Ponte Morandi, il professor Brencich controcorrente: “Non andava chiuso, degrado tra l’8 e il 16%”. L’allerta meteo ferma l’opera di rimozione delle macerie

Ponte Morandi, il professor Brencich controcorrente: “Non andava chiuso, degrado tra l’8 e il 16%”. L’allerta meteo ferma l’opera di rimozione delle macerie

Le carte a disposizione del “comitato tecnico amministrativo” non giustificavano l’urgenza di chiudere il ponte. “C’erano le prove sui materiali che indicavano un degrado dall’8 al 16%, dato che merita attenzione ma di per sé non fa tremare i nervi. Ci siamo posti la domanda su quale poteva essere l’effetto ma Autostrade aveva fornito un calcolo in cui diceva di aver ridotto la sezione degli stralli e aver scoperto che, rispetto al massimo carico, c’era ancora un margine ulteriore di oltre il 20%. Qualcosa non ha funzionato ma è quello che era scritto nelle carte”.

Lo dice il professor Antonio Brencich, spiegando le dimissioni dalla commissione ispettiva del ministero su ponte Morandi. “La questione del verbale di febbraio sul progetto di Autostrade per il ponte credevo fosse la ragione del mio inserimento nella commissione: conoscevo già gli aspetti che il concessionario aveva resi noti. Invece è finita al centro dei media e nell’arena politica. Nessuna incompatibilità, una questione di opportunità”. Intanto sono state sospese tutte le attività di rimozione delle macerie, almeno fino alle 24 di sabato. Fino alle 24 “sul Polcevera non solo non si lavorerà ma ci saranno una serie di attività di protezione specifiche”, ha annunciato ieri il governatore ligure e commissario delegato all’emergenza del ponte genovese Giovanni Toti. Nelle prossime ore di allerta meteo gialla sulla Liguria e su Genova, per cui sono previste forti temporali e venti, la zona di ponte Morandi sarà una sorvegliata speciale. E in materia di prevenzione è stato adottato anche un ‘piano speditivo’, in sostanza di intervento rapido, di gestione dell’area del crollo, nel greto del sottostante torrente Polcevera dove si trovano ancora le macerie del viadotto.

“C’è un piano che è quello vigente per il comune e che già prevede delle azioni su tutti i bacini e anche quindi sul Polcevera – ha spiegato l’assessore regionale alla protezione civile Giacomo Giampedrone – Al momento del crollo con il Comune abbiamo ritarato il piano di emergenza adottando dentro il Ccs un piano speditivo che fosse più cautelativo rispetto al precedente. E’ un piano adattabile alle condizioni che troviamo via via con le varie allerte”.

Tra le misure previste dal piano lo sgombero della zona rossa in caso di allerta e la presenza di forze sul territorio e volontari, in comunicazione con la sala operativa della protezione civile regionale. “Predisporremo monitoraggi a monte del Morandi per far sì che tutto quello che potrebbe succedere durante l’evoluzione dell’allerta venga monitorato costantemente – ha aggiunto Sergio Gambino, consigliere comunale delegato alla protezione civile a Genova – il dispiegamento di forze già previsto sarà incrementato con postazioni fisse per non farci trovare impreparati”.

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