell’anno scorso, a seguito dell’istruttoria avviata, o, addirittura, di chiudere l’Ilva. Prima di ogni discussione, è necessario il massimo della chiarezza. Sono settimane ormai – conclude Talò – che stiamo sollecitando Di Maio ad essere chiaro e a dirci cosa vuole fare dell’Ilva”. “Mittal ha cambiato la sua posizione sugli occupati? Non mi risulta e in ogni caso lunedì verificheremo – aggiunge Talò – anzi, la multinazionale negli ultimi tempi è stata un po’ sulle sue per quanto riguarda l’occupazione, anche perché prima vuole vedere come va a finire tutta la vicenda”.

D’Alò, Fim Cisl Taranto: “il governo e Di Maio devono dirci cosa vogliono fare, quale idea hanno sul futuro dell’Ilva”

“Noi vogliamo fare una discussione serrata e costruttiva, vogliamo arrivare ad un’intesa – sostiene Valerio D’Alò, segretario Fim Cisl Taranto – ma il governo e Di Maio devono dirci cosa vogliono fare, quale idea hanno sul futuro dell’Ilva, se è un’idea di continuità produttiva, di chiusura, o se la gara deve essere azzerata e rifatta. Il ministro ha detto che l’ultima offerta di Mittal per il risanamento ambientale e l’occupazione non lo convince, la ritiene inadeguata rispetto alle aspettative del governo. Noi lunedì – aggiunge D’Alò – chiederemo come evolve, a questo punto, l’aspetto ambientale, quali ulteriori cose si possono fare e che il governo ritiene vadano fatte, e poi qual è la linea di Di Maio sull’occupazione. Ricordo che lunedì non partiamo da zero. Abbiamo discusso tanto nei mesi scorsi e a fine maggio un significativo passo avanti l’avevamo compiuto, nel senso che sulla parte salariale e sulla parte variabile della retribuzione eravamo già d’accordo. Dove, invece, non avevamo ancora trovato la quadra? Sui numeri dei posti di lavoro, con noi che chiediamo la garanzia occupazionale per tutti a fine piano. In sostanza, alla fine del percorso del piano industriale di Mittal, nel 2023, non ci devono essere esuberi. Se a quella data dovessero esserci ancora esuberi, Mittal dovrà farsene carico”.

Francesco Brigati, Fiom Cgil: “piano ambientale efficace, in tal senso abbiamo anche avanzato a Di Maio le nostre osservazioni, e la tutela lavorativa di tutto il personale Ilva”

“Noi siamo disposti anche a non andare in ferie se questo serve a concludere la trattativa e a mettere finalmente un punto fermo – rileva Francesco Brigati, segretario Fiom Cgil Taranto – ma il governo deve indicarci una direzione chiara, deve esplicitare i suoi intendimenti. I nostri sono chiari: un piano ambientale efficace ed avanzato, in tal senso abbiamo anche avanzato a Di Maio le nostre osservazioni, e la tutela lavorativa di tutto il personale Ilva”. Presentando le osservazioni inviate al ministro, Brigati aggiunge che “la Fiom Cgil, ritenendo non esaustivi gli impegni aggiuntivi di Am Investco, chiede di avere una copia delle controproposte dei commissari Ilva da cui è scaturito il testo dell’addendum”. Per Brigati, “gli impegni concretamente assunti non prendono in considerazione le richieste delle organizzazioni sindacali sulla garanzia di mantenere gli attuali livelli occupazionali e, in relazione al piano ambientale, riguardano esclusivamente la riduzione dei tempi previsti dal Dpcm del 29 settembre scorso, non introducendo – afferma la Fiom Cgil – alcun riferimento ad eventuali innovazioni tecnologiche utili a variare l’attuale assetto produttivo”. Inoltre, spiega Brigati per la Fiom, il testo “non contempla alcun miglioramento in relazione alle bonifiche di materiali contenenti amianto. Inoltre, come evidenziato dalla nota inviata da Am Investco a seguito della riunione dell’Osservatorio Permanente, si evincono alcuni disallineamenti rispetto ai cronoprogrammi che potrebbero compromettere il rispetto del termine finale di adempimento”. “La Fiom Cgil inoltre – rileva ancora Brigati – ribadisce la necessità di applicare le linee guida per la Valutazione integrata ambientale e sanitaria perché solo l’attenta considerazione preventiva del danno sanitario residuo eviterà il ripetersi del disastro che stiamo vivendo a Taranto. La Fiom Cgil, ritenendo che la risoluzione delle problematiche ambientali non può essere ridotta ad una semplice anticipazione dei tempi – conclude Brigati – ribadisce la necessità di introdurre misure più restrittive sul piano ambientale”.

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