Tennis. Wimbledon. Un grande Djokovic vince il torneo più bello e si rifa sotto in classifica dopo 15 mesi d’inferno

Tennis. Wimbledon. Un grande Djokovic vince il torneo più bello e si rifa sotto in classifica dopo 15 mesi d’inferno

Un grande Novak Djokovic ha vinto per la quarta volta in carriera il torneo di Wimbledon, terza prova stagionale del Grande Slam. Il tennista serbo, ex numero 1 del Mondo, ha battuto in finale in tre set il sudafricano Kevin Anderson con il punteggio di 6-2, 6-2, 7-6 (3) in 2 ore e 19 minuti di gioco. Davanti a stelle del passato come Bjorn Borg, Stefan Edberg e Rod Laver, l’attore Hugh Grant, il Principe William e la Duchessa di Cambridge nel Royal Box, il serbo ha portato a casa il 13° Slam su 22 finali disputate nei quattro appuntamenti più importanti del circuito – ha vinto anche 6 Australian Open, un Roland Garros e 2 Us Open – nonché il 69° titolo nel circuito in 100 finali fin qui giocate. Sui prati dell’All England Club, Nole aveva già vinto nel 2011, 2014 e 2015 ma non giocava l’ultimo atto di un Major da quello perso contro Wawrinka agli Us Open ne 2016.

Finale senza storia per i primi due set, dominati da Djokovic con un Anderson troppo falloso e fisicamente non al meglio dopo le due maratone nei quarti contro Roger Federer e in semifinale contro John Isner. Nel terzo set il sudafricano è riuscito a restare in partita fino al tiebreak, vinto però agevolmente da Djokovic 7-3. Al 32enne di Johannesburg, già finalista nel settembre scorso agli US Open (battuto in tre set da Rafa Nadal), non è riuscita la storica impresa di regalare al suo Paese il primo successo a Wimbledon e di imitare il connazionale Johan Kriek, che nel 1981 fu capace di iscrivere il suo nome nell’albo d’oro degli Australian Open.

“Non c’è posto più bello dove tornare a vincere”, ha commentato un Djokovic visibilmente emozionato nel corso della cerimonia di premiazione. Il campione serbo, ex numero 1 del Mondo, non vinceva uno Slam dal Roland Garros nel 2016, da lunedì tornerà al numero 10 del Mondo. “Ora è facile parlare. Sono stato costretto ad avere fiducia nel processo che ho intrapreso. Sono molto grato al mio team, tutti mi hanno sostenuto negli ultimi due anni”, ha commentato ancora Djokovic protagonista di un lungo calvario. “Non è stato facile, mi sono operato e sono stato fuori per molti mesi. Non ero sicuro di tornare al livello di prima. Questo è un torneo molto speciale, che ho sempre sognato di vincere”, ha proseguito il serbo. Dopo aver fatto i complimenti a Kevin Anderson “per l’ottimo torneo disputato”, Djokovic si è poi emozionato per la presenza in tribuna della moglie e del figlio piccolo. “E’ la prima volta che ho qualcuno che mi urla papà, papà dalla tribuna. E’ fantastico. E’ stato il mio sparring nelle ultime settimane. Sono felice che lui possa essere qui a vedermi, con mia moglie e il mio team”, ha concluso.

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