Genova. Consiglio dei ministri farsa in Prefettura. Conte promette 5milioni di euro e una giornata di lutto. Sotto processo Autostrade, che però si difende in attesa della riapertura dei mercati

Genova. Consiglio dei ministri farsa in Prefettura. Conte promette 5milioni di euro e una giornata di lutto. Sotto processo Autostrade, che però si difende in attesa della riapertura dei mercati

Ha ragione il capo della Procura di Genova, dottor Cozzi: “non è stata una fatalità, ma un errore umano” a provocare il crollo del ponte Morandi.  La procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio plurimo e a nemmeno 24 ore di distanza il procuratore Cozzi ha compiuto un sopralluogo nella zona del ponte, che non è stata sequestrata per consentire l’opera dei soccorritori. L’indagine si annuncia ad ampio raggio, con verifiche che potrebbero riguardare anche i tiranti del ponte. E presto potrebbe portare all’acquisizione del contratto di servizio che impegna Autostrade alla manutenzione del ponte, oltre che di tutti gli atti necessari presso gli enti e i soggetti interessati. Si tratterà quasi certamente di un’indagine lunga e complessa, al termine della quale sarà possibile accertare tutte le responsabilità, penali e civili. Il dottor Cozzi ha ggiunto: “Noi dobbiamo rispondere a una sola domanda: perché è successo? Questo è il nostro compito e per farlo faremo tutto quello che è necessario”, spiegando ai giornalisti che l’inchiesta entrerà nel vivo quando sarà terminata la fase di ricerca delle vittime e di eventuali dispersi per “analizzare tutti gli aspetti relativi alla progettazione, realizzazione e manutenzione del ponte”. E i primi passi “serviranno per ricostruire tutte le opere che erano in esecuzione dal punto di vista della manutenzione”.

Il premier Conte in conferenza stampa: “Per Genova, 5 milioni di euro e una giornata di lutto nazionale”

Ora, dinanzi alla estrema cautela e ragionevolezza del procuratore capo; dinanzi alla necessità di far fronte alle emergenze, numerose, delle tante vittime di questo disastro; dinanzi ad una città, Genova, ancora sotto choc per quanto è accaduto, sembrano davvero clamorose le prese di posizione del governo, dal suo presidente Conte fino all’ultimo dei sottosegretari. Diciamo subito che se la situazione non fosse tragica, sarebbe da considerare come la barzelletta del giorno la dotazione di “ben” 5 milioni (speriamo di aver sentito e letto male, e invece no, è proprio così) di euro per le emergenze da parte di Palazzo Chigi. E aggiungiamo anche che se la situazione non fosse davvero così tragica, sarebbe la seconda barzelletta del giorno l’attacco diretto ad Autostrade per l’Italia, da parte di Conte e dei suoi ministri, con la minaccia o la promessa di revocare la concessione, senza neppure attendere l’inizio di una benché indagine, giudiziaria o ministeriale. Il premier e i ministri evidentemente sono talmente sicuri delle responsabilità (ma allora perché non ne fanno oggetto di una denuncia penale?) dei dirigenti di Autostrade che ne hanno perfino chiesto le dimissioni. Questo è il compito di chi governa, nelle ore immediatamente successive al disastro immane di Genova? Crediamo francamente di no, anche perché gli stessi ingegneri e tecnici che si sono espressi in queste ore stanno valutando le cause del cedimento strutturale. E non è un’operazione semplice o banale. Anzi. Ma andiamo con ordine e rimettiamo al loro posto i pezzi di questo puzzle, partendo dal Consiglio dei ministri straordinario svolto a Genova, in Prefettura, e le dichiarazioni di Conte. Poi, analizzeremo cosa potrebbe accadere domani alla società Autostrade quando riapriranno le Borse.

Il premier: “non attenderemo le indagini e revocheremo la concessione ad Autostrade”. Ma non sarà così facile

Uno stanziamento immediato per interventi urgenti di cinque milioni di euro e la dichiarazione di un giorno di lutto nazionale. Sono queste le prime misure del governo. Il premier Giuseppe Conte riunisce nella prefettura di Genova un Consiglio dei ministri straordinario, cui prendono parte Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Danilo Toninelli, ma a cui – racconta – “si sono collegati quasi tutti i ministri”. Al termine della riunione, il presidente del Consiglio in conferenza stampa conferma l’intenzione del governo di non attendere le verifiche sul crollo che saranno fatte in sede penale, ma di avviare subito “la procedura per la revoca della concessione alla società Autostrade, perché non c’è dubbio che non ha adempiuto ai suoi obblighi”. Per il futuro, assicura, il governo sarà “molto più rigoroso del passato nel valutare le clausole” dei contratti di concessione, inclusi i controlli. Nell’immediato – e in attesa di strutturare nella legge di bilancio il capitolo infrastrutture – il Consiglio dei ministri approva un decreto che dispone lo stato di emergenza per 12 mesi nella città di Genova. Per avviare i primi interventi, a partire dalla rimozione delle macerie, sono stanziati cinque milioni ma “altre risorse – promette Conte – arriveranno perché quei soldi non sono assolutamente sufficienti”, e meno male che lo riconosce. L’idea è anche quella di nominare un commissario ad hoc per la ricostruzione. Il giorno dei funerali delle vittime, ancora da definire, sarà una giornata di lutto nazionale. Ora, ciascuno dei nostri lettori può farsi un’idea delle mosse di questo governo, e dei proclami lanciati a mezzo stampa. Ma a noi pare francamente che si stia sbagliando. Eppure basterebbe solamente far tesoro della enorme esperienza prodotta in questi anni dopo tante tragedie ed emergenze, e attendere quanto meno l’esito delle inchieste, penale e ministeriale, prima di spostare il dibattito pubblico sulle responsabilità.

La difesa di Autostrade in attesa della riapertura della Borsa giovedì

Naturalmente la società Autostrade non poteva far passare sotto silenzio la minaccia di revoca della concessione e contrattacca: “In relazione all’annuncio dell’avvio della procedura di revoca della concessione”, Autostrade per l’Italia si dichiara, in una nota, “fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell’ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi”. “E’ una fiducia – si legge ancora – che si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali”. Ed ecco il passaggio chiave della nota, che punta a inchiodare il governo: “Peraltro non è possibile in questa fase formulare alcuna ipotesi attendibile sulle cause del crollo”, come hanno esplicitato numerosi tecnici e lo stesso capo della procura. Infine, “Autostrade per l’Italia sta lavorando alacremente alla definizione del progetto di ricostruzione del viadotto, che completerebbe in cinque mesi dalla piena disponibilità delle aree. La società continuerà a collaborare con le istituzioni locali per ridurre il più possibile i disagi causati dal crollo”, conclude la nota. Tra le altre cose,  la precisazione fa riferimento alle affermazioni del vice premier Luigi Di Maio, che ha detto che Autostrade paga “tasse bassissime perché sono posseduti da una finanziaria Benetton in Lussemburgo”.

Autostrade replica anche alle affermazioni di Di Maio sulla dimensione della società e sul luogo di riscossione delle tasse, l’Italia

Autostrade per l’Italia è una società per azioni che ha sede a Roma, in via Bergamini 50. E’ soggetta all’attività di direzione e coordinamento di un’altra società per azioni, Atlantia che ha anch’essa sede a Roma, in via Antonio Nibby 20. Atlantia è quotata in Borsa: il 45,46 per cento del capitale è flottante fra diversi piccoli azionisti, in maggioranza provenienti da Stati Uniti d’America e Regno Unito (poi l’Italia). Fra gli altri azionisti ci sono il fondo sovrano di Singapore GIC, gli americani di Blackrock, i britannici di HSBC e la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, tutti sotto il 10 per cento. Con il 30,25 per cento l’azionista di maggioranza di Atlantia è Sintonia SA che fa capo alla famiglia Benetton. Sintonia SA è una finanziaria lussemburghese controllata dalla holding Edizione della famiglia Benetton. Prima della ristrutturazione del gruppo, la società capofila era la Ragione di Gilberto Benetton & C sapa (sede a Treviso); dal 1 gennaio 2009 Edizione Holding spa e Sintonia SA sono state incorporate in Ragione sapa che si è trasformata in Edizione srl. Ricapitolando, l’azionista di maggioranza di Atlantia che controlla Autostrade per l’Italia è una società lussemburghese, Sintonia SA, che tramite Edizione srl fa capo alla famiglia Benetton. Ma sia Atlantia che Autostrade per l’Italia pagano le tasse in Italia dove hanno la sede legale.

Bloomberg: “se Autostrade perde la concessione, sarebbe un colpo da decine di miliardi”

Domani, con la riapertura di Piazza Affari dopo la pausa di Ferragosto, si vedrà quale sarà la reazione degli investitori anche sulle azioni di Atlantia. Le perdite di oltre il 5% registrate nella seduta di martedì sono con ogni probabilità destinate ad ampliarsi ulteriormente sia per le sempre più drammatiche conseguenze del crollo del Ponte sia per l’intenzione espressa dal premier Conte e da diversi ministri, a partire da quello delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, di revocare le concessioni ad Atlantia. La perdita delle concessioni italiane, ricorda Bloomberg, sarebbe un duro colpo per Atlantia, che ha 12,8 miliardi di bond in circolazione e che ricava dalle autostrade nel nostro Paese circa il 67% circa degli utili prima delle tasse, degli interessi sul debito, delle svalutazioni e degli ammortamenti (ebitda).

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