Tour de France. Grande festa a Parigi. Il trionfo di Thomas, Dumoulin se la cava bene. Froome sale sul terzo gradino. Gli italiani senza Nibali, fuori gioco per una caduta, non portano a casa niente. Appuntamento ai mondiali

Tour de France. Grande festa a Parigi. Il trionfo di Thomas, Dumoulin se la cava bene. Froome sale sul terzo gradino. Gli italiani senza Nibali, fuori gioco per una caduta, non portano a casa niente. Appuntamento ai mondiali

Geraint Thomas si gode la maglia gialla, il trionfo ai Campi Elisi, il sogno di ogni ciclista che si rispetti. Non ci crede ancora. A 32anni suonati non si è più ragazzini, quel che si è fatto è fatto. In modo particolare quando il tuo capitano si chiama Chris Froome che era partito per conquistare la quinta vittoria e farla vedere a tutti coloro che alla partenza lo avevano fischiato perché quella assoluzione dall’accusa di doping, proprio all’ultimo momento prima della partenza del Tour, che, senza di lui, non avrebbe fatto notizia. Ma lui, come le formichine, passettino dopo passettino, senza porsi in modo ingombrante, quando ha capito che Froome non era proprio al massimo della forma se ne è stato tranquillo, ma senza perdere le occasioni  di scalare la classifica e arrivare in maglia gialla a Parigi, dove nella volata conclusiva si sono fatti valere Alexander Kristof, norvegese, che ha vinto la tappa, superando in  volata John Degenkolb e Arnaud Demare. Ci ha provato ancora una volta  l’azzurro Sonny Colbrelli, uno dei nostri migliori nelle volate finali ma ha sempre trovato qualcuno più veloce di lui, Sagan, che si è aggiudicato la maglia verde che conquista per la sesta volta, un vero record.

E gli italiani? Sono rimasti a bocca asciutta. Dopo il forzato ritiro di Nibali ormai non c’erano molte carte da giocare. Buone le prestazioni di Pozzovivo e Caruso, di Bennati, di Colbrelli, come abbiamo detto. Niente più. Una rivincita alla Vuelta, o ai mondiali? Non si sa mai. Nel ciclismo tutto può succedere. Anche che un cretino faccia cadere Nibali e lo costringa al ritiro. Poi ci sono da segnalare tante altre cadute fra cui quelle di Sagan che non gli hanno impedito di indossare la maglia verde. Ancora, ci sono i fumogeni per disperdere una manifestazione degli agricoltori, la tappa fermata per circa quindici minuti, le offese a Froome che poi diventano un diluvio di applausi quando da capitano diventa gregario, si fa per dire, e conduce, quasi per mano, alla vittoria Geraint Thomas, gallese. Ma proprio a Parigi tornano i fischi per Froome. Lo consola, se così si può dire, proprio Thomas che non sta nella pelle. I Campi Elisi sono un traguardo che un ciclista sogna la notte e solo di rado riesce a tagliare per primo. Lui ce l’ha fatta ed ai cronisti dichiara di vivere “un momento incredibile”. Pensa già alla Vuelta ed ai mondiali. Se la gode quando gli comunicano che il Galles è in festa e ringrazia il centro di Cardiff, sua città natale, che è stato colorato tutto di giallo. “Cercherò di godermi i prossimi giorni e le prossime settimane al massimo – afferma – l’ingresso a Parigi con la bandiera del Galles sulle spalle è stato meraviglioso. Sono state tre settimane stupende. Non pensavo di poter vincere alla vigilia ma ogni giorno ho acquisito fiducia e convinzione nei miei mezzi“.

Contento, anche se puntava alla vittoria, Tom Dumoulin che è salito sul secondo gradino del podio dopo ben 28 anni di assenza da parte olandese. Froome sale sul terzo gradino. Sperava di più. Ma visto che prima della cronometro era caduto al quarto posto, salire sul podio è sempre un onore. Contenti anche i francesi che “scoprono” un talento in  Julian Alaphilippe che conquista  la maglia a pois, molto considerata dai francesi e fanno il bis con quella bianca indossata dal giovane Pierre Latour. Festa anche per Kristoff, la vittoria a Parigi fa sempre piacere.

Ordine di arrivo della 21esima e ultima tappa del Tour de France, con partenza da Houilles e arrivo a Parigi dopo 116 km

1. Alexander Kristoff (NOR/EAU) in 2 h 46:36 (media: 41,9 km/h), 2. John Degenkolb (GER/TRE), 3. Arnaud Démare (FRA/FDJ), 4. Edvald Boasson Hagen (NOR/DDT), 5. Christophe Laporte (FRA/COF), 6. Maximiliano Richeze (ARG/QST), 7. Sonny Colbrelli (ITA/BAH), 8. Peter Sagan (SVK/BOR), 9. Andrea Pasqualon (ITA/WGG), 10. Jasper De Buyst (BEL/LOT), 11. Timothy Dupont (BEL/WGG), 12. Thomas Boudat (FRA/DEN), 13. Sep Vanmarcke (BEL/EFD), 14. Magnus Nielsen (DAN/AST), 15. Oliver Naesen (BEL/ALM).

La classifica finale del Tour de France 2018

1. Geraint Thomas (GBR/Sky) 83 h 17:13, 2. Tom Dumoulin (OLA/SUN) a 1:51, 3. Christopher Froome (GBR/SKY) 2:24, 4. Primoz Roglic (SLO/LNL) 3:22, 5. Steven Kruijswijk (NED/LNL) 6:08, 6. Romain Bardet (FRA/ALM) 6:57, 7. Mikel Landa (SPA/MOV) 7:37, 8. Daniel Martin (IRL/EAU) 9:05, 9. Ilnur Zakarin (RUS/KAT) 12:37, 10. Nairo Quintana (COL/MOV) 14:18, 11. Bob Jungels (LUX/QST) 16:32, 12. Jakob Fuglsang (DAN/AST) 19:46, 13. Pierre Latour (FRA/ALM) 22:13, 14. Alejandro Valverde (SPA/MOV) 27:26, 15. Egan Bernal (COL/SKY) 27:52, 16. Tanel Kangert (EST/AST) 34:52, 17. Warren Barguil (FRA/FST) 37:06, 18. Domenico Pozzovivo (ITA/BAH) 39:08, 19. Rafal Majka (POL/BOR) 39:57, 20. Damiano Caruso (ITA/BMC) 42:31.

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