Tour de France. Primi movimenti. Il Mur de Bretagne porta allo scoperto i favoriti. Nibali rosicchia qualche secondo a Froome. Bella vittoria di Daniel Martin

Tour de France. Primi movimenti. Il Mur de Bretagne porta allo scoperto i favoriti. Nibali rosicchia qualche secondo a Froome. Bella vittoria di Daniel Martin

Il Tour comincia a dare qualche segnale dopo la monotonia delle prime tappe, compresa la cronometro a squadre che ha falsato la corsa. Ha vinto la compagine più forte non il corridore più forte. Anche le altre tappe sono state segnate da vittorie scontate, come quelle del campione del mondo, Sagan, seguito  a ruota dall’italiano Colbrelli. Il Mur de Bretagne, una salita amata dai francesi, dai bretoni in particolare, nella storia del Tour ha avuto sempre da dire qualcosa. Si tratta di una lunga salita con una pendenza massima del 10% che porta al traguardo ed è un primo test  sullo stato dei big, di coloro che puntano alla vittoria o. comunque, a salire sul podio a Parigi. Vediamo allora cosa ci ha detto questa tappa. Ha vinto  l’irlandese Daniel Martin, che al Tour aveva già colto un successo 5 anni fa. Ha dato una buona impressione. Una lunga progressione e via al  traguardo. Ha la forza di mantenere un secondo di vantaggio sul secondo arrivato e ne dà tre ad un gruppetto con i migliori, fra cui Nibali. Perde 8 secondi Froome, 31 ne perde Bardet e  ben 53 Dumoulin che ha avuto anche un guasto meccanico. Greg Van Avermaet mantiene la maglia gialla. Importante il risultato di Nibali arrivato con i migliori, anzi rosicchiando qualche secondo al suo avversario numero uno, Froome. Nel 2015, sulla stessa salita, lo squalo aveva perso una ventina di secondi. “Tre anni fa – dice – ero un’altra persona, non riuscivo ad andare. Questo è uno strappo da fare tra la vita e la morte, dura 5/6 minuti ma è uno sforzo violento. Sono soddisfatto della mia prova”.  Da segnalare che Brest, da cui ha preso il via la tappa è una città che segna  successi di grandi campioni. Da qui nel 1952 prese il via la corsa che vide la vittoria di Fausto Coppi. Sempre da Brest parte il lungo cammino al tour di Froome, il keniano bianco allora era quasi uno sconosciuto. Sempre a Brest si conclude la carriera di un grande campione come Henrì Pelissier.

La cronaca della corsa dice poco. Subito parte una fuga di 5 uomini: la Direct Energie con Gaudin e Grellier, Pichon (Fortuneo), Turgis (Cofidis) e  Smith (Wanty-Gobert). Il primo  passaggio al Mur de Bretagne non provoca niente. Nel secondo  passaggio è Martin che prende la testa e si invola. Tenta di riprenderlo  Pierre Latour, una delle grandi speranze francesi, ma non ce la fa.

L’ordine d’arrivo della sesta tappa del Tour de France 2018, la Brest-Mur de Bretagne Guerledan, di 181 chilometri

1. Daniel Martin (Irl, Uae Emirates) in 4h13’43” 2. Pierre Roger Latour (Fra, AG2R La Mondiale) a 01″ 3. Alejandro Valverde (Esp, Movistar) a 03″ 4. Julian Alaphilippe (Fra) s.t. 5. Rafal Majka (Pol) s.t. 6. Adam Yates (Gbr) s.t. 7. Bauke Mollema (Ned) s.t. 8. Peter Sagan (Svk) s.t. 9. Geraint Thoms (Gbr) s.t. 10. Primoz Roglic (Slo) s.t. 11. Richie Porte (Aus) s.t. 12. Greg Van Avermaet (Bel) s.t. 13. Nairo Quintana (Col) s.t. 14. Vincenzo Nibali (Ita) s.t. 16. Mikel Landa (Esp) s.t. 17. Tejay Van Garderen (Usa) a 06″ 18. Chris Froome (Gbr) a 08″ 30. Domenico Pozzovivo (Ita) a 12″ 33. Romain Bardet (Fra) a 31″ 46. Tom Dumoulin (Ned) a 53″.

La classifica generale del Tour de France dopo la 6/a tappa

1. Greg Van Avermaet (BEL/BMC) 22h35:46; 2. Geraint Thomas (GBR/SKY) +0.03; 3. Tejay Van Garderen (USA/BMC) +0.05; 4. Julian Alaphilippe (FRA/QST) +0.06; 5. Philippe Gilbert (BEL/QST) +0.12; 6. Bob Jungels (LUX/QST) +0.18; 7. Rigoberto Uran (COL/EFD) +0.45; 8. Alejandro Valverde (ESP/MOV) +0.51; 9. Rafal Majka (POL/BOR) +0.52; 10. Jakob Fuglsang (DEN/AST) +0.53; 14. Christopher Froome (GBR/SKY) +1:02. 17. Vincenzo Nibali (ITA/BAH) +1:08.

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