Partinico. Dieng Khalifa, senegalese, 19 anni, picchiato e insultato. Indagato un operaio di 34 anni per odio razziale. Ma colpevole è il clima scatenato da Salvini

Partinico. Dieng Khalifa, senegalese, 19 anni, picchiato e insultato. Indagato un operaio di 34 anni per odio razziale. Ma colpevole è il clima scatenato da Salvini

Picchiato e insultato in piazza Caterina a Partinico, in provincia di Palermo. La vittima è Dieng Khalifa, 19 anni, senegalese, richiedente asilo da due anni in Italia. Un uomo di 30 anni, secondo quanto ha raccontato il ragazzo ai carabinieri sabato mattina, gli avrebbe rivolto insulti razzisti. “Tornatene al tuo paese, vattene da qui sporco negro”, le parole di odio rivolte al giovane. Lui si allontana ma l’altro continua a bersagliarlo. Intervengono altre persone a difesa dell’aggressore, almeno quattro in totale, forse addirittura sette, e volano calci e pugni. L’episodio risale a due giorni fa, ma la denuncia è stata sporta sabato mattina. Il 19enne ha rimediato le labbra e un orecchio spaccati: sette giorni di prognosi è il referto dell’ospedale di Partinico. “È da febbraio, quando un militante della Lega a Macerata sparò per strada ferendo sei immigrati, che, a fronte del ripetersi sempre più frequente di episodi analoghi, noi aspettiamo dal ministro dell’Interno Matteo Salvini una parola netta di condanna contro chi spara sugli immigrati. Altrimenti perché meravigliarsi che si spari; come a Caserta, inneggiando a Salvini”, lo sfogo su Facebook del governatore della Toscana, Enrico Rossi. Poi in serata arriva la replica del titolare del Viminale: “L’allarme ‘razzismo’ è una invenzione della sinistra, gli italiani sono persone perbene ma la loro pazienza è quasi finita. Io, da ministro, lavoro da 58 giorni – aggiunge Salvini – per riportare sicurezza e serenità nelle nostre città”.

Fermato e denunciato per odio razziale un operaio di 34 anni

I carabinieri della compagnia di Partinico hanno rintracciato e portato in caserma uno degli aggressori del senegalese di 19 anni picchiato e insultato, tre giorni fa, mentre serviva ai tavoli in un bar a Partinico (Pa). L’uomo fermato dai carabinieri per l’aggressione del 19enne senegalese avvenuta tre giorni fa a Partinico(Palermo) è un operaio di 34 anni: è stato denunciato per lesioni personali aggravate dall’odio razziale. Diversi testimoni hanno confermato che si trovava nel bar dove lo straniero è stato aggredito e picchiato.

Si scatena l’odio razziale sui social, segno di un clima xenofobo pericoloso. Ma finalmente appare qualche post “umano” (citiamo solo questi ultimi) 

Quegli insulti e le botte al giovane senegalese chiamato “sporco negro”, hanno provocato una serie di reazioni sul social network Facebook. Un intenso coro di post (probabilmente inseriti attraverso profili farlocchi) xenofobi accompagna la vicenda drammatica di Partinico, soprattutto a sostegno degli autori del linciaggio, che qui non citiamo per precisa scelta editoriale, perché non vogliamo esserne cassa di risonanza. Qua e là però spuntano anche  C’è ad esempio chi come Vito Inghilleri afferma che: “l’inciviltà e l’ignoranza di questo paese sta rasentando i limiti della decenza e della civile convivenza, che schifo, da umanista non posso che essere indignato di fronte a tanta barbarie, ma dove abbiamo sbagliato?? La scuola, le istituzioni, la Chiesa, come è stato possibile arrivare a tutto questo? E’ evidente che qualcosa non ha funzionato, è ora di agire tornare ad educare” una società che sempre più sta andando alla deriva. Incalza Enza Quartuccio: “La democrazia si perde poco per volta”. Per Fabio Davì: “la xenofobia va combattuta, questo è il risultato di tutte le chiacchiere che si sentono sul conto degli extra comunitari e della loro presunta paga giornaliera, ma il valore umano che fine ha fatto? Ormai si sta percorrendo la strada del declino umano, che vergogna, che inciviltà, che amarezza”. Esorta Rosetta Iacona: “fermate gli slogan pieni d’odio razzista”. Per Chiara Gibilaro: “è sconvolgente: questa è mancanza di rispetto per la persona”.

Andrea Maestri, Possibile: “responsabilità politica del governo”

“Quello che è accaduto a Partinico, in provincia di Palermo, a un richiedente asilo, aggredito all’urlo di ‘torna al tuo Paese’, è l’ennesimo gesto nauseante. Il segno è stato passato già da tempo ormai. Il governo ha sdoganato il peggiore razzismo e si sono verificati episodi inqualificabili. Quindi attenzione: non si può derubricare questo atto a un fatto singolo, un caso di cronaca tra tanti. La responsabilità politica è di questo governo, in primis il ministro dell’Interno, Matteo Salvini”, dichiara Andrea Maestri, esponente di Possibile.

L’arcivescovo di Monreale, Pennisi: “solidarietà della Chiesa a Dieng e condanna dell’atto xenofobo”. Ed esalta le doti di accoglienza dei siciliani verso chiunque

“Esprimo la solidarietà della Chiesa di Monreale nei confronti di questo fratello senegalese che è stato aggredito, come esprimo la più ferma condanna nei confronti di quest’atto di razzismo, di xenofobia”, dice l’arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi. “L’atteggiamento dei cristiani e di tanti uomini di buona volontà in Sicilia è caratterizzato dall’accoglienza, dalla protezione umanitaria, dalla promozione della persona umana, dall’integrazione nel territorio e nella nostra cultura. Basti pensare ai soccorsi agli immigrati da parte dei pescatori, dei militari, dei medici, dei volontari, della Caritas, delle associazioni – scrive il prelato in una nota – A coloro che sono sbarcati nelle nostre coste il nostro compito di cristiani è quello dell’accoglienza, del prendersi cura, vincendo il muro dell’indifferenza, con lo stile del buon samaritano. Siamo chiamati a farci prossimo degli altri, chiunque egli sia e da qualsiasi parte arrivi, qualsiasi problema porti, qualsiasi sia la difficoltà; siamo chiamati a fare sempre il primo passo verso uno stile di accoglienza e di misericordia, a guardare chiunque bussa alla nostra porta con quello che ho detto Gesù: ‘Ero straniero mi avete accolto'”.

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