Putin e Trump: due ore di colloqui riservati. Poi una conferenza stampa per dire cose risapute. Cosa si sono detti davvero?

Putin e Trump: due ore di colloqui riservati. Poi una conferenza stampa per dire cose risapute. Cosa si sono detti davvero?

È durato più di due ore il faccia a faccia tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’omologo russo, Vladimir Putin, al palazzo presidenziale di Helsinki, in Finlandia. Dopo l’incontro, la colazione di lavoro allargata alle rispettive delegazioni. Il tutto mentre nella capitale finlandese infiammano proteste e manifestazioni contro i due leader. “Ho concluso una riunione con il presidente Putin su una serie di questioni critiche per i nostri due Paesi. Abbiamo avuto un dialogo diretto, aperto e molto produttivo. E’ andato molto bene”, ha sottolineato Trump. Da parte sua, Putin ha ribadito che “la Russia non ha mai interferito e mai lo farà negli affari interni americani, compresi i processi elettorali”.

“Ancora una volta, il presidente Trump ha menzionato la questione della presunta ingerenza della Russia nelle elezioni americane e io ho dovuto ripetere ciò che ho già detto diverse volte: la Russia non ha mai interferito e mai lo farà negli affari interni americani, compresi i processi elettorali”, ha replicato Putin. E su questo dossier, il presidente americano ha sottolineato: “Il presidente Putin è stato estremamente fermo e deciso nel negarlo. E ha offerto agli inquirenti che stanno seguendo il caso di venire e lavorare con loro sulle 12 persone sospettate. Credo che questa sia un’offerta incredibile”. Poco prima dell’inizio della conferenza stampa, un uomo –  Sam Husseini un giornalista accreditato da The Nation – con in mano un cartello e la scritta in inglese “Trattato sulla messa al bando delle armi nucleari”, è stato fermato e allontanato dalla sicurezza.

Restano tuttavia divergenti le posizioni di Russia e Stati Uniti sul tema dell’energia, ma sono state gettate le basi per provare a trovare un’intesa contro la proliferazione delle armi nucleari e per una cooperazione nella crisi siriana, questo in sintesi il succo delle due ore di colloqui tra Putin e Trump. Al di là del controverso Russiagate, ecco quali sono stati i principali dossier sul tavolo dello storico vertice tra il presidente americano Donald Trump e il leader del Cremlino Vladimir Putin.

Usa e Russia hanno ribadito l’impegno a cooperare nel campo del disarmo, anche se sull’Iran i leader dei due paesi hanno opinioni distanti. “I negoziati di oggi sono stati cruciali per frenare la proliferazione delle armi nucleari”, ha dichiarato Vladimir Putin. Sull’energia le posizioni restano lontane. Per DonaldTrump, che ha sottolineato come sul tema i toni tra loro “siano stati accesi”, Putin “è un concorrente” nel settore e gli “Stati Uniti sono i fornitori più importanti”. Più possibilista il leader del Cremlino, secondo il quale “la Russia può collaborare con una potenza energetica come gli Usa per regolarizzare il mercato dell’energia, nessuno ha interesse che ci sia un dumping dell’energia. Quindi c’è sicuramente spazio per la cooperazione”. Sulla guerra in Siria, Trump e Putin hanno concordato sulla necessità di collaborare per risolvere la crisi. “Russia e Usa possono avere una leadership proattiva in questa crisi, solo con la cooperazione si può raggiungere un successo”, ha detto il leader del Cremlino. Il Russiagate è un tema che resta ancora lacunoso e fumoso ma sul quale i due leader sembrano non avere dubbi. Per Donald Trump “l’inchiesta è stata un disastro, ci ha tenuti separati, è una farsa”. Per Vladimir Putin, che più di una volta in conferenza stampa ha ribadito la totale estraneità della Russia, “le accuse non hanno un fondo di verità, dobbiamo farci guidare dai fatti non dalle speculazioni”. E infine, sulla Crimea, per Putin la questione è “chiusa” perché l’annessione è avvenuta in seguito ad “un referendum conforme alla legge”. Donald Trump ha invece ribadito che per lui l’annessione è “illegale”.

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