Tour de France. Neppure il pavé scuote la corsa. Incidenti a ripetizione. Ora il riposo. Il favorito alla prova delle montagne. Avermaet ancora maglia gialla

Tour de France. Neppure il pavé scuote la corsa. Incidenti a ripetizione. Ora il riposo. Il favorito alla prova delle montagne. Avermaet ancora maglia gialla

Forse subito dopo il giorno di riposo, quando questo Tour sempre più noioso prenderà la via delle montagne, Greg Van Avermaet perderà la maglia gialla. Ma in quello che si chiama l’inferno del Nord, il pavé che porta a Roubaix, ha dato prova di meritare la maglia che indossa. È arrivato secondo, dietro il tedesco John Degenkolb, un corridore rinato dopo un grave incidente, che nel 2015 aveva vinto al Velodrome dopo aver sconfitto le pietre che portano a Roubaix nel cui confronto le buche di Roma

Sono una passeggiata. “È una felicità pura quella che provo – ha detto ai giornalisti visibilmente commosso -, ho cercato questa vittoria a lungo, una emozione indescrivibile. Questo Tour è stata una battaglia quotidiana. Oggi è anche una vittoria della squadra, che ha attuato alla perfezione la strategia per tenere lontano il più possibile i rischi”. Il belga mostra grande contentezza. L’anno scorso era stato lui a domare il pavé. Quest’anno, fino ad ora, pietre comprese, ha domato la corsa francese. Ma i possibili vincitori ci sono tutti, salvo qualche defezione dovuta ad incidente. Ed era chiaro che non sarebbe stata la tappa di Roubaix a dare indicazioni. Solo qualche incidente dovuto al pavé avrebbe potuto mettere fuori gioco qualcuno dei favoriti. E così è stato. Chi ha pagato un prezzo molto alto è la Bmc: la formazione svizzera a fine stagione cesserà l’attività. Richie Porte, il leader, puntava ad un successo che lo rilanciasse trovando una nuova squadra. Invece si è rotto la clavicola. Van Garderen, capitano che ha perso il suo posto, caduto a terra più di una volta, ormai è fuori classifica avendo perso 6 minuti. Sono finiti a terra sul ruvido pavé due grandi favoriti, Froome e Landa, ma  riprendono il gruppo con tutti i migliori, con gli altri favoriti. Tra questi Nairo Quintana che ha un odio particolare per le strade sconnesse ma se la cava bene. Invece Rigoberto Uran, anche lui colombiano, cade e perde un paio di minuti. E Nibali? È uscito bene da questa giornata. È rimasto coinvolto in una caduta ma ce l’ha fatta a riprendere i migliori. Esce bene anche Bardet, fora quattro volte, non molla ed arriva con gli altri favoriti.

Venendo alla cronaca c’è  poco da raccontare. O meglio, si potrebbero raccontare cadute, forature, nuvole di polvere, frazionamenti continui, rincorse, 156 chilometri con ben 15 settori di pavé. Al menù dell’Inferno del Nord mancano solo la Foresta di Arenberg e Carrefour de l’Arbre. Finalmente la media sale fino a quasi 48 chilometri l’ora. Una prima fuga impegna una decina di girini. Niente da fare. Il gruppone li inghiotte uno dopo l’altro. L’alta media non significa che c’è  stata battaglia. Rompono la monotonia, la noia, la sonnolenza ad alta velocità, evitando gli incidenti, proprio quando la strada si fa sempre più difficile, il campione del Belgio Lampaert, Degenkolb e van Avermaet. Manca il campione del mondo, Sagan, uno dei candidati alla vittoria di tappa. La vittoria rilancia  Degenkolb.

 L’ordine di arrivo della 9/a tappa del Tour de France, da Arras a Roubaix di 156.5 km

1. John Degenkolb (GER/TRE) 3h24:26 (media: 46.0 km/h); 2. Greg Van Avermaet (BEL/BMC) s.t.; 3. Yves Lampaert (BEL/QST) s.t.; 4. Philippe Gilbert (BEL/QST) +0.19; 5. Peter Sagan (SVK/BOR) s.t.; 6. Jasper Stuyven (BEL/TRE) s.t.; 7. Bob Jungels (LUX/QST) s.t.; 8. André Greipel (GER/LOT) 0.27; 9. Edvald Boasson Hagen (NOR/DDT) s.t.; 10. Timothy Dupont (BEL/WGG) s.t.

 La classifica generale dopo la 9/a tappa del Tour de France

1. Greg Van Avermaet (BEL/BMC) 36h07:17; 2. Geraint Thomas (GBR/SKY) + 0.43; 3. Philippe Gilbert (BEL/QST) +0.44; 4. Bob Jungels (LUX/QST) +0.50; 5. Alejandro Valverde (ESP/MOV) +1:31; 6. Rafal Majka (POL/BOR) +1:32; 7. Jakob Fuglsang (DEN/AST) +1:33; 8. Christopher Froome (GBR/SKY) +1:42; 9. Adam Yates (GBR/MIT) +1:42; 10. Mikel Landa (ESP/MOV) +1:42. 12. Vincenzo Nibali (ITA/BAH) +1:48;

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