Strage dei braccianti nel foggiano, identificate tutte le vittime. La rivoluzionaria proposta all’Unesco

Strage dei braccianti nel foggiano, identificate tutte le vittime. La rivoluzionaria proposta all’Unesco

 Sono state tutte identificate le vittime dell’incidente stradale in cui lunedì scorso sono morti 12 braccianti agricoli stranieri in provincia di Foggia. Le prime sette vittime erano state identificate dai documenti, per le altre si è risaliti all’identità dalle impronte digitali.

Sono tutti braccianti africani. I primi identificati lavoravano per un’azienda del Molise che è stata sottoposta a controlli, e ora gli inquirenti stanno verificando se anche le altre vittime lavorassero per la stessa impresa. Il giorno dell’incidente i braccianti viaggiavano nel retro di un furgone che ha invaso la carreggiata opposta scontrandosi frontalmente con un tir: nell’impatto è morto anche il conducente del furgone, un cittadino marocchino, mentre due braccianti sono rimasti feriti. La Procura di Foggia ha aperto due inchieste: sulla dinamica dell’incidente, per cui è indagato l’autista del tir, per il quale sembra si possano escludere responsabilità. Mentre nella seconda inchiesta, sul caporalato, non ci sono indagati. Quanto ai migranti e soprattutto ai braccianti da registrare una nuova rivoluzionaria iniziativa di rete: ovvero mani dei braccianti patrimonio immateriale dell’Umanità

Vazapp, il primo hub rurale in Puglia, lancia una nuova petizione  per far diventare le mani dei braccianti e dei contadini patrimonio immateriale dell’Unesco. L’hub rurale chiede anche al presidente della Repubblica e alle istituzioni tutte di designare una giornata che celebri quelle mani per restituire dignità al lavoro agricolo nel rispetto dei diritti umani. Questo significa dare speranza anche al nostro futuro.

Le mani di chi lavora la terra non sono, infatti, come le altre mani. Esse sono uniche, asciugate dal sole e levigate dal vento. Sono mani che custodiscono “saperi” antichi che hanno trasformato l’esperienza in sapienza. Su quelle mani sono impresse storie di vita e di sacrifici. Ogni giorno, esse producono il cibo che arriva sulle nostre tavole.

Don Michele de Paolis, fondatore di Vazapp, ha trasmesso a chi l’ha conosciuto l’importanza di dare sempre il proprio contributo, anche se piccolo, per imprimere forza alla corrente del cambiamento. Per questo, Vazapp è nato per rilanciare il settore agricolo attraverso un percorso di innovazione sociale. Esso è, infatti, un luogo di condivisione, formazione e creazione di relazioni formato da giovani agricoltori, professionisti, ricercatori, comunicatori e creativi. L’intento è di sviluppare idee e attività imprenditoriali, finalizzate a creare opportunità e dar vita ad una “Filiera colta”®.

A seguito degli ultimi episodi tragici registratesi in provincia di Foggia, Vazapp ha creduto fortemente che un piccolo contributo verso il cambiamento del volto dell’agricoltura debba passare prima di tutto dal riconoscimento del suo valore immateriale, inteso non come attività lavorativa ma come tradizione del sapere da tramandare alle prossime generazioni. In questo modo, i giovani non saranno più costretti a fare le valigie per andare via ma saranno felici di restare per unirsi con quelle persone che amano la propria terra e che vogliono farla crescere. La terra è il luogo più fertile per coltivare i sogni.

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