Catania. “Diciotti” a terra i 27 minori in tarda serata. Manifestazioni pro migranti. Presidente Camera: “Devono sbarcare”. Salvini: delirio di onnipotenza: “Scendano solo i bambini”. Poi attacca Magistratura, Mattarella, Fico e Conte. Interventi di Pd e Leu

Catania. “Diciotti” a terra i 27 minori in tarda serata. Manifestazioni pro migranti. Presidente Camera: “Devono sbarcare”. Salvini: delirio di onnipotenza: “Scendano solo i bambini”. Poi attacca  Magistratura, Mattarella, Fico e Conte. Interventi di Pd e Leu

“Facciamoli scendere”: è questo lo slogan lanciato dalle associazioni catanesi pro migranti che fin dal mattino stanno dando luogo a manifestazioni al molo di Levante, mentre i migranti si affollano sul ponte della “Diciotti”, guardano verso il molo, si apprestano a trascorrere una nuova, lunga, snervante giornata a bordo del pattugliatore della Marina militare italiana. “È inaccettabile la scelta del governo italiano, e in particolare del ministro dell’Interno Matteo Salvini – dicono i manifestanti – di impedire lo sbarco nel territorio italiano delle persone stremate e in precarie condizioni di salute. Nessun obiettivo politico del governo può giustificare l’utilizzo di centinaia di vite umane come arma di ricatto, considerate carne da macello, non vite e speranze ma numeri da distribuire o respingere” affermano i manifestanti. Per le ore 20,30 le associazioni hanno dato l’appuntamento alla cittadinanza di ritrovarsi al porto portando un’arancina, “simbolo di accoglienza e accudimento”. In tardissima serata  sono scesi a terra tutti i 27 minori non accompagnati che erano a bordo della nave Diciotti ancorata al porto di Catania. Lo conferma Save the children che ha specificato che i minori non accompagnati sono 27 e non 29. I migranti saranno accompagnati in strutture di accoglienza.

La Libia non “accetterà mai” migranti di ritorno

“La Libia non accetterà mai quello che viene diffuso dai media circa il ritorno di migranti clandestini ai Paesi del Nord Africa dai quali sono venuti” ha detto il ministro degli esteri del governo d’Accordo Nazionale libico, Mohamed Taha Siala dopo che domenica il ministro degli Interni Matteo Salvini aveva ventilato la possibilità, non si sa quanto praticabile, di riportare in Libia, i 177 migranti a bordo della Diciotti. “La Libia non accetta né accetterà questa procedura ingiusta e illegittima” ha detto il ministro libico citato dall’agenzia stampa ufficiale Lana.news sottolineando che il suo Paese “ha sul proprio territorio più di 700.000 migranti clandestini che costituiscono un costo pesante sotto tutti gli aspetti”. Per il ministro del governo guidato da Fayez al Sarraj, “è necessario riportarli (i migranti) ai Paesi d’origine di quali sono partiti” perché la Libia “è un paese di passaggio che ha sofferto e continua a soffrire molto dalle conseguenze del fenomeno della migrazione clandestina”.

Portavoce Commissione migranti Ue: “Sbarco  imperativo umanitario”

Dalla portavoce della Commissione Ue per le migrazioni veniva affermato che lo “sbarco è un imperativo umanitario”. Parole queste che non fanno parte del vocabolario del vicepremier, ministro dell’interno. Eccolo qua il Salvini che mentre in una mano tiene il rosario con l’altra twitta a tutto spiano, sputa odio contro i migranti, pare godere a vedere 177 persone, di cui una trentina di bambini, prigionieri, perché di questo si tratta, a bordo di una nave, non  una di quelle gestite da organizzazioni non governative che per il vicepremier sono avvinghiate, lingua in bocca, agli scafisti ma di un pattugliatore della Guardia costiera italiana, leggi Marina  militare italiana con tanto di tricolore, che porta il nome del maggiore generale Ubaldo Diciotti, che comandò i porti di Barletta, Molfetta, Sebenico, Ancona, Livorno, Napoli. Negli anni Trenta fu inviato negli Stati Uniti  per studiare il porto di New York, con il  punto di sbarco di Ellis Island presso il quale, nei primi del ‘900, approdarono quasi 12 milioni di aspiranti cittadini americani, migranti appunto con tanti italiani. A quasi sessant’anni, accetta il pesante incarico di comandante del Porto di Tripoli che, con lo scoppio della Seconda guerra mondiale subirà pesanti bombardamenti alleati. Nel 1941 venne insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Il presidente della Camera. Prima lo sbarco di tutti poi la collocazione

Salvini Matteo sporca con le sue parole, i suoi atteggiamenti dittatoriali, lo stesso nome del pattugliatore italiano. Risponde, con l’arroganza che lo contraddistingue, al presidente della Camera, il pentastellato Roberto Fico il quale rompendo la catena del silenzio del presidente del Consiglio dei ministri, di Toninelli, quello che si occupa dei porti, afferma: “La giusta contrattazione con i Paesi dell’Unione europea può continuare senza alcun problema, adesso però le 177 persone – tra cui alcuni minori non accompagnati – devono poter sbarcare. Non possono essere più trattenute a bordo, poi si procederà alla loro ricollocazione nella Ue”.  Eccolo il Salvini che sbraita con uno dei tanti tweet con i quali occupa la giornata di lavoro, si fa per dire. “Dopo che il Pd e la sinistra hanno lasciato che l’Italia venisse invasa da più di 700mila immigrati  quello ‘imbarazzante’ sarei io? Roba da matti… Io non mollo amici, e vado avanti”. Poi quando gli vengono fatte leggere le tante prese di posizione di associazioni contro i suoi diktat, gli interventi della Magistratura, il problema dei minorenni non accompagnati, il valore della dichiarazione del presidente della Camera, sbotta, non regge, se la prende con il mondo intero.

Sceneggiata del ministro dell’Interno. “Europa vigliacca, Italia ha il cuore grande”

Dal Viminale in diretta Facebook fa scena, strilla, “i minorenni non accompagnati possono scendere anche subito nonostante l’Europa vigliacca perché l’Italia ha il cuore grande”. Ma gli altri, tutti gli altri, ventenni, trentenni, devono restare a bordo. Fino a quando? Non si sa. Poi la sfida alla Procura di Agrigento: “Se valuta l’ipotesi di aprire un’inchiesta per sequestro di persona contro ignoti”, Salvini  strilla: “Se bloccare 2, 3, 4, 5 navi mi costa accuse e processi non sono ignoto. Sono qua. Sono Matteo Salvini. Senatore e ministro dell’Interno con mandato preciso di difendere i confini e di occuparsi della sicurezza di questo Paese. Mi volete indagare? Indagatemi. Mi volete processare? Processatemi. Ho spalle larghe. Ma con il mio permesso non sbarca nessuno”. Poi chiama in causa Mattarella e Conte. Addirittura, bontà sua, dice “se vogliono intervenire lo facciano, ma non con il mio consenso”. Delirio di onnipotenza, niente più. Ce n’è anche per Fico: “Tu fai il presidente della Camera. Io faccio il ministro dell’Interno”. Insomma non sono affari tuoi.

Procura della Repubblica di Agrigento indaga su ipotesi di sequestro di persona

La presa di posizione di Fico arriva quasi in contemporanea con la lettera inviata dalla Procura per i minorenni di Catania ai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture, al Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione e al Prefetto, con la quale chiede che “i minorenni non accompagnati siano fatti sbarcare” dalla nave Diciotti. Nel testo i magistrati affermano che “sono stati elusi i diritti” dei 29 minorenni non accompagnati tra cui “il divieto di respingimento, essere accolti in strutture idonee, avere un tutore, presentare domanda di protezione internazionale e di essere ricongiunti ad eventuali parenti regolarmente soggiornanti in altri stati europei”. Al governo i magistrati per i minori ricordano che “secondo la normativa nazionale i minori già presenti sul territorio nazionale, come in questo caso quelli posti in salvo sulla nave Diciotti, non sono comunque espellibili dal territorio nazionale se non con un provvedimento specifico emesso dall’autorità giudiziaria”. Se la situazione non dovesse sbloccarsi nelle prossime ore non è escluso che la Procura della Repubblica di Agrigento, che indaga anche sull’ipotesi di illecito trattenimento a bordo, un sequestro di persona in parole povere, possa valutare se ci sono gli estremi di un intervento.

La Procura “attende riscontro per poter avviare il procedimento a tutela dei minorenni presso il Tribunale per i minorenni cosi come previsto dalle normative vigenti”. L’iniziativa della procuratrice Ajello fa seguito alla segnalazione di 29 minorenni non accompagnati sulla Diciotti da parte del team Unicef-Intersos presente a bordo, chiedendo all’Autorità Giudiziaria di “intervenire, per tutelare i diritti riconosciuti dalle convenzioni internazionali, dalla normativa europea e da quella italiana”.

Dal Viminale prima gelida risposta: “Dalla  Diciotti nessuno sbarco”

Al momento in cui scriviamo dal Viminale  e dal ministero per le Infrastrutture arriva una gelida risposta, la “Diciotti” non sbarcherà nessuno. Scrivono le agenzie di stampa: “Non sono previste novità sulla vicenda della nave della Guardia costiera italiana Diciotti con a bordo 177 migranti, attraccata a Catania, senza autorizzazione allo sbarco. Lo riferiscono fonti del Viminale, che attendono un segnale dall’Europa sull’accoglienza dei migranti, nei paesi della Ue”. Un portavoce della Commissione europea confermando che i contatti con gli altri Stati membri “sono in corso”, afferma che “la priorità per tutti deve essere che le persone ricevano le cure di cui hanno bisogno”, ha spiegato la portavoce. “Quel che abbiamo sottolineato ieri e oggi è che parliamo di esseri umani. Speriamo di trovare una soluzione rapida, il più rapidamente possibile, affinché queste persone possano essere sbarcate”. Parla di “esseri umani” la portavoce della Ue, ma proprio questa realtà, ovvia, banale, non fa parte del linguaggio salviniano, del governo giallo-verde. Una pressante richiesta all’Autorità giudiziaria era stata rivolta dal team Unicef-Intersos presente a bordo, chiedendo all’Autorità Giudiziaria di “intervenire, per tutelare i diritti riconosciuti dalle convenzioni internazionali, dalla normativa europea e da quella italiana”. Appello pressante anche da Terres des hommes perché almeno i minori siano sbarcati subito. L’associazione sottolinea che le “misure di accoglienza e tutela nei confronti dei minori debbono essere adottate senza ritardo, tenuto conto delle vicende dolorose e traumatiche che li hanno già segnati. Costringere dei minori in una situazione tale, da un lato viola la Costituzione Italiana e i principi fondamentali di solidarietà e protezione dei bambini espressi nella convenzione Onu”, afferma Donatella Vergari, segretario generale della Fondazione Terre des Hommes Italia. “Dall’altro la permanenza a bordo sta oggettivamente mettendo a rischio giorno dopo giorno la già vulnerabile condizione di questi fanciulli, che conosciamo bene occupandoci ormai da un decennio di assistenza ai minori stranieri non accompagnati e minori con famiglie nei contesti di primissima accoglienza. È indispensabile procedere al più presto al loro inserimento in strutture adeguate e fornire loro l’assistenza psicologica e la tutela legale di cui hanno diritto anche secondo la legge Zampa, che ha posto l’Italia all’avanguardia nella protezione dei minori non accompagnati, almeno sulla carta”.

Il Cocer della Guardia Costiera: “la Diciotti è una nave militare dello Stato”

Grande imbarazzo da parte dei militari della Guardia Costiera, che si stanno prodigando  ai limiti del possibile in una situazione di grande difficoltà. Usano questa parola per definire l’atteggiamento del governo che impedisce lo sbarco. Il primo luogotenente e delegato Cocer della Guardia Costiera, Antonello Ciavarelli  rincara la dose e sottolinea che “la nave Diciotti è una nave militare dello Stato italiano”.

Fornaro e De Petris: cinismo, spettacolo indecoroso. Faraone: ispezione proibita

Dal mondo politico da segnalare la dichiarazione del senatore del Pd Davide Faraone il quale afferma che gli  è stata negata un’ispezione sulla Diciotti “perché finora non è stata avviata alcuna indagine epidemiologica sulla nave militare che da giorni è bloccata nel porto di Catania. Ci sono 177 migranti e tanti militari italiani dell’equipaggio sequestrati da Salvini e Toninelli che sono a rischio epidemia”. Di “uno spettacolo indecoroso e indegno di una nazione civile e accogliente come l’Italia” parla il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro. “Si intervenga subito – prosegue – per porre fine a questa provocazione politica di Salvini fatta ai danni di donne e uomini che non hanno nessuna colpa, se non quella di scappare da guerre e dalla fame”.

La presidente dei senatori Leu, Loredana De Petris, parla di “egoismo dei Paesi europei, che non accettano di accogliere ciascuno cinque rifugiati, e dei Paesi che ancora non hanno dato seguito all’impegno di accogliere gli immigrati sbarcati nello scorso luglio. Ma non giustifica – prosegue – neppure in minima misura la cinica decisione italiana di usare come ostaggi esseri umani che fuggono dalla guerra e dalla fame e non rende meno gravi e inaccettabili le violazioni della legalità di cui questo governo si sta rendendo colpevole, trascinando oltre tutto nel discredito la Guardia costiera che non ha invece alcuna responsabilità”.

Anche la Aquarius ferma da cinque giorni nel mare della Tunisia

La “Diciotti” non è comunque l’unica nave bloccata. Anche la Aquarius da cinque giorni è ferma con a bordo migranti, solo cinque partiti dalla Tunisia con un piccolissimo barchino di legno. La nave di Sos Mediterranee e Msf mentre da Malta stava facendo ritorno a Marsiglia per risolvere la questione della bandiera che Gibilterra le aveva tolto, ha preso a bordo i cinque migranti e ha chiesto indicazioni alle autorità della zona Sar tunisina che dopo alcune ore ha inviato una nave per riportare indietro i migranti. Ma l’equipaggio dell’Aquarius ha chiesto indicazioni anche all’Unhcr. Dopo aver ascoltato le storie delle cinque persone soccorse, ha ritenuto che non dovevano essere riportate indietro avendo diritto a chiedere protezione. La Aquarius è ferma a 45 miglia dalla Tunisia in attesa di sapere dove portare quei cinque migranti.

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