Genova, ponte Morandi. Incontro istituzionale con Autostrade per la demolizione. Il progetto di Renzo Piano riscuote successo. Intanto, Camusso a Genova parla di mobilità, lavoro e Ilva

Genova, ponte Morandi. Incontro istituzionale con Autostrade per la demolizione. Il progetto di Renzo Piano riscuote successo. Intanto, Camusso a Genova parla di mobilità, lavoro e Ilva

Oggi pomeriggio, alle 16.30, Autostrade per l’Italia ha illustrato alle istituzioni genovesi il piano per la demolizione e messa in sicurezza di ponte Morandi, rispettando dunque i tempi chiesti dal commissario per l’emergenza e governatore ligure, Giovanni Toti. Al tavolo anche l’amministratore delegato della società, Giovanni Castellucci. Da Autostrade, intanto, sarebbe già arrivata la disponibilità ad incontrare Renzo Piano che, martedì, ha donato alla Regione l’idea di un nuovo viadotto.  Renzo Piano aveva ammesso che da quel 14 agosto, da quando, cioè, è crollato il viadotto Morandi trascinando e uccidendo con le macerie 43 persone, non ha pensato ad altro. Era a Ginevra, in quel momento. E così è nata l’idea del ponte da regalare alla città. Un’idea che è filosofia architettonica: quel nuovo viadotto sarà l’espressione stessa del significato che porta in sé la parola ‘ponte’: una progressione, un andare oltre l’ostacolo, una cosa che unisce. “Quello del ponte è un tema che tocca tutti e tutte le corde: da quella tecnologica a quella poetica”, ha detto Renzo Piano uscendo dalla Regione dove ha incontrato il governatore Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci. Un regalo, quello di Piano, che già aveva fatto dopo la tragedia del crollo della Torre Piloti. Un regalo alla sua Genova che, in questo caso, diventa un dono per l’Italia intera.

Intanto il governo pensa a varare un decreto per Genova. Martedì alle 15.30 seconda informativa del ministro Toninelli alla Camera

Prima una risoluzione per cercare in Parlamento un consenso più ampio possibile e poi il decreto. Sono questi i passaggi che porteranno verso la decretazione d’urgenza per la città di Genova, messa a dura prova dal crollo del ponte Morandi di metà agosto. A quanto si apprende da fonti di governo la risoluzione di maggioranza, che verrà votata al termine dell’informativa sul crollo del viadotto Polcevera, prevista in aula alla Camera martedì prossimo alle 15,30, è ancora in fase di stesura. Ad ogni modo sarà quello il testo che servirà al governo per delineare il suo perimetro d’azione. I contenuti infatti – a quanto si apprende – non si discosteranno molto dalle dichiarazioni d’intenti espresse dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli lunedì scorso in audizione e dal vice premier Luigi Di Maio nel post pubblicato sempre lunedì scorso sul Blog delle stelle.

La segretaria generale della Cgil a Genova parla del ponte, del lavoro e dell’Ilva

Il Governo deve affrontare con strumenti d’emergenza il tema della viabilità a Genova dopo il crollo del ponte Morandi, chiede la segretaria nazionale della Cgil Susanna Camusso che a Genova ha incontrato istituzioni, lavoratori e aziende colpite. “Viabilità vuol dire condizione di vita delle persone, trasporto pubblico, non solo la possibilità di muoversi con i mezzi privati, vogliamo porre alle Istitutizioni il tema di come si movimentano le merci nel nostro Paese”, spiega. “Non si può immaginare un Paese sicuro se non c’è un continuo investimento. Questo Paese ha un grande bisogno di una vera manutenzione, manutenzione delle sue opere, del suo territorio, della qualità della vita e quindi ha un grande bisogno di investimenti”. Invece, ha aggiunto, “continuiamo a vedere che la quota di investimenti pubblici e privati, che era crollata negli anni scorsi, continua ad essere troppo bassa e continua molto spesso a venir messa in discussione”. “Questo tema – ha spiegato Camusso – è straordinariamente urgente perché questa tragedia non può determinare un’ulteriore tragedia che è la perdita di occupazione e di attività produttive. Servono anche strumenti di emergenza perché c’è chi ha già perso il lavoro, basta pensare alle tante piccole attività che erano dentro alla zona rossa e che non possono essere più espletate”. Quindi, ha detto ancora Camusso, “c’è anche un problema di ammortizzatori e di risposte che vanno date alle imprese e ai lavoratori dal punto di vista del sostegno al reddito e della prospettiva ma poi bisogna porsi oggi anche il tema che le attività produttive di Genova non possono essere perse”. Camusso non ha risparmiato un passaggio sull’Ilva e sulle posizioni del governo, in particolare del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Di Maio. Camusso sostiene che “il governo deve assumersi la responsabilità di dire se la vendita di Ilva c’è o non c’è, notiamo una tendenza inaccettabile a sovraccaricare sugli altri soggetti il tema, non c’è piu’ tempo”. Infine, Susanna Camusso lancia la’llarme: “non è che rinviando le decisioni o chiamando in causa altri il tema si risolve. Vanno chiarite le risposte in termini ambientali, di occupazione e di salari”.

La Fiom: “operai Fincantieri di Palermo pronti a realizzare il ponte di Genova”

Se il governo dovesse assegnare a Fincantieri l’incarico di costruire il nuovo ponte di Genova questo “potrebbe essere realizzato nello stabilimento di Palermo”. La proposta arriva dalla Fiom-Cgil nazionale e del capoluogo siciliano, che in una nota spiegano: “Dal 2017 Fincantieri ha destinato a Palermo la nuova missione produttiva di realizzazione di opere civili, con l’apertura della divisione ‘Fincantieri Infrastructure’. Due dei ponti per il Belgio si stanno realizzando a Palermo”. “Apprendiamo che è intenzione del governo affidare a Fincantieri la costruzione del nuovo ponte. Ovviamente in una situazione come questa, dopo la tragedia che è avvenuta, non possiamo che essere solidali con la città di Genova e dare tutto il nostro contributo per la ricostruzione. Ma ricordiamo che a Palermo da anni chiediamo di tornare a costruire navi intere”, affermano Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom di Fincantieri, e Francesco Foti, segretario provinciale della Fiom Palermo.

I sindacati edili Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, compatti: “offerta la possibilità di ripensare all’organizzazione del lavoro con turni h24 per le attività legate all’emergenza”

“E’ necessario avviare l’iter della ricostruzione del Ponte Morandi e per questo chiediamo al commissario straordinario Giovanni Toti di recepire le intese regionali in materia di appalti, condizione economica maggiormente vantaggiosa ed elemento sociale di qualità”, affermano in una nota congiunta le segreterie genovesi di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. “Dal crollo del Ponte Morandi – si legge nella nota – Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil si sono rese da subito disponibili per collaborare con istituzioni ed aziende per riportare al più presto Genova in una situazione di normalità. A questo scopo hanno offerto la possibilità di ripensare all’organizzazione del lavoro con turni h24 per le attività legate all’emergenza”. “Ma non solo – prosegue la nota del comparto edile di Cgil, Cisl e Uil – da subito è stata messa in campo la disponibilità ad agire sulla rimozione dei detriti e ad accelerare la consegna dei cantieri cittadini aperti. Queste ultime due attività – si sottolinea nella nota – sono assolutamente fondamentali in vista anche della imminente stagione delle piogge, soprattutto la rimozione immediata dei detriti dall’alveo del torrente Polvecera”. Secondo Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, “i lavori possono essere svolti con celerità utilizzando anche il meccanismo del reclutamento delle aziende del territorio già disponibili per le somme urgenze. I cantieri relativi alla viabilità a mare, che realisticamente saranno consegnati in autunno, vedono l’impiego delle maestranze a ciclo continuo per accelerare le lavorazioni sulle tempistiche programmate e per quanto possibile, si sta lavorando per predisporre la possibilità di far viaggiare di notte i camion verso le discariche fuori provincia. Tutto questo – conclude la nota – può essere realizzato in tempi brevi”.

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