Tour de France. Domenica la passeggiata finale con Thomas in giallo a Parigi. Dumoulin vince la cronometro staccando di un secondo Froome che torna sul podio. Per lui tanti applausi. Roglic, ottimo quarto, paga le imprese sui Pirenei

Tour de France. Domenica la passeggiata finale con Thomas in giallo a Parigi. Dumoulin vince la cronometro staccando di un secondo Froome che torna sul podio. Per lui tanti applausi. Roglic, ottimo quarto, paga le imprese sui Pirenei

Tutto è bene quel che finisce bene. Il vecchio proverbio si adatta perfettamente ad un Tour de France che non è stato, diciamo la verità all’altezza della sua fama. Tanta monotonia, nessuna grande impresa sulle montagne, in particolare sui Pirenei. Vince, a sorpresa, a meno di imprevisti che non si sono mai verificati sia al Tour che  al Giro italiano e alla Vuelta spagnola, Geraint Thomas. Il britannico, partito come gregario di capitan Froome, britannico naturalizzato, è stato il vero dominatore della corsa francese. Bravo come passista, buon cronoman, non ha paura delle montagne. Conquista la maglia gialla e non la lascia più. Froome, il leader dello squadrone Sky, di fatto, si mette al suo servizio. Lo guida nei momenti più difficili, quando per esempio Dumoulin tenta di fargli le scarpe. Addirittura, proprio per difendere la maglia gialla del suo ex gregario, non  guarda alla fatica tanto da rischiare di non salire sul podio.

Proprio alla vigila della cronometro aveva perduto il terzo posto, conquistato di prepotenza da un giovanotto di belle speranze arrivato al ciclismo dopo aver praticato il salto con gli sci, lo sloveno Primoz  Roglic, buon cronoman che ha pagato le fatiche della vittoria sui Pirenei, il tappone dell’ Ausbisque, del Tourmalet, del Col d’Aspen , arrivando ottavo, cedendo a Froome  un minuto e undici secondi. Anche Thomas perde qualche secondo nei confronti di Dumuolin e  Froome, ma mantiene in classifica quasi due minuti di vantaggio su Dumoulin e  più di due minuti su Froome che giunge al traguardo distaccato di un solo  secondo dall’olandese che si aggiudica la crono. I cronisti, a caldo avevano dato la vittoria al britannico. Non funzionava la cellula foto elettrica e all’apparenza il cronometro indicava Froome come vincitore. Riparato il guasto il secondo di differenza andava a favore dell’olandese, campione del mondo nelle corse a cronometro, il quale ha percorso in modo impeccabile i 31 chilometri che separano Saint-Pée-sur-Nivelle a Espelette, con il ritorno del tour in terra basca dopo 12 anni di assenza.

Un percorso duro con una salita a quattro chilometri dal traguardo che impegna i corridori e che Dumoulin  ha affrontato alla grande. All’arrivo è raggiante, non  dà segni di fatica: “Due podi in due grandi giri consecutivi – dice – è un sogno che si realizza. Ho 27 anni, non ne devo fare per forza due ogni stagione. Nel 2019 farò solo il Giro o il Tour. Non ho ancora deciso, molto dipenderà dal percorso delle due gare”. Froome non rilascia dichiarazioni immediate ma, pur non avendo vinto il tour, ha recuperato quella popolarità che aveva perduto a proposito della vicenda doping da cui era stato assolto proprio alla vigilia della partenza del Tour. Era stato accolto dai fischi. All’arrivo e per tutti i 31 chilometri del percorso è stato accolto da grandi applausi come era accaduto anche in tappe precedenti. Una rivincita, una bella soddisfazione. Che vale, per lui, quanto e forse più della vittoria…

Un pianto liberatorio per Geraint Thomas  mentre viene intervistato, poco dopo aver tagliato il traguardo: “Non ci posso credere: non riesco nemmeno a parlare. Improvvisamente, nella parte finale della tappa di oggi – dice – mi sono reso conto che avevo vinto il Tour. Mi sentivo bene, ero veloce, volevo vincere la frazione. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta, poi mi hanno detto che andavano forte anche Dumoulin e Froome ma che avevo un buon margine e mi sono un po’ seduto, godendomi l’arrivo. Dopo quello del matrimonio, oggi è il giorno più bello della mia vita”.  E gli italiani?  Il ritiro forzato di Nibali ha pesato moltissimo sulle prestazioni. Ma se la sono cavata, in particolare, Caruso, Pozzovivo, Colbrelli, i gregari dello “squalo”. Sarà per un’altra volta. L’appuntamento più importante sono i mondiali. Auguri.

L’ordine d’arrivo della 20esima tappa del Tour de France 2018, la crono Saint Pee sur Nivelle-Espelette, di 31 chilometri

1. Tom Dumoulin (Ned, Sunweb) in 40’52” 2. Chris Froome (Gbr, Sky) a 00’01” 3. Geraint Thomas (Gbr, Sky) a 00’14” 4. Michal Kwiatkowski (Pol) a 00’50” 5. Soren Kragh Andersen (Den) a 00’51” 6. Bob Jungels (Lux) a 00’52” 7. Ilnur Zakarin (Rus) a 01’02” 8. Primoz Roglic (Slo) a 01’12” 9. Marc Soler (Esp) a 01’22” 10. Michael Hepburn (Aus) a 01’23” 13. Damiano Caruso (Ita) a 01’31” 16. Steven Kruijswijk (Ned) a 01’45” 19. Alejandro Valverde (Esp) a 01’50” 22. Romain Bardet (Fra) a 01’56” 24. Rafal Majka (Pol) a 01’57” 27. Pierre Roger Latour (Fra) a 02’06” 34. Daniel Martin (Irl) a 02’40” 36. Domenico Pozzovivo (Ita) a 02’45” 40. Jakob Fuglsang (Den) a 02’54” 45. Mikel Landa (Esp) a 03’11” 69. Nairo Quintana (Col) a 04’06”.

Classifica generale del Tour de France 2018 dopo la 20esima tappa

1. Geraint Thomas (Gbr, Sky) in 80h30’37” 2. Tom Dumoulin (Ned, Sunweb) a 01’51” 3. Chris Froome (Gbr, Sky) a 02’24” 4. Primoz Roglic (Slo) a 03’22” 5. Steven Kruijswijk (Ned) a 06’08” 6. Romain Bardet (Fra) a 06’57” 7. Mikel Landa (Esp) a 07’37” 8. Daniel Martin (Irl) a 09’05” 9. Ilnur Zakarin (Rus) a 12’37” 10. Nairo Quintana (Col) a 14’18” 11. Bob Jungles (Lux) a 16’32” 12. Jakob Fuglsang (Den) a 19’16” 13. Pierre Roger Latour (Fra) a 22’13” 14. Alejandro Valverde (Esp) a 27’26” 18. Domenico Pozzovivo (Ita) a 39’08” 19. Rafal Majka (Pol) a 39’18” 20. Damiano Caruso (Ita) a 42’31” 23. Mikel Nieve (Esp) a 49’19” 27. Pierre Rolland (Fra) a 1h08’39”

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