Due partiti di destra, Lega e M5S portano l’Italia al disastro. Autoritarismo e razzismo, minaccia per la democrazia. Il governo conferma che le promesse elettorali restano tali. Decreto dignità e Milleproroghe, umiliato il Parlamento. Lo spread torna a correre. La sinistra batta un colpo

Due partiti di destra, Lega e M5S portano l’Italia al disastro. Autoritarismo e razzismo, minaccia per la democrazia. Il governo conferma che le promesse elettorali restano tali. Decreto dignità e Milleproroghe, umiliato il Parlamento. Lo spread torna a correre. La sinistra batta un colpo

Sono numerose le sconcezze di cui il governo gialloverde è stato protagonista da far dimenticare, in primo luogo il decreto “dignità” che si qualifica, si fa per dire, solo perché rimette in gioco i voucher e, al tempo stesso, adotta misure che possono creare nuova disoccupazione, se ce ne fosse bisogno. Di seguito, al Senato si registra l’approvazione di un’altra sconcezza che si chiama “milleproroghe”. Insomma, a fronte delle promesse fatte in campagna elettorale leghisti e pentastellati non potevano presentarsi a mani vuote. Accade così che, in quattro e quattr’otto, viene annunciato un consiglio dei ministri, poi sconvocato, e infine a Palazzo Chigi si tiene un vertice. Chiamati dal premier Conte arrivano  per “un primo esame della legge di bilancio” che dovrà essere presentata a settembre il vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio, il sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il ministro degli Affari Europei Paolo Savona e quello degli Esteri Enzo Moavero. Tutti insieme, appassionatamente, per far sapere al popolo che dopo il “decreto dignità” e il “milleproroghe” il governo metterà mano alla legge di bilancio  per mantenere tutte, proprio tutte, le promesse elettorali, dal reddito di cittadinanza, alla flat tax alla revisione della Legge Fornero. Tutti provvedimenti che hanno un costo di 100 miliardi, ma di questo Conte e soci non parlano. Il ministro Tria ha assicurato che tutto quanto promesso in campagna elettorale, magari non tutto insieme,verrà mantenuto. Era questo che il premier ma soprattutto Di Maio, Salvini pare sia in vacanza, ma c’era il Giorgetti, volevano sentirsi dire.

Il vertice convocato per parare il colpo che sta arrivando dai mercati. I miliardi che non ci sono

In realtà il consiglio dei ministri, poi trasformato in un vertice convocato d’urgenza, nasceva dalla esigenza di parare il colpo che veniva dai mercati. La rincorsa presa dallo spread che ha raggiunto quota 270, i dati Istat sul calo della occupazione, quelli Svimez relativi alla crisi del Mezzogiorno, alla povertà, 600 mila senza lavoro, alla fuga dei giovani in particolare, avevano bisogno di una qualche presa di posizione “rassicurante”, facevano sapere da Palazzo Chigi, in particolare per il futuro e le promesse elettorali. Ma la manovra parte, stando ai primi dati, con un conto superiore ai 20 miliardi di euro. La minore crescita, prevista da Istat, Ocse, Fondo monetario, costerà 2,5 miliardi, l’effetto spread peserà circa 4  miliardi, la sterilizzazione dell’Iva 12,4 miliardi, le spese obbligatorie 3,5 miliardi. Non solo, la lista delle promesse vede aggiungersi la copertura totale del costo degli asili nido per le famiglie. Al termine del vertice, Giuseppe Conte ha  dichiarato che è stata decisa “la programmazione economico-finanziaria che presenteremo nel prossimo mese di settembre. Abbiamo operato una ricognizione dei vari progetti di riforma che consentiranno all’Italia di avviare un più robusto e stabile processo di crescita economica e di sviluppo sociale, rendendosi più competitiva sul mercato globale. Abbiamo esaminato i mutamenti del quadro macro-economico e le condizioni del bilancio a legislazione invariata”. Il ministro Tria, in una nota, “esprime soddisfazione per l’accordo sulle linee del quadro programmatico proposte, che confermano la compatibilità tra gli obiettivi di bilancio già illustrati in Parlamento e l’avvio delle riforme contenute nel programma di governo in tema di flat tax e reddito di cittadinanza”. In realtà si spera che la Commissione Ue sia di manica larga nell’accettare di negoziare la flessibilità. Cosa molto difficile. Le società di rating daranno una valutazione del nostro debito e, si dice negli ambienti finanziari europei, non faranno sconti. La Ue potrebbe accettare, per motivi politici, la legge di Bilancio che Tria presenterà, ma c’è un passaggio essenziale quando sarà il Parlamento, a novembre, a sottoporre ad esame quella che una volta si chiamava la Finanziaria. Non solo, tutti i nodi che si sono aperti in questi mesi di governo gialloverde restano aperti. A partire dalla attuazione di quanto previsto dal decreto cosiddetto “dignità”. Una “schifezza” l’ha definito Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, nel corso di una delle manifestazioni  promosse dai sindacati di categorie come, turismo e  alimentaristi, lavoratori agricoli. Approvato in alcune sedute della  Camera dove i deputati leghisti e cinquestellati non hanno neppure saputo rispondere alle critiche che venivano dalle opposizioni, Pd, Leu, e, per altro verso, da quelli di Forza Italia, per opposte ragioni. Altra sconcezza, il “milleproroghe”, in genere viene messo all’ordine del giorno in aula solo verso la fine dell’anno. Questa volta è stato anticipato e si è usato questo strumento, noto come clientela pura, addirittura per far saltare la vaccinazione obbligatoria per accontentare Salvini e la Lega.

Alcune “perle” dell’informazione, vedi La7, con Salvini che viene fatto passare per un bonaccione

Vogliamo aggiungere alcune “perle” della politica, si fa sempre per dire, protagonista sempre il duo Salvini-Di  Maio, con aggiunta di un altro ministro, il Toninelli, che non ha neppure una idea di cosa sia un porto, il diritto internazionale sulla navigazione e sul salvataggio di chi rischia di affogare. Lui non sa ma su ordine di Salvini chiude i porti. Ancora. Se costoro li ascolti in qualche trasmissione televisiva, vedi Salvini per esempio, scopri quanto ormai l’informazione italiana sia disinformata, ci si scusi i bisticcio di parole. Qualche tempo fa su la7, in Onda, Salvini è stato fatto passare per un bonaccione. Telese e Parenzo ne hanno dato una immagine casalinga, con la Isoardi che gli stira perfino le camicie. Addirittura, ci hanno raccontato che ha messo qualche chilo in più perché un politico che conta, un po’ di pancetta deve averla. Dimenticano che gli esponenti di questo governo non mostrano alcuna pietà nei confronti di chi fugge da guerre, povertà, malattie, torture nei campi concentramento libici. Crudeltà alla stato puro. E se ti azzardi a parlare di razzismo,  xenofobia, di rigurgiti fascisti, ti guardano come un nemico da abbattere.

Ogni giorno persone con la pelle nera vengono colpite, sparate. La goliardia non c’entra niente

Eppure ogni giorno c’è qualche persona dalla pelle nera che viene sparata, picchiata, vedi episodi avvenuti a Napoli e a Pistoia. Credono perfino che tre ragazzotti abbiano tirato delle uova colpendo Daisy Osakue, pelle color nero, atleta italiana, per “goliardia”. E anche qualche giornalista lo scrive. Ignorando, o fingendo di ignorare, che goliardia significa allegria, scherzi, cappello a tre punte. Non aggressione, razzismo. Punto. Poi c’è il ministro Fontana che se la prende con le “famiglie arcobaleno”, le coppie gay, l’aborto. Salvini d’accordo con lui ma questi problemi non fanno parte del “contratto” di governo. Ma li fa pesare. Già che c’è passa qualche giorno e sempre lui, il leghista Fontana, come scriviamo in altra parte del giornale se la prende contro la legge Mancino. La vuole abrogare perché “in questi anni strani – dice – si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”, scrive riferendosi alla normativa approvata nel 1993 – contro chi diffonde l’odio razziale e l’ideologia nazifascista. E ancora: “I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato”. Salvini che fa? Dice che è d’accordo con Fontana, ma non sta scritto nel contratto, per cui non se ne può fare niente. E già che c’è strizza l’occhio ai neofascisti. Di Maio e lo stesso presidente del Consiglio, Conte, richiamano il contratto, non una parola non diciamo di condanna, sarebbe pretendere troppo, ma perlomeno di critica nei confronti del ministro.

La situazione dell’Italia si sta avvitando in una spirale distruttiva

È in questo panorama sempre più disgustoso, disegnato da due partiti di destra, Lega e M5S, che si inserisce l’ultima trovata di Conte, suggerita da Di Maio e Salvini, la convocazione, appunto, di un consiglio dei ministri, poi trasformata in un vertice che ha avuto l’esito contrario a quello per cui è stato convocato. Gettare, cioè, un po’ di polvere negli occhi dei cittadini ma soprattutto dei mercati. Al contrario, proprio questa riunione ha dato il segno della debolezza di un governo che porta il paese sempre più verso un disastro annunciato. Non solo in termini economici ma anche per quello che riguarda la democrazia, il ruolo del Parlamento, ridotto a cassa di risonanza, di spartizione, vedi vicenda Rai. Per costoro la parola antifascismo è un optional. Per noi è un valore. “La situazione dell’Italia – hanno scritto in un appello pubblicato da Repubblica, primo firmatario Massimo Cacciari – si sta avvitando in una spirale distruttiva. L’alleanza di governo diffonde linguaggi e valori lontani dalla cultura europea e occidentale. Le politiche progettate sono lontane da qualsivoglia realismo e gravemente demagogiche”. La sinistra batta un colpo, scenda in campo, ritrovi un rapporto con la società civile, con le tante organizzazioni, a partire dalla Cgil, dai sindacati, dalle associazioni democratiche, che non possono essere lasciate sole in una battaglia dura e difficile. Che vale la pena combattere. Non c’è tempo da perdere.

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