A Roma un edificio o un parco pubblico con il nome di Borsellino

A Roma un edificio o un parco pubblico con il nome di Borsellino

L’Assemblea capitolina, riunita in una seduta straordinaria nell’aula consiliare del municipio VI per ricordare, a 26 anni dall’attentato mafioso di via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per attivare tutte le procedure necessarie per l’intitolazione di un parco o un edificio pubblico a Paolo Borsellino e agli uomini della sua scorta, promuovere iniziative sul territorio per lo sviluppo di economie sane, progetti sociali e culturali e forme di collaborazione, stimolare la partecipazione cittadina sul territorio all’insegna della tutela della legalità e della sicurezza, prevedere che il Campidoglio si costituisca parte civile nei processi contro mafia, racket e usura. Infine è stato aggiunto un punto per dare vita a un tavolo con le associazioni di lotta alla mafia.
Giuliano Pacetti, capogruppo del M5s è stati il primo consigliere a intervenire. “Dopo la seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina del 23 maggio a Ostia in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, oggi abbiamo voluto commemorare i 26 anni della strage palermitana di via D’Amelio, avvenuta il 19 luglio del 1992, con una seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina a Tor Bella Monaca. La periferia di Roma ha fame di legalità e ha bisogno di sentire le istituzioni vicine. Oggi abbiamo chiesto di intitolare un parco o un edificio pubblico alla memoria di Paolo Borsellino e della sua scorta, uccisi barbaramente dalla Mafia 26 anni fa. La cultura può tanto nella lotta alla mafia, al posto dei murales e degli altari che ‘omaggiano’ i capiclan il Municipio adesso avrà un parco o un edificio dedicato a Paolo Borsellino e agli agenti che lo accompagnavano. La nostra amministrazione non ha mai abbassato lo sguardo. Stiamo lavorando costantemente per ridare alle istituzioni il prestigio e l’autorità che meritano. Ai cittadini vogliamo dire: non abbiate paura di denunciare. Le istituzioni ci sono. Siamo qui accanto a voi”. Dopo di lui ha preso la la parola il capogruppo del Pd Giulio Pelonzi: “Per contrastare la mafia bisogna ragionare come istituzioni, mettendo da parte le lotte di partito e unendosi a difesa delle istituzioni nel segno della Costituzioni e mettendo al primo posto la giustizia sociale e la difesa dei cittadini, soprattutto in questi territori difficili”. Un concetto ribadito anche dal capogruppo di FdI Andrea De Priamo: “Questi tipi di battaglia ci devono vedere uniti, e approvare un documento comune emendato insieme ci consente di dare più forza alla nostra azione simbolica e amministrativa di contrasto alle mafie”. Il capogruppo di Sinistra per Roma Stefano Cassina ha invece sottolineato: “Le 13 domande rivolte della figlia di Borsellino rendono ancora più gravi i fatti di via D’Amelio impegnano le istituzioni tutti nella ricerca della verità. Noi in Comune abbiamo la responsabilità di rispondere sul territorio alle minacce mafiose, perché la mafia richiede soprattutto prevenzione e operatività, e per farlo è fondamentale rafforzare il tessuto sociale e il lavoro importante delle istituzioni. Torniamo a Ostia e qui tra un anno, per raccontare le tre cose concrete che avremo fatto, e avremo onorato davvero i nostri impegni”. Infine la consigliera della lista Roma Torna Roma Svetlana Celli ha proposto: “Non lasciare nessuno solo nella città è un impegno importante. Le forze dell’ordine da sole non ce la possono fare. Dobbiamo stringere come istituzioni un patto con la cittadinanza per aumentare i servizi mentre combattiamo la mafia, sostenendo le iniziative che creano occupazione”.

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