Tour de France. La tappa più lunga e più inutile, 231 chilometri con qualche fuga. Poi il volatone con i soliti protagonisti. Fra Gaviria e Sagan (2 vittorie a testa) spunta il terzo incomodo, Dylan Groenewegen, un olandese che in Francia si fa rispettare

Tour de France. La tappa più lunga e più inutile, 231 chilometri con qualche fuga. Poi il volatone con i soliti protagonisti. Fra Gaviria e Sagan (2 vittorie a testa) spunta il terzo incomodo, Dylan Groenewegen, un olandese che in Francia  si fa rispettare

Si potrebbe anche non scrivere niente di questa lunga, noiosa, tappa del Tour. In effetti  c’è solo una notizia di qualche rilievo. Riguarda la direzione tecnica della corsa che, visto l’andazzo della allegra brigata dei girini in vena più di una scampagnata che di una tappa di una grande corse ciclistica, si sono sentiti in dovere di sollecitarli perché tenessero una andatura più sostenuta. In effetti i corridori si sono riposati per tutto il percorso, 231 chilometri, partenza da Fougeres arrivo a Chartres, due città note per le prove a cronometro che hanno caratterizzato in passato la corsa f rancese. La prima ora di corsa viene fatta a 36 km orari su un percorso piatto come un biliardo (in tutto un Gpm di 1,5 km, praticamente niente). Johann Offredo si lancia in una fuga solitaria: margine concesso 8’ prima di un ricongiungimento ancora lontano dal traguardo. Il gruppo viene sollecitato a tenere una andatura più sostenuta nei pressi di  Chartres quando mancano un centinaio di km. Basta un po’ di vento trasversale prima che la Trek acceleri, mettendo prima il gruppo in una infinita fila indiana, che poi si spezzerà in tre tronconi. Stavolta la Bahrain di Vincenzo Nibali (in quei momento Antonio, il fratellino dello Squalo, vinceva al Giro d’Austria la sua prima da prof) non si fa sorprendere come nel giorno precedente: restano dietro Cavendish, Kittel e, tra quelli di classifica, Zakarin. E il gruppo si ricompone. Parte un altro francese Laurent Pichon, CI prova ad arrivare al traguardo da solo ma viene ripreso.  Iniziano le grandi manovre degli sprinter. La sorpresa è l’olandese che fa fuori Gaviria e Sagan e  dice. “Ogni giorno che passa mi sento meglio – spiega -. A partire dalla quarta tappa ho trovato la gamba migliore. Oggi ho seguito Alexander Kristoff quando l’ho visto partire e poi ho resistito al ritorno di Fernando Gaviria e di Peter Sagan. Posso centrare altre vittorie? Vedremo. Un passo alla volta, intanto mi godo questo successo”.

ORDINE D’ARRIVO
1. Dylan Groenewegen (Ola)       in 05h43’42” (+10″ abbuono)
2. Fernando Gaviria (Col)        s.t.         (+06″ abbuono)
3. Peter Sagan (Svk)             s.t.         (+04″ abbuono)
4. Arnaud Demare (Fra)           s.t.
5. Christophe Laporte (Fra)      s.t.
6. John Degenkolb (Ger)          s.t.
7. Daryl Impey (Rsa)             s.t.
8. André Greipel (Ger)           s.t.
9. Andrea Pasqualon (Ita)        s.t.
10. Mark Cavendish (Gbr)          s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1. Greg Van Avermaet (Bel)       in 28h19’25” (km percorsi 1.230,5)
2. Geraint Thomas (Gbr)          a     00’06”
3 Tejay Van Garderen (Usa)       a     00’08”
4. Julian Alaphilippe (Fra)      a     00’09”
5. Philippe Gilbert (Bel)        a     00’15”
7. Rigoberto Uran Uran (Col)     a     00’48”
11. Richie Porte (Aus)            a     00’56”
14. Chris Froome (Gbr)            a     01’05”
16. Vincenzo Nibali (Ita)         a     01’11”
19. Tom Dumoulin (Ola)            a     01’26”.

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