Parlamento, superaccordo per Consulta e Csm: eletti un giudice e 8 membri

Parlamento, superaccordo per Consulta e Csm: eletti un giudice e 8 membri

Un super accordo che unisce maggioranza e opposizione restituisce il plenum alla Corte Costituzionale e avvia la nuova stagione del Consiglio superiore della magistratura. Con numeri da capogiro e una votazione conclusasi dopo quasi 6 ore, il Parlamento in seduta comune ha eletto Luca Antonini, professore di diritto costituzionale a Padova, giudice della Consulta con 685 e otto membri laici per palazzo dei Marescialli. Si tratta di Alberto Maria Benedetti il più votato con 730, Emanuele Basile, Filippo Donati, Fulvio Gigliotti e Alessio Lanzi con 726, Stefano Cavanna e David Ermini con 723, Michele Cerabona con 719.

Si chiude così un lungo periodo di vacatio alla Consulta che dura dal 7 novembre del 2016, quando Giuseppe Frigo, di nomina parlamentare in quota centrodestra, rassegna le sue dimissioni. Con 618 giorni senza plenum la Corte si avvicina quindi al record di 623 giorni, detenuto dalla fine del mandato di Vincenzo Caianiello al giuramento del suo successore Annibale Marini, periodo che andò dal 23 ottobre 1995 e al 9 luglio 1997. Lo stesso capo dello Stato, Sergio Mattarella, aveva più volte ‘invitato’ il Parlamento a compiere il proprio dovere giudicandolo un adempimento “urgente” per “il funzionamento del nostro sistema istituzionale”. Proposto dalla Lega, Antonini, 55 anni, è stato uno dei principali consulenti del governo e del Parlamento in materia di federalismo, tanto da esserne considerato il padre per il contributo che ha fornito alla redazione della legge delega n. 42 del 2009 e agli otto decreti legislativi emanati durante la XVI legislatura. L’intesa raggiunta, comunque, fa sentire con tutta la sua forza nella partita giocata per l’elezione degli otto componenti che andranno ad affiancare i 16 togati a palazzo dei Marescialli.

Prima votazione con un quorum fissato ai tre quinti (633 voti), il Csm ora può lavorare per la designazione del nuovo vicepresidente che andrà a sostituire Giovanni Legnini. Su questo, c’è tempo fino al 25 settembre, data di scadenza del precedente Csm, e per ora rumors di palazzo insistono su Guido Alpa, professore di diritto civile e mentore del premier Giuseppe Conte. Un risultato sicuramente importante ottenuto sul filo del rasoio, che ha consentito a Forza Italia, dopo la rinuncia di Fratelli d’Italia, di ottenere due componenti. Il partito di Silvio Berlusconi ha però dovuto rinunciare al piano di ‘promuovere’ un senatore a membro del Consiglio superiore della magistratura e permettere al Cav di correre nelle suppletive nel collegio di Brescia. I 5Stelle, infatti, avrebbero posto un veto sulla possibilità di candidare parlamentari per questo ruolo, minacciando di far saltare l’accordo. Per questo gli azzurri hanno proposto Alessio Lanzi, avvocato cassazionista, e Michele Cerabona, professionista fuori dal Parlamento ma molto vicino al Cav, essendo stato suo legale difensore nel processo a Napoli per la compravendita dei senatori.

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