Nave Diciotti, una telefonata di Mattarella a Conte sblocca la situazione

Nave Diciotti, una telefonata di Mattarella a Conte sblocca la situazione

Dopo una giornata convulsa, nella serata di giovedì, lo stallo della nave Diciotti che era attraccata al porto di Trapani, si è concluso. E’ servita una telefonata del Presidente della Repubblica, Mattarella al premier Conte per consentire lo sbarco dei migranti e liberare anche l’equipaggio della Marina Militare, costretto a rimanere a bordo della nave, per tenere in regime di fermo, anche se non giudiziario, i migranti. Una giornata difficile che ha visto, ancora una volta il protagonismo di Salvini oscurare le azioni programmatiche del M5s, come il taglio dei vitalizi ai deputati. Questo giovedì, come aveva affermato Di Maio, doveva essere ricordato come il giorno della vittoria sulla casta, probabilmente, invece, sarà ricordato come la mancata vittoria di Salvini su 67 migranti arrivati nel porto siciliano di Trapani.

La nave della Guardia costiera italiana con a bordo i migranti che erano stati soccorsi domenica scorsa dal cargo Vos è entrata nel porto siciliano dopo essere rimasta qualche ora in rada, in attesa delle decisioni del Governo. L’arrivo della nave era previsto per le otto di giovedì, ma è slittato per accertamenti di polizia giudiziaria relative al presunto dirottamento della nave ed alle minacce nei confronti del comandante e di alcuni membri dell’equipaggio. 

Impossessamento di nave, minacce e violenza, mentre viene escluso quello di dirottamento, sono i reati ipotizzati dalla squadra mobile della Questura e dallo Sco della polizia di Roma nei confronti di due dei 67 migranti a bordo della Diciotti. Il rapporto non è stato ancora consegnato alla Procura che dovrà decidere se e quali provvedimenti prendere in queste ore. I destinatari dei provvedimenti cautelari sarebbero “i 2 facinorosi” citati da Salvini parlando di “un ghanese e di un sudanese”.

Ma gli sbarchi, anche se di piccole dimensioni continuano. Nella mattinata di giovedì una barca a vela con a bordo circa 60 migranti, la maggior parte di nazionalità pakistana, è stata intercettata a largo di Noto, nel Siracusano, da personale di un’unità navale militare della Guardia di finanza del Gan di Messina. L’imbarcazione e le persone a bordo sono scortate dalle Fiamme gialle e stanno facendo rotta verso il porto commerciale di Augusta. La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta delegando le indagini al Gicic della stessa Procura. Altri 23 migranti tunisini sono giunti a Lampedusa in queste ore. I primi otto sono arrivati a bordo di una motovedetta della Guardia di finanza, che li ha soccorsi al largo dell’isola; tra loro due minori. Poi su una barca, sono approdati quindici nordafricani, compresi due bambini e due donne.

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