Roma, sgomberato il Camping River. Accuse dei residenti: “Trattati come animali”. Raggi sempre più in linea con Salvini

Roma, sgomberato il Camping River. Accuse dei residenti: “Trattati come animali”. Raggi sempre più in linea con Salvini

Ed alla fine il Camping River di Roma è stato sgomberato dai residenti rom, nomadi e caminanti. Tutto in poche ore ma sono comunque poche le famiglie che hanno accettato le soluzioni alternative proposte dall’Amministrazione di Roma Capitale. In decine hanno avvertito che resteranno fuori dagli ingressi del campeggio fino a che non sarà trovata una soluzione soddisfacente. Il nodo per queste famiglie è restare unite e, secondo loro, questo non sarebbe parte della proposta fatta dall’Amministrazione, ovvero, ci sarebbe una polverizzazione in luoghi diversi delle varie famiglie. Fino a mezzogiorno, un solo nucleo familiare aveva accettato il trasferimento in una struttura dell’accoglienza offerta dal Comune che consente al nucleo di restare unito. Le persone che avrebbero dato disponibilità a trasferirsi in centri di accoglienza sarebbero comunque una ventina, una minoranza rispetto al numeri degli ormai ex ospiti del campeggio. Sulla necessità di soluzioni alloggiative alternative si era espressa nei giorni scorsi la Corte europea. Allo stato i numeri sono questi e potrebbero cambiare nelle prossime ore: 43 le persone sgomberare che hanno accettato, previa visita alle strutture, la presa in carico presso il circuito d’accoglienza di Roma Capitale. Altri cinque invece hanno concluso l’iter per tornare in Romania, mentre altri dieci hanno dato la disponibilità ad avviare l’iter per il rimpatrio. In totale all’interno del campo quando polizia locale e forze dell’ordine sono entrate per iniziare lo sgombero erano presenti circa 250 persone (non si considerano ovviamente le persone che pur abitando lì non erano presenti). La decisione che ha fatto maturare l’idea di sgomberare immediatamente l’area è stata quella legata alle condizioni ambientali dell’area. Questa la motivazione cardine, che viene però contestata dai residenti del campo che viene descritto dai tecnici dell’Amministrazione con gravi criticità sullo stato di salubrità. L’ordinanza sindacale firmata a metà luglio parla della “sussistenza di gravi situazioni di criticità inerenti lo stato di salubrità dell’area” sulla base dei recenti rapporti dell’Arpa e della Asl. Si riteneva “inderogabile adottare le necessarie misure volte a salvaguardare nell’immediatezza le condizioni igienico-sanitarie dell’area e la salute delle persone ancora presenti nell’insediamento nonché dei cittadini che vivono nelle zone circostanti”. Questo avrebbe permesso l’anticipazione dello sgombero ad un giorno prima della data fissata da Strasburgo.

La Polizia Locale di Roma Capitale finisce sotto accusa, ma il Capo Di Maggio parla di azione svolta “nella massima regolarità”

Intanto è polemica sull’azione della polizia di Roma Capitale che ha materialmente eseguito lo sgombero, una parte dei rom accusa gli agenti di comportamenti violenti, questa una delle testimonianze: “Questa mattina sono venuti per buttarci fuori, ci hanno trattato come animali. C’è stata violenza, hanno spinto le donne e usato lo spray al peperoncino su una signora. Qualcuno è uscito volontariamente, qualcuno è svenuto, le donne strillavano. Io sto andando a prendere la mia roba non so dove andrò”. La testimonianza è di Florin, 31 anni, uno dei nomadi del campo. A chi glielo ha chiesto Florin ha anche spiegato che non è stata usata violenza contro i bambini. E i vigili comunque escludono ogni episodio di violenza nei confronti dei residenti del River, per tutti parla il comandante Di Maggio: “Tutto si è svolto nella massima regolarità, le persone sono state invitate a uscire e non abbiamo usato nessuna forma di coazione fisica, vuol dire che non abbiamo usato manette o allontanato le persone con la forza, non abbiamo usato spray al peperoncino, armi da fuoco e manganelli, che non abbiamo”. L’unica forza utilizzata, continua Di Maggio, è stata quella del “convincimento a uscire, cosa che le persone hanno fatto”.

Raggi: “Fine a sistema che emargina, crea disagi e sperpera milioni”

Ma le polemiche sono comunque esplose, furiose, sia sulle modalità dell’irruzione che per i tempi che l’hanno separata dalla sentenza Ue, che chiedeva, come detto soluzioni certe. Immediata la replica stizzita alle accuse delle opposizioni della sindaca di Roma Raggi, sempre più allineata alle posizioni del pesante alleato leghista. “La legalità e la tutela dei diritti delle persone. Con questi principi saldi prosegue la nostra azione per il superamento dei campi rom: da oggi, il Camping River chiude. Da questa mattina – prosegue Raggi – 180 agenti della Polizia Locale e i colleghi della Polizia di Stato sono a lavoro per liberare l’area del campo che, per problemi igienico-sanitari, stava mettendo a rischio la salute degli stessi abitanti. Altri nuclei familiari, dopo quelli che hanno già accettato negli ultimi mesi, si stanno ora trasferendo presso le strutture di accoglienza di Roma Capitale: continuiamo a mettere a loro disposizione soluzioni che consentono alle famiglie di restare unite. Sempre più persone, inoltre, stanno chiedendo ai nostri operatori informazioni riguardo le misure di inclusione abitativa e lavorativa, e i rientri volontari assistiti nei Paesi di origine. È inaccettabile continuare a finanziare luoghi come questi dove si favorisce la ghettizzazione e, soprattutto, dove le condizioni di vita non tutelano i diritti di bambini, donne e uomini. Una ‘terza via’ basata su inclusione e rispetto della legalità, tutela dei diritti e rispetto dei doveri è possibile. Lo dimostrano i primi rientri volontari assistiti in Romania che abbiamo organizzato: le testimonianze delle famiglie già tornate a casa ci fanno capire che siamo sulla strada giusta. È per questo che proseguiamo con determinazione ad applicare il nostro modello: garantire l’inclusione e un rigoroso rispetto della legalità potrà mettere fine alla realtà ghettizzante dei campi e dare maggiori tutele ai più piccoli. Mettiamo fine ad un sistema che per decenni ha emarginato le persone, creato disa allegi ai cittadini, sperperato centinaia di milioni di euro che avrebbero potuto essere investiti diversamente”.

Fassina (Sinistra X Roma): “Campi vanno superati ma servono soluzioni effettive”

Sul punto da registrare la presa di posizione di Fassina: “I campi Rom vanno superati ma servono soluzioni effettive non virtuali. L’ultima tappa stamattina dello sgombero di Camping River a Roma è soltanto l’ennesimo spot per gli sceriffi della legalità finta e della sicurezza falsa. Vengono lasciate in mezzo alla strada oltre 100 persone, in stragrande maggioranza donne e bambini. Così, si aggravano i problemi in una situazione dove potevano essere invece evitati: la proprietà del terreno è privata e disponibile a continuare l’ospitalità delle famiglie sgomberate. Chiediamo alla Sindaca di rivedere la scelta fatta e consentire alle famiglie di ritornare nel camping fino alla messa a punto di soluzioni alternative e praticabili”, ha concluso Fassina.

Orfini: “A Roma non c’è stato uno sgombero ma una deportazione”

“A Roma oggi non c’è stato uno sgombero. Si è scelto di non tenere conto delle obiezioni della Corte europea per i diritti umani. Si è scelto di procedere senza avere soluzioni alternative stabili. Si è scelto di usare la forza. Si è scelto di considerare povertà e disagio come una colpa. Oggi a Roma non c’è stato uno sgombero. C’è stata una deportazione”.

Bonafoni (Lista Zingaretti): “Sgombero ingiusto ed inutile, contro i diritti umani”

“L’unica cosa che ha ottenuto la Sindaca con lo sgombero del Camping River è che quelle persone sfrattate adesso sono per strada e lì rimarranno, paradossalmente formando nuovi campi. Una comunità intera disgregata, trattata come un numero, nella peggiore tradizione della destra, senza tener conto che da quello spaccato di mondo erano uscite storie di ragazzi laureati, bambini scolarizzati, vicende di inclusione che era giusto preservare. L’amministrazione capitolina, sostenuta dal Governo, ha proceduto senza tener conto della decisione della Corte Europea di sospendere lo sgombero, non riconoscendo un’istituzione di salvaguardia dei diritti umani importante e che ci rende orgogliosi, per essere portatrice di valori fondamentali per tutta la nostra civiltà. Sorprende come tra le ragioni della Sindaca a sostegno dello sgombero ci sia proprio la difesa dei diritti umani e non capiamo come potrebbe essere nel momento in cui si scavalca la Corte Europea”.

I Radicali all’attacco: “Sgombero gravissima violazione dei diritti umani”

Durissimi, infine, anche i Radicali: “Siamo stati tutta la mattina fuori dal Camping River, appena sgomberato in seguito a un’ordinanza del Comune”. Così in una nota Riccardo Magi, deputato di +Europa e segretario di Radicali Italiani, e Alessandro Capriccioli, consigliere regionale di +Europa Radicali nel Lazio. “Ancora adesso le persone, tra cui moltissimi bambini anche di pochi mesi e alcuni malati, sono ammassate fuori dal campo, sotto un sole insopportabile, dopo essere stati cacciate dalle loro case senza che sia riscontrabile alcuna attività di programmazione per assicurare a tutti una soluzione alternativa adeguata. Non è dato sapere – prosegue la nota – quanti fossero gli ospiti del River al momento dello sgombero, né a quanti di loro sia stata offerta una soluzione abitativa, né, infine, di che tipo siano queste soluzioni: in più di tre ore abbiamo potuto ricavare solo informazioni vaghe e frammentarie, secondo cui ad alcuni sarebbe stata offerta la possibilità di spostarsi nel centro di via Ramazzini, e ad altri di accedere a forme di accoglienza che prevedono la separazione dei nuclei familiari: eventualità, questa, evidentemente del tutto inadeguata e inaccettabile. A quanto pare, inoltre, queste diverse soluzioni, messe insieme, non sono neppure sufficienti per tutti gli abitanti del campo, molti dei quali rimarranno semplicemente in mezzo alla strada. La domanda sorge spontanea: davvero la Sindaca Raggi ritiene che le condizioni igienico-sanitarie dell’insediamento, addotte a giustificazione dello sgombero, fossero più critiche di quelle che si andranno a determinare tra qualche giorno, quando molte persone saranno costrette ad accamparsi dove capiterà? C’è poi il fatto, secondo noi emblematico, che l’operazione sia stata posta in essere oggi, malgrado la pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che aveva imposto di non procedere fino al 27: circostanza che risulta spiegabile soltanto con l’intenzione della Sindaca e del Ministro Salvini, incontratisi proprio ieri, di dare uno schiaffo all’Europa e farsi forti sulla pelle dei più deboli. Chiediamo formalmente a Virginia Raggi di rendere pubblici con la massima urgenza i numeri e i risultati di questa operazione: quante persone sono state sgomberate, per quante è stata predisposta una soluzione abitativa, e di che tipo. La mancanza di queste informazioni confermerebbe la sensazione di essere di fronte a una gravissima violazione dei diritti umani, posta in essere sulla pelle dei rom al solo scopo di fare propaganda e guadagnare consensi facili”.

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